Dalla Campania alle Scampia d’Italia per discutere di fumo, alcol, droga e gioco

L’Istituto Superiore “Mauro del Giudice” mercoledì 11 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 11.00 nella sede di Rodi Garganico e dalle ore 11.30 alle ore 13.00 nella sede di Ischitella, ospiterà don Aniello Manganiello per discutere di malavita, criminalità organizzata e camorra e di come questi fenomeni possono essere arginati e sconfitti con l’aiuto di Dio.

L’incontro sarà impreziosito dalla presenza e testimonianza del dott. Pietro Paolo Mascione, agente della Polizia di Stato e Vicepresidente dell’associazione “Ultimi” che nasce dal silenzio delle opere compiute a Scampia casa per casa, persona dopo persona, sotto le piazze di droga, tra tossicodipendenti e le residenze dei camorristi.

Le “vele” di Scampia per don Aniello sono state sempre i più belli tra i palazzi del “potere”, luogo disertato da molte “Associazioni”, dove è possibile sentirsi vivi condividendo la sofferenza di centinaia di persone. Ci si sporca li dentro di qualsiasi sostanza, fango, pioggia e sangue di poveri ragazzi, tra cumuli di siringhe e minacce di malavitosi.

Don Aniello non ha mai accettato le modaiole “scorte” che tanto fanno scena sui viali della plastica legalità. Non ha mai accettato l’idea che qualcuno potesse “farsi male” per lui, per le sue dichiarazioni, per il suo modo diretto di mettersi di traverso al cartello di Scampia e Secondigliano. È stato sempre un uomo che si è mosso a volto scoperto senza le luci della ribalta, lontano dai palazzi barocchi della politica romana, lontanissimo da quella logica distorta della carità basata su propri tornaconti. Ed oggi tutto ciò che finora è stato realizzato per Scampia e le Scampie d Italia è stato messo in piedi con le privazioni personali di Don Aniello e di chi in divisa ancora oggi lo segue, senza ausilio di faziose progettualità ben distanti da una politica che ci ha sempre voluti schierati.

Oggi ancor più di ieri, uniti in questa associazione contrastando la tirannia di qualcuno che anziché far squadra per il territorio, crea enormi fratture che oltre a non perseguire gli ideali di giustizia sociale, non giovano soprattutto a chi sarà il nostro futuro. In termini da bassa cucina: “o ti allinei o sei fuori”. Si perché oggi sei fuori dal circuito se non sposi la linea Saviano sulla liberalizzazione della droga.

“Ultimi” è anche controcorrente, sempre dalla parte del più debole, anche se quel debole fosse uno che ha sbagliato, un camorrista. Don Aniello questo insegna: nessuno è irrecuperabile. Umiltà, carità, silenzio ed opere il credo. Il credo di Don Aniello e della sua associazione.

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