Anche quest’anno nella nostra Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira l’artista Rocco Michele Panella ha realizzato un bellissimo PRESEPE ARTISTICO.
La costruzione è stata eseguita esclusivamente lavorando il legno d’ ulivo creando in ogni pezzo paesaggi differenti.
Tutti i componenti del Presepe sono stati realizzati a mano (mattoni, tegole ed altri oggetti in miniatura). La novità di quest’anno è che l’artista ha utilizzato per realizzare il presepe le pietre tipiche del Gargano. Quest’anno nel presepe anche la statua di Papa Francesco il suo viso ci ricorda la tenerezza del Bambino Gesù e di questa festa meravigliosa per noi cristiani.
Papa Francesco ci ha sorpreso con questa frase: “Non abbiate timore della bontà e della tenerezza”. “Tenerezza”, una realtà un po’ rara e dimenticata nelle nostre comunità forse persino nelle nostre famiglie. Eppure la tenerezza è una delle caratteristiche più belle e importanti di Dio stesso. In tutta la Sacra Scrittura Dio si presenta, nella sua realtà trinitaria, come il Dio della Bontà e della Tenerezza. Ecco perché il Santo Padre insiste ed esorta a percorrere la via della Tenerezza, la sola che può cambiare il mondo. Attraverso la sua presenza nel nostro presepe saremo guidati nel cammino di Avvento per prepararci insieme a vivere un Natale di Tenerezza! Se pensiamo alle origini del presepe il nostro primo pensiero va a quella lontana notte del 1223 in cui San Francesco d’Assisi volle rappresentare la nascita di Gesù Bambino, riproponendo ai fedeli riuniti per ascoltare la sua parola, la scena della grotta di Betlemme, in una piccola chiesetta a Greccio.
Fu il primo presepe vivente e la tradizione si è ripetuta nei secoli arrivando fino ai giorni nostri: numerosissime sono infatti in Italia e nel mondo le rievocazioni della Notte Santa. La raffigurazione della natività ha però origini ben più antiche, infatti i primi cristiani usavano dipingere o scolpire le scene della nascita di Cristo nei loro punti di incontro (ad es. le Catacombe romane); poi quando il Cristianesimo potè essere professato fuori dalla clandestinità, tale usanza continuò e scene con Giuseppe, Maria e il Bambino andarono ad arricchire le pareti delle prime chiese. Si trattava di affreschi, rilievi e graffiti: per vedere le prime statue dobbiamo attendere la fine del 1200 e per lungo tempo ancora tale tradizione è rimasta prerogativa delle chiese e delle comunità religiose.
Fino a quando bisogna attendere perché le statue vengano prodotte in scale più piccole e conoscano la propria diffusione in tutte le case?
Dobbiamo attendere fino al 1700: è Napoli (allora facente parte dei domini borbonici e al centro di fitti scambi commerciali con la Spagna ed il resto d’Europa) ad essere considerata la culla della diffusione dell’attuale presepio. Il tradizionale presepe napoletano era ed è costituito da statuine con un’anima in ferro imbottita, la loro testa è in terracotta ed i vestiti sono in stoffa. Prendendo spunto e ispirazione da qui dunque, ogni popolo, ogni artista hanno utilizzato i materiali più disparati, più congeniali o più facilmente reperibili; basti pensare che nella stessa Italia incontriamo tante tipologie di presepe: da quello napoletano alla cartapesta leccese, alla terracotta in altre zone della Puglia, alla cartapesta e al gesso della Toscana, al legno del Trentino solo per citarne alcune. Per non parlare poi dell’ambientazione che solitamente rispecchia il territorio e la cultura di chi li realizza, o meglio un mix tra questo e quanto si legge nei Vangeli, soprattutto nei cosiddetti vangeli apocrifi.
Per intuire l’importanza dell’ambientazione e della scenografia basti guardare in ogni casa, in ogni presepe la trasformazione che ha interessato la rappresentazione della nascita del Bambin Gesù. La natività risulta ormai sommersa da una serie infinita di personaggi e figure:pastori, zampognari, commercianti, e venditrici, viandanti. Ma la cosa che lo rende affascinante e bello è quest’insieme di personaggi che ognuno di essi ha un proprio significato, e da non dimenticare è la fase della progettazione e della costruzione. Il nostro parroco don Michele Pio Cardone è fiero del lavoro che è stato svolto ed è pronto a far vedere questa vera è propria opera d’arte a tutti i fedeli.
Tina Guerra
<3
Passerò a vederlo..
Stupendo
Bellissimo…