Appuntamenti liturgici dal 16 al 22 settembre 2019

“Si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: Costui riceve i peccatori e mangia con loro. Allora egli disse loro questa parabola…” (Lc 15,1-2).

A un uditorio di mormoratori Gesù racconta le tre parabole dei perduti ritrovati. Quale nuova idea di Dio ci rivelano? Tra tutte le parabole sono indubbiamente le più sconvolgenti perché ci insegnano anzitutto che Dio si interessa di ciò che è perduto e che prova grande gioia per il ritrovamento di ciò che è perduto. Inoltre, Dio affronta le critiche per stare dalla parte del perduto: il padre affronta l’ira del figlio maggiore con amore, con pace, senza scusarsi. Gesù affronta le critiche fino a farsi calunniare, critiche che si riproducono continuamente e quasi infallibilmente. Perché tutte le volte che la Chiesa si ripropone l’immagine di Dio che cerca i perduti, nasce il disagio. E ancora, Dio si interessa anche di un solo perduto. Le parabole della pecorella perduta e della donna che fatica tanto per una sola dramma perduta, hanno del paradossale per indicare il mistero di Dio che si interessa anche di uno solo perduto, insignificante, privo di valore, da cui non c’è niente di buono da ricavare. Ciò non significa evidentemente che dobbiamo trascurare i tanti, però è un’immagine iperbolica dell’incomprensibile amore del Signore. Per questo l’etica cristiana arriva a vertici molto esigenti, che non sempre comprendiamo perché non riusciamo a farci un’idea precisa della dignità assoluta dell’uomo in ogni fase e condizione della sua vita (da Perché Gesù parlava in parabole , EDB-EMI 1985, pp. 125ss).

DOMENICA 15 SETTEMBRE (rosso)

+ XXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Liturgia delle ore quarta settimana

Es 32,7-11.13-14; Sal 50; 1Tm 1,12-17; Lc 15,1-32
Ricordati di me, Signore, nel tuo amore

Ore 08,30 Santa Messa Chiesa San Pietro

Ore 10,30 Santa Messa Santuario

Ore 18,30 Santa Messa Santuario

LUNEDÌ 16 SETTEMBRE (rosso)

Liturgia delle ore quarta settimana

Ss. Cornelio e Cipriano – memoria
1Tm 2,1-8; Sal 27; Lc 7,1-10
Sia benedetto il Signore che ha dato ascolto alla voce della mia supplica

Ore 18,30 Santa Messa Santuario
MARTEDÌ 17 SETTEMBRE (verde)

Liturgia delle ore quarta settimana

S. Roberto Bellarmino – memoria facoltativa
1Tm 3,1-13; Sal 100; Lc 7,11-17
Camminerò con cuore innocente

Ore 18,30 Santa Messa Santuario
MERCOLEDÌ 18 SETTEMBRE (verde)

Liturgia delle ore terza settimana

1Tm 3,14-16; Sal 110; Lc 7,31-35
Grandi sono le opere del Signore

Ore 18,30 Santa Messa Chiesa San Pietro
Novena a San Michele
GIOVEDÌ 19 SETTEMBRE (verde)

 Liturgia delle ore quarta settimana

S. Gennaro – memoria facoltativa
1Tm 4,12-16; Sal 110; Lc 7,36-50
Grandi sono le opere del Signore

Ore 18,30 Santa Messa Chiesa San Pietro
Novena a San Michele
VENERDÌ 20 SETTEMBRE (rosso)

Liturgia delle ore quarta settimana

Ss. Andrea Kim Taegon, Paolo Chong H. e c. – mem.
1Tm 6,2c-12; Sal 48; Lc 8,1-3
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli

Ore 18,30 Santa Messa Chiesa San Pietro
Novena a San Michele
SABATO 21 SETTEMBRE (rosso)

SAN MATTEO
Festa – Liturgia delle ore propria

Ef 4,1-7.11-13; Sal 18; Mt 9,9-13
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

Ore 18,30 Santa Messa Chiesa San Pietro
Novena a San Michele. Segue preghiera Comunità Gesù amaOre 18,30 Santa Messa Convento Santo Spirito
DOMENICA 22 SETTEMBRE (verde)

+ XXV DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Liturgia delle ore prima settimana

Am 8,4-7; Sal 112; 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13
Benedetto il Signore che rialza il povero

Ore 08,30 Santa Messa Chiesa San Pietro

Ore 10,30 Santa Messa Santuario

Ore 18,30 Santa Messa Santuario

Vangelo (Lc.15,1-32: Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte)

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola del Signore.

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