Rodi Garganico, Peschici e Zapponeta tra le «Bandiere Blu» 2018

La Puglia conquista tre nuove località (Rodi Garganico, Peschici e Zapponeta) e raggiunge 14 bandiere blu: è quanto emerge dall’ultimo report sulle spiagge da sogno in Italia. In questa 32ª edizione di consegna delle bandiere blu la sorpresa è la Campania, che scalza le Marche e si piazza al terzo posto dopo Liguria e Toscana per numero di Comuni premiati dalla Fondazione per l’educazione ambientale (Foundation for Environmental Education – Fee). Non solo qualità del mare ma anche gestione del territorio, impianti di depurazione, gestione dei rifiuti, vivibilità in estate, valorizzazione delle aree naturalistiche sono fra i 32 criteri da rispettare del Programma della Fondazione.

In totale quest’anno la Liguria mantiene il vessillo in 27 Comuni e la Toscana negli stessi 19 dell’anno scorso. La sorpresa è stata la Campania che con tre nuovi ingressi (Piano di Sorrento, Sorrento e Ispani) ha sorpassato le Marche che perdendo la bandiera a Gabicce mare scivola al quarto posto con 16 Comuni fregiati.

Alla premiazione di questa mattina al Cnr di Roma hanno vinto le località con le acque di balneazione di qualità eccellente come stabilito dalle analisi effettuate negli ultimi quattro anni dall’Arpa, quelle realizzate nell’ambito del Programma nazionale di monitoraggio ministeriale. I risultati sono stati presentati direttamente dai comuni “in quanto oramai c’è piena corrispondenza tra quanto richiesto dalla Fee e quanto effettuato dalle Arpa – spiega una nota – in termini di numero di campionamenti e di indicatori microbiologici misurati. I 32 criteri del programma vengono aggiornati periodicamente in modo da spingere le amministrazioni locali partecipanti a impegnarsi per risolvere, e migliorare nel tempo, le problematiche relative alla gestione del territorio al fine di una attenta salvaguardia dell’ambiente”.

Vediamo quali sono questi parametri: si va dall’assoluta validità delle acque di balneazione secondo regole più restrittive di quelle previste dalla normativa nazionale sulla balneazione (passano solo quelle classificate come “eccellenti” negli ultimi quattro anni) ai regolari campionamenti effettuati nel corso della stagione estiva. Solo se questi aspetti sono stati rispettati si può accedere alla seconda fase che mette sotto inchiesta l’efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria allacciata almeno all’80% su tutto il territorio comunale, la raccolta differenziata e la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, la presenza di vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi, i servizi delle spiagge compreso personale addetto al salvamento e l’accessibilità per tutti. Ancora, la Fee valuta l’ampio spazio dedicato ai corsi d’educazione ambientale, rivolti in particolare alle scuole e ai giovani, ai turisti e residenti, la diffusione dell’informazione su Bandiera Blu e la pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione, la situazione delle strutture alberghiere dei servizi d’utilità pubblica sanitaria, le informazioni turistiche e la segnaletica aggiornata. Si chiude con la certificazione ambientale e delle procedure delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale e la presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina.

La considerazione di questo mix di parametri ha condotto negli anni a qualche cortocircuito. In realtà solo apparente: la valutazione generale e così ampia ha infatti condotto a una sotto rappresentazione di alcune regioni che nella percezione generale dispongono di infinite ricchezze marine, come la Sardegna o la Puglia. Il punto è che, partendo dalle acque, il vessillo blu sventola sui territori che abbiano avviato un percorso a 360 gradi. La qualità delle acque o la spiaggia da sogno è solo il punto di partenza, non di arrivo.

“Anche per il 2018, annunciamo con soddisfazione, un aumento di Comuni Bandiera Blu, saliti a ben 175. Il turismo non può che essere sostenibile, in modo da garantire un equilibrio tra fruizione e tutela del patrimonio ambientale. Bandiera Blu guida passo dopo passo i Comuni costieri a scegliere strategie di gestione sostenibile del proprio territorio, attraverso un percorso che giovi all’ambiente ed alla qualità della vita” ha spiegato Claudio Mazza, presidente della FEE Italia.

Per Rodi Garganico si tratta della 16ª “Bandiera Blu” finora ottenuta – la precedente era stata assegnata nel 2013 per le spiagge e nel 2014 per l’approdo portuale – e giunge a pochi giorni dalla Bandiera Verde 2018 assegnata dai pediatri italiani alle spiagge della cittadina garganica per la loro dimensione a “misura di bimbo”.

7 commenti

  1. Angelo Alessio Guerra

    Più che di conquista si tratta di ACQUISTO…

  2. Silvana Silva

    Ci sono regole severe internazionali grazie alle quali viene assegnata la bandiera blu. Abbiamo vinto tutti e si documenti prima di sputare in aria. Evviva Rodi

  3. Angelo Alessio Guerra

    Io conosco benissimo la procedura ed è per questo che parlo…acida!!!

  4. Szabó Agáta

    Rodí👍👍👌👌

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