I dazi doganali di Trump colpiscono il Sud Italia

America e Russia non hanno mai visto di buon occhio l’Europa e la sua economia. La guerra dei dazi, dichiarata dal Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump contro l’Europa, rischia di sparare nel mucchio, senza distinzioni, per il solo gusto di colpire Bruxelles alla vigilia di una importante e decisiva tornata elettorale. Gli inglesi, cuginetti di Trump, si sono infilati in una caotica brexit che si sta rivelando come le mazzate di Tafazzi mentre si martella le palle.

Ora potremmo anche infischiarcene di queste americanate, se non fosse che nella lunga lista di prodotti sottoposti a dazio vi sono quelli provenienti dal Sud Italia. Vini, olio d’oliva, formaggio pecorino, agrumi, marmellate, acciaio, paste, salse di pomodoro ed altro. Si parte da questo, ma gli scenari possibili sono preoccupanti se non si pone rimedio ad una escalation che ci costerà in termini di occupazione e reddito. Se a questo aggiungiamo le previsioni del Documento di Programmazione Economica, approvato in mezz’ora dal Consiglio dei Ministri, ( l’avranno almeno letto? ) il quadro prossimo venturo è fosco.

Il rito e le consunte abitudini di ricorrere all’Europa solo quando fa comodo si sono ripetute anche in questa circostanza. Alcune associazioni di categoria del settore agricolo hanno invocato l’intervento delle Istituzioni Europee, come sempre. Il gioco è vecchio e non sempre nobile. Quando si parla d’Europa dovremmo alzarci in piedi; così, per Storia e per decoro.

Michele Angelicchio

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