Operazione «Bad Girl», crepe nel compendio indiziario

Emergono i primi elementi contrastanti circa l’attività d’indagine che ha portato a sette misure cautelari comminate dal gip del Tribunale di Foggia nell’ambito dell’operazione “Bad Girl” in danno di altrettanti soggetti residenti in Rodi Garganico ai quali vengono contestati i reati di furto, estorsione e ricettazione.

All’esito dell’interrogatorio di garanzia è emerso che l’uomo e la donna del posto – legati dal legame di parentela per essere il primo zio della seconda – ai quali viene contestato il reato di ricettazione per la fruizione di una scheda bancomat dell’anziano ottantenne, non sono assolutamente coinvolti nella vicenda principale, ovvero negli antefatti legati ad un presunto sfruttamento della prostituzione minorile. Invero, è emerso che la ragazza fosse ignara della provenienza illecita della scheda e che l’uomo avesse tenuto nascosto alla propria nipote di aver trovato la stessa nei pressi di uno sportello bancomat del posto. Parimenti deve dirsi per l’altra giovane ragazza originaria del nord e residente a Rodi Garganico, sottoposta agli arresti domiciliari, poiché in alcun modo la medesima è legata allo sfruttamento della prostituzione minorile, men che meno al furto contestatole.

Di fatto, il compendio indiziario che ha portato alle misure cautelari disposte dal gip del Tribunale foggiano manifesta già le prime crepe che potranno portare a ritenere che gran parte dei soggetti attinti dalle stesse siano esenti da responsabilità, specie dagli antefatti annessi allo sfruttamento della prostituzione minorile, peraltro, giammai contestata ad alcuno dei soggetti odierni indagati, contrariamente a quanto riportato da innumerevoli testate.

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