Rodi ha di nuovo il suo gigante di legno

Il trabucco di Rodi Garganico torreggia di nuovo sullo specchio d’acqua dove la rete veniva calata fino all’incendio che lo distrusse poco più di due anni fa.

Ieri la cerimonia di consegna alla comunità cittadina e garganica di questa complessa macchina di legno, ricostruita in 21 giorni grazie alla perizia di alcuni trabuccolanti peschiciani, tra i pochi ancora capaci di mettere insieme assi di legno, cordame, paranchi e tiranti in modo tale da essere capaci di reggere e far manovrare una rete di 40 metri quadri.

Sulla piattaforma del castello di legno che si erge appena oltre la murata di ponente del porto turistico sono saliti l’assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese, il vice presidente del Parco Nazionale del Gargano Claudio Costanzucci Paolino, il sindaco di Rodi Carmine D’Anelli, il responsabile del Servizio Demanio e Ambiente della Direzione Marittima della Puglia e Basilicata Jonica Capitano di Fregata Alessandro Cortesii ed i primi cittadini di altri Comuni garganici, invitati a partecipare al sobrio evento.

La ricostruzione del trabucco è stata realizzata grazie alla volontà della Regione Puglia che ha stanziato 800.000 euro per il restauro e la riqualificazione delle strutture disseminate lungo la costa che va da Rodi a Vieste, considerate di grande valenza identitaria e paesaggistica. La responsabilità tecnica dell’operazione è del Parco Nazionale del Gargano che sta operando in sinergia con i Comuni e le Capitanerie di Porto competenti per territorio.

I lavori di ripristino della sola struttura di Rodi hanno un costo complessivo di 50.000 euro.

“Il trabucco rinasce con l’intento di dimostrare che le istituzioni esistono e che si adoperano insieme per coniugare il rispetto della legge con quello delle tradizioni della nostra città”, ha commentato il sindaco di Rodi Garganico Carmine D’Anelli.

“Questo è il primo intervento di una serie di attività strutturali e di promozione territoriale che ci consentiranno di valorizzare il nostro patrimonio sotto il profilo culturale e turistico – ha aggiunto il vice presidente del Parco del Gargano Claudio Costanzucci Paolino – oltre a restituirci l’opportunità di far rivivere un’antica pratica di pesca che ormai in pochi praticano o ricordano”.

“Abbiamo ridato vita a questo splendido gigante del mare per affermare la presenza e la forza delle istituzioni e, a partire da oggi, lo offriamo all’apprezzamento dei turisti e dei giovani cittadini garganici, anche con l’intento di dimostrare proprio a loro che i giganti del mare possono rappresentare un’opportunità di lavoro – ha sottolineato l’assessore regionale Raffaele Piemontese – L’intervento della Regione Puglia prevede, tra le altre attività, la formazione dei trabuccolanti per evitare l’estinzione di un patrimonio di conoscenze tecniche necessarie alla costante e corretta manutenzione di questi veri e propri monumenti del mare garganico”.

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