Vico del Gargano: le Primarie e i 60 passi dell’oscurantismo

Dalla scalinata di piazza San Domenico alla sala consiliare, dove è stato installato il seggio per le primarie, si contano 60 passi. Questo breve tratto di calpestio porta diritto all’oscurantismo, non per l’appuntamento elettorale di casa PD, ma per gli incontri che si fanno.

A presidiare, vergognosamente, di buon mattino, il sagrato vi era il fior fiore della plebaglia partitica (di politico non c’è nulla). Un costume questo difficilmente da estirpare se non con la morte fisica dei soggetti. Vi era il meglio dei responsabili del fallimento di questo paese e delle residue speranze di riscatto. I fondamentalisti del nulla e del voto di scambio, i buoni e pratici di tutte le minestre e di tutte le alleanze, il signore del 5%, il praticone. Visi noti e arcinoti, facce di cazzo pronti al saluto e all’inchino a quei poveretti che si recano al seggio.

Presidiano questo spazio senza dare, alla loro presenza, il vero significato di questo appuntamento. Dibattere, per tempo, spiegare, partecipare, rispettare la libertà altrui, garantire il rispetto di pensiero, esercitare il voto cosciente e responsabile. Tutti concetti astratti che non trovano più cittadinanza nel nostro paesello.

Se ne accorto persino Papa Francesco: “… entrate nella grande Politica, quella con la P maiuscola”. Noi, invece, abbiamo ancora il motto di Totò: “… è la somma che fa il totale… “. Tutto il resto lo pagano gli ignari cittadini.

Michele Angelicchio

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