Vico del Gargano, il restauro ridona splendore alla Madonna del Carmine

Suonano a festa, sabato sera, le campane della chiesetta del Carmine, annunciano la restituzione alla venerazione dei devoti la statua della Madonna del Carmelo, dal viso sereno e misericordioso, uscita da un meticoloso restauro. Questa Madonna dalla doppia venerazione, prima come Refugium Peccatorum nella Chiesa del Purgatorio e poi donata dalla famiglia Della Bella alla chiesetta del Carmine per i primi passi della istituita Confraternita dei Carmelitani Scalzi all’inizio del 1900.

Con il via libera della Sovrintendenza alle Belle Arti un altro complesso e prezioso lavoro di restauro è stato effettuato dal dott. Fabio D’Angelo e della dott.ssa Antonella Scistri sul volto della Madonna del Carmine. La statua presentava evidenti segni del tempo: sulla guancia sinistra si notava un sollevamento dello strato pittorico, probabile effetto di una precedente pitturazione effettuata intorno agli anni ottanta. Una fenditura lunga dal collo fino al sacro, con andamento irregolare segno che la statua è stata ricavata da un unico pezzo di legno. Il braccio sinistro, quello che regge il bambinello, martoriato da viti, chiodi e filo di ferro. Ma quello che ha colpito i due restauratori è stata la scoperta di uno strato di colore giallo-arsenico (trisolfuro di arsenico), questo composto è noto fin dai tempi dei faraoni dell’antico Egitto. Una tecnica di lavorazione e colorazione che produceva un luminoso effetto irradiante. L’uso dell’arsenico è rimasto fino al 700, sostituito poi nell’800 con composti artificiali.

Il lavoro sul volto della Madonna è durato circa quattro mesi per una lunga e paziente rimozione di una scorza di vernice scura prodotta dalla reazione con lo strato di giallo-arsenico, di cui il precedente restauratore ignorava gli effetti. Inoltre, sulle mani del bambinello si è dovuto asportare uno strato di vernice per ferro. La statua oggi è coperta da un tessuto non tessuto posto al di sotto del vestito cerimoniale per garantire una corretta traspirazione d’aria e smaltimento di umidità. Al restauro hanno apportato il loro contributo numerose figure di devoti: la sarta per il vestito; la parrucchiera per l’acconciatura dei capelli; la Confraternita dei Carmelitani Scalzi per i rapporti con la popolazione.

Sabato 28 aprile, alle ore 20.00, la Madonna sarà restituita al culto dei numerosi devoti con la solenne celebrazione della santa messa, l’accompagnamento del coro Pax et Bonum e la relazione tecnica dei restauratori.

Michele Angelicchio

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