L’antico trabucco di corso Giannone rinasce dalle sue ceneri

Ancora qualche settimana e le lunghe antenne dell’unico trabucco da pesca di Rodi Garganico torneranno a svettare lungo il costone roccioso a ridosso di Corso Giannone. Nei giorni scorsi infatti è stato sottoscritto tra il comune rodiano e il Consorzio Agro-Forestale “Biase Fasanella”, l’atto che ha spianato la strada al rifacimento della precedente opera realizzata nel 2008 mediante contributi statali rivenienti dal progetto “Sentinelle del mare”, il cui obbiettivo era quello di riportare alla luce un trabucco anticamente posizionato proprio nella stessa zona, ma che è andato completamente distrutto ad appena otto anni dalla sua ultimazione a seguito di un rovinoso incendio perpetrato da ignoti.

Questo complesso intrigo di pali, tiranti e reti venne ideata dalle popolazioni per intercettare e catturare, restando a terra, i branchi di pesci che transitano lungo le coste garganiche senza andare per mare con imbarcazioni. La loro maggiore concentrazione si trova tra Vieste e Peschici, con una singolare presenza anche a Rodi Garganico, per via del transito davanti alle coste dei grandi branchi di pesci che dalle foci dei laghi di Varano e Lesina si dirigono verso le falesie rocciose più a sud per andare a deporre le uova.

La spesa di 50mila euro prevista per la ricostruzione dell’unico trabucco di Rodi Garganico, la cui esistenza è stata solo di recente documentata sulla base di scatti  fotografici risalenti agli inizi del secolo scorso, sarà finanziata per 30mila euro dal Parco Nazionale del Gargano e per la restante parte dalla Regione Puglia.

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