Un viaggio chiamato «Plenilunio di primavera»

Ci sono viaggi che durano da secoli ma che si possono fare anche con piccoli passi davanti a una fotografia, contemplando quello che siamo, quello che ci unisce. Ci sono viaggi che spaziano da una città all’altra di una regione lunga e stretta come la Puglia, e che arrivano fino a terre solo geograficamente lontane, come la spagnola Valladolid.

Ci sono viaggi che raccontano storie di piedi scalzi che trascinano catene, di fuochi che ardono legno, di donne con il capo velate, di occhi che ti guardano dietro un cappuccio, di bande che intonano marce, di corone di spine riposte sui capi di confratelli, di Madonne vestite a lutto e di Cristi deposti nei sudari.
Viaggi che indagano la tradizione e la fede di uno dei momenti più importanti della nostra storia globale, di uomini e donne che vivono queste terre: la Settimana Santa.

Questa storia si chiama “Plenilunio di Primavera: la Settimana Santa tra Spagna e Puglia” ed è una storia che racconta altre storie, ognuna impressa nei circa quaranta pannelli fotografici suddivisi tra la Settimana Santa di Villadolid e la Puglia, ognuna con un suo scenario, ognuna con la sua profondità, ognuna con la sua anima. Una storia che prima di arrivare qui, presso la Sala espositiva della Stazione Ferrovie del Gargano sul lungomare Andrea Pazienza di San Menaio, è passata dal Palazzo Reale di Valladolid, dalla Galleria Nazionale della Puglia di Bitonto, dal Museo Diocesano di Molfetta e dal Monastero degli Olivetani di Lecce.

“Plenilunio di primavera” è una storia che parla, tra gli altri, anche di noi, di uno dei momenti più autentici e più imponenti della nostra fede e della nostra tradizione vichese, aprendoci così al mondo, a chi cammina, a chi passa da qui, a chi viaggia. Una storia che si presenta al pubblico con una locandina in cui sono ritratte due mani incrociate su una schiena (immagine di Pasquale D’Apolito), su cui si adagia il candore di lino bianco di un abito confraternale. Quante storie raccontano queste mani che paiono come rocce scavate dalle radici di un albero, radici che s’intrecciano tra la terra e il cielo, che catturano lo sguardo, e che sembrano stringere la tua mano, quasi ad invitarti a compiere questo percorso – a tratti mistico – a pochi metri dal mare cristallino garganico.

Un percorso che ribadisce quanta unicità e bellezza abbiamo sotto i nostri occhi e quanto sia necessario riflettere intorno ad esse. Un viaggio che comincerà il 25 luglio con un’ampia presentazione, a cui parteciperanno diverse personalità, per un momento di analisi e di riflessione sulle culture e sulle tradizioni che caratterizzano i nostri popoli. Tra coloro che interverranno vi sarà Gaetano Armenio, presidente di Puglia Autentica e curatore scientifico di “Plenilunio di Primavera”, ma soprattutto colui che da tempo si adopera per “unire” diverse realtà che raccontano con sfaccettature diverse una storia unica di fede, tradizione e cultura. “Plenilunio di primavera” custodisce così il tempo, i riti, le speranze, lo fa con assoluta delicatezza, con una sua anima e con una sua ragione.

La mostra fotografica sarà aperta al pubblico dal 25 luglio al 10 agosto. Ogni approfondimento su questo link del sito Settimana Santa in Puglia: https://www.settimanasantainpuglia.it/content/puglia-spagna.asp?lan=ita

Francesco A. P. Saggese

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