Piano della costa, poca sintonia fra Regione e Comuni

La notizia è nota: la Regione Puglia ha commissariato 23 comuni costieri fra cui 6 del Gargano per inadempienza al Piano della Costa come previsto dalla Legge regionale n. 17 del 10 aprile 2015. I comuni garganici inadempienti sono: Cagnano Varano, Ischitella, Mattinata, Peschici, Vico del Gargano, Zapponeta.

Ancora una volta registriamo, con tristezza, la colpevole inadempienza da parte degli amministratori locali verso uno dei patrimoni più sensibili, meno tutelati, spesso lasciati all’improvvisazione e, in alcuni casi, alla devastazione e anarchia. Il più grande e prezioso dei patrimoni è stato spesso merce di scambio e favoritismi elettorali. Non una idea, non una visione lungimirante, attenta, cautelativa. Non il godimento di una collettività e degli ospiti, strumento e materia per il più importante settore dell’economia locale: il turismo, l’accoglienza, il decoro, la tutela del territorio.

La Puglia ha uno sviluppo costiero di oltre 800 chilometri di vista mare. Frastagliato, intervallato da spiagge e rocce, cale e calette preziose, paesaggi suggestivi dove la mano dell’uomo ha spesso portato abusi, sconcezze, orribili urbanizzazioni, privatizzazioni selvagge di ogni tipo. Spesso è dovuto intervenire la Magistratura contro espropriazioni privatistiche, recinzioni, impedimenti all’accesso al mare. Veri atti delinquenziali contro il Diritto del libero accesso al mare.

La Regione Puglia nel 2015 si è dotato di Piano Regionale “Disciplina della tutela e dell’uso della costa” per mettere ordine in questa materia e, su scala locale, ha richiesto ai Comuni di dotarsi a loro volta di Piano Comunale della Costa e spiagge entro quattro mesi dall’entrata in vigore della Legge regionale.

I principi ispiratori del provvedimento riguardano: “salvaguardia, tutela e uso eco‐sostenibile dell’ambiente; pianificazione dell’area costiera; accessibilità ai beni del demanio marittimo e al mare territoriale per la loro libera fruizione anche ai disabili; semplificazione dell’azione amministrativa; trasparenza delle procedure e partecipazione alla definizione degli indirizzi; integrazione tra i diversi livelli della Pubblica amministrazione, attraverso forme di cooperazione e di concertazione; decentramento amministrativo dei compiti e delle funzioni connesse; armonizzazione delle attività produttive e in particolare del turismo balneare e della diportistica nautica, con le utilizzazioni e le destinazioni pubbliche”. A questi sacrosanti e inalienabili principi la politica degli Enti locali, Sindaci e amministratori hanno opposto resistenze, lungaggini, menefreghismo, connivenze con clientele e consorterie varie, col risultato e abusi che tutti conosciamo.

Siamo vicini al rinnovo delle amministrazioni comunali e l’opinione pubblica stia attenta ai propositi e promesse dei potenziali nuovi amministratori. Sarebbe il caso di chiedere a gran voce una pubblica manifestazione di “buone pratiche”. Certe dimenticanze non sono e non devono essere più tollerate.

Michele Angelicchio

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