Ultimo Sabato di Aprile al Convento, la festa diventa virtuale

Sarà un giorno diverso dal solito quello che si vivrà quest’anno a Rodi Garganico in occasione dell’ultimo sabato di aprile al Convento dello Spirito Santo che, immerso nel verde, domina dall’alto il promontorio da dove si scorge tutto il centro abitato fino alle spiagge dorate. L’emergenza sanitaria da COVID-19 costringe tutti a casa: quale migliore occasione per mantenere vivo il ricordo della tradizione che nei secoli si è stratificata attorno a questa struttura, costruita fuori dal paese intorno al 1500, dove l’aria buona, la quiete, i boschi secolari di querce, ne fanno un’oasi di pace e preghiera?

Da sempre il Convento dei Cappuccini per i rodiani è stato un luogo dove trovare salvezza, quando dal mare arrivavano pericoli e razzie ma anche quando in occasione di varie epidemie era opportuno isolarsi dal paese. Le cronache narrano che dopo l’epopea napoleonica (1836), a causa di uno di questi flagelli, ci si rifugiò al convento e li si soggiornò a lungo sotto gli alberi e dentro le mura, si allestì un vero “campo profughi” e dopo mesi si festeggiò lo scampato pericolo con una messa in suffragio delle circa duecento vittime e di ringraziamento verso lo Spirito Santo al quale il convento è dedicato.

Erano tempi difficili a causa del colera che poteva uccidere gran parte della popolazione ma, come siamo stati costretti a scoprire, non troppo dissimili dai nostri, in cui un virus altrettanto letale sta falciando migliaia di vite in tutto il mondo. Ora come allora il distanziamento sociale sembra essere l’unica soluzione certa per rallentare la curva dei contagi ed ecco che la festa, che ricorda il pasto frugale a base di uova e asparagi improvvisato dai frati e dai superstiti qualche secolo fa, è indispensabile che si ripeta ma è altrettanto necessario che da campestre si trasformi in casalinga.

Singolare in tal senso è l’iniziativa lanciata in questi giorni dalla Proloco di Rodi Garganico che dalla propria pagina social per sabato 25 aprile invita la cittadinanza ad organizzare il picnic in salone, in cucina o in terrazzo, ma rigorosamente a casa propria, per poi inviare foto e video e unirsi in una scampagnata virtuale che faccia sentire tutti più vicini. Restare a casa, infatti, è un comportamento responsabile per tutelare la salute di tutti, incluse le persone più giovani e sane, nonché un atto concreto per aiutare chi è in prima linea per contrastare l’epidemia di COVID-19.

Distanti ma uniti per onorare la tradizione senza mettere a repentaglio la salute.

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