Vico del Gargano: 19 anni di Laboratorio «TEATRO K»

Sipario alzato per l’avvio del 19° Laboratorio per l’attore “TEATRO K”, diretto dal regista Massimo Montagano, presso il Convento dei Frati Cappuccini a Vico del Gargano.

Ricco e vario il programma dei lavori sul tavolo della regia che impegneranno gli allievi dei due livelli fino al mese di luglio del 2019. Storia, teatro dell’assurdo, novelle, una proposta culturale che ha trovato il consenso e la collaborazione entusiasta dell’Amministrazione comunale, il plauso dell’Assessorato alla Cultura.

Si parte con “La vita di Galileo” di Bertolt Brecht: racconta la storia del famoso scienziato toscano, riconosciuto tale soltanto dopo la sua morte, la paura della chiesa per la verità, costretto a scegliere se vivere, o morire nel nome della scienza. Una storia di nuove idee, luce ed oscurantismo contemporaneamente. Il teatro riporta alla contemporaneità l’eterno conflitto fra la scienza e questioni dottrinali.

Dal teatro dell’assurdo il secondo lavoro, una opera breve “In alto mare” di Slawomir Mrozek, regista, drammaturgo polacco, insignito della Legion d’Onore, massima onorificenza della Repubblica Francese. Il racconto parla di tre naufraghi in alto mare, alla deriva nell’oceano. Pazienti e cortesi nonostante la loro disagiata condizione, finché i viveri non finiscono, ed è necessario scegliere chi dovrà sacrificarsi per sfamare gli altri due. Si innesca una spirale sempre più serrata di stratagemmi, di raggiri, di espedienti attraverso cui ognuno tenta di salvare la pelle a danno dell’altro.

L’astuto Bertoldo è il personaggio chiave del terzo lavoro teatrale. Un testo del seicento di Giulio Cesare Croce, scrittore, cantastorie, in giro da mercato a mercato, nato a San Giovanni in Persiceto nel marzo del 1550, morto a Bologna nel 1609. Le sue opere contengono lucide descrizioni del mondo dei poveri, burle, casi strani, facezie, proverbi, narrazioni di feste e calamità pubbliche. Sue qualità migliori furono il dialogo popolare, le battute feroci, la capacità di non curvarsi mai davanti ai ricchi e potenti. La novella che andrà in scena presenta il rozzo contadino Bertoldo alla corte del re Alboino. Benvoluto dal re per l’arguzia delle sue risposte, Bertoldo è costretto a subire l’astio della regina, contrariata dalla sua franchezza. Alboino condanna Bertoldo all’impiccagione, ma Bertoldo, che ha ottenuto la grazia di scegliersi da solo l’albero adatto, non trova nulla che gli convenga. Alboino lo richiama a corte, ma Bertoldo muore poco dopo a causa del vitto troppo delicato.

Il laboratorio, aperto al mondo della scuola, si avvale della collaborazione dell’Officina Teatrale di Pino Casolaro e di altri registi.

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