L’uomo che sussurrava alle api

Questa è una storia incredibile, una bella storia. La storia di un ragazzo di Vico del Gargano, Antonio Gurliaccio e come tanti altri giovani, zaino in spalla pieno di sogni approda in Germania nel 1996. La sua passione lo studio delle api. Con un amico, Moses Martin Mrohs, dopo la visione del film “More than Honey” che racconta l’impollinazione in vaste aere della Cina, fatta con batuffoli a mano, per mancanza di api, si danno allo studio dell’apicultura per indagare sulla vita e morte delle api nel mondo. Creano la prima “L’Ambasciata delle Api – Progetto sui Siti di Nidificazione della Natura Sorvegliati per l’Ape selvatica nella foresta”. Il progetto dei due Ambasciatori mira alla tutela e conservazione della diversità biologica e alla protezione delle api mellifere, con la costruzione di bugni in legno che imitano perfettamente le cavità degli alberi, per millenni luogo preferito dalle api per le particolari condizioni ambientali e climatiche, situati nei boschi lontani dai pesticidi, cambiamenti climatici, campi magnetici.

Il singolare progetto, in collaborazione con l’Università di Wurzburg, che raccoglie i dati sui Bugni abitati dalle api, attira l’attenzione delle Nazioni Unite premiando l’originale lavoro dei due Ambasciatori delle Api. Viene invitato a parlare alla Conferenza Internazionale di Apicultura a Berlino dove, di fronte ai rappresentanti e studiosi di 26 paesi, Gurliaccio spiega come contrastare la mortalità delle api costruendo un alloggio adatto alle specie da miele, imitando un cavo di albero. Non solo la scelta del legno è importante per le condizioni climatiche positive, ma anche gli aspetti strutturali deve rispondere a precisi requisiti, in modo che un alveare in realtà fornisca valori climatici interni comparabili, come un cavo naturale adatto. Per secoli i cavi d’albero hanno costituito l’ambiente naturale adatto alla protezione e vita delle api. Una rete di sensori invierà in tempo reale l’attività delle api e lo stato dei bugni. Altri osservatori sulle api sono nel Giardino Botanico e sul tetto dell’Università di Francoforte dove è stata installata la prima Arnia Digitale fornita dall’Università di Wurzburg. Un progetto è destinato ai bambini e alla loro conoscenza del mondo e della vita delle api. Infine la Rete nazionale della televisione germanica ha dedicato due docufilm sulla attività apistica dei due Ambasciatori delle Api. Oggi, Antonio Gurliaccio e Moses Martin, si sono trasformati in veri missionari per la tutela di questo straordinario insetto collocato al terzo posto della catena alimentare, perfettamente organizzato nei rapporti con l’ape regina, ognuno con un compito preciso nel ciclo della loro vita.

Michele Angelicchio

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