8 Marzo, il messaggio del Vicesindaco Ventrella

Voglio dedicare poche parole a questo importante evento.

Non ho mai considerato questa giornata come la “festa” della donna, bensì come la giornata dedicata alla Donna, perché ho sempre pensato che non sia necessario dedicare una “festa” con tanto di mimose alle donne per attirare l’attenzione su di loro.

Mi piacerebbe che non fosse necessaria una festa per chiedere “gli stessi diritti degli uomini” o le pari opportunità tra i generi.

Non dobbiamo considerare questa data e festeggiarne la straordinarietà di chi è sempre presente tra tutti noi, impegnata, amichevole, professionale, comprensiva, complice, femminile e vicina in ogni momento della giornata, al proprio compagno, ai propri figli, alla propria famiglia, ai propri amici.

Ma nonostante ciò, i media riferiscono ogni giorno storie di violenza, di follia e di aggressività, di donne che si suicidano, che vengono stuprate, uccise o che vivono la violenza domestica, molte di esse non riescono a gestire la propria vita, né il proprio rapporto sentimentale, perché in alcuni casi non vivono l’amore ma la sottomissione, non vivono i sentimenti ma li subiscono.

Per motivi così gravi mi distacco dal significato “frivolo” che si vuol attribuire all’8 Marzo: e mi sento di affermare che questa data è una commemorazione storica che rammenta delle vittime che col tempo sono diventate innumerevoli. Quindi, bisogna spostare l’attenzione sulla cultura che genera la violenza e la disuguaglianza sulle donne.

Quando si arriva alla violenza vera e propria è già troppo tardi, ma ci sono alcuni meccanismi e atteggiamenti come la gelosia, il controllo delle password nei computers, dei telefonini, di Whatsapp, l’isolamento dagli amici e dalla famiglia, che rappresentano un campanello d’allarme fondamentale, indice di vulnerabilità.

Per questo, bisogna agire sulle nuovi generazioni per superare questo comportamento sociale e preistorico spronandole a studiare, a prepararsi, a difendere la loro cultura. La giustizia è la pietra fondante dell’uguaglianza e senza di questa, le donne saranno sempre svantaggiate politicamente, economicamente e socialmente.

Ma non basta… occorre fare di più molto di più per continuare a diffondere ed affermare nel mondo il grande ideale della dignità e della parità fra persone e quindi mai arrendersi, anzi uscire fuori orgogliose di voi stesse e gridare al mondo sono una grande donna!

Se il mondo è ancora un bel posto dove vivere è grazie a VOI.

Peppino Ventrella
Vicesindaco del Comune di Rodi Garganico

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