«Quote rosa», TAR respinge domanda cautelare per Rodi e la accoglie per Ischitella

“Appare, allo stato, non sussistere il pericolo di danno grave ed irreparabile perché il numero degli assessori che compongono la Giunta in carica rispetta il numero stabilito dall’art. 47 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 e le percentuali previste dall’art. 1 comma 137 della legge n. 56 del 7 aprile 2014”.

Con questa motivazione il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha respinto la domanda cautelare nell’ambito del giudizio con il quale la Consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini si è costituita in giudizio contro il Comune di Rodi Garganico nonché contro Giuseppe Ventrella, Gennaro Arpano, Maria Voto, e Carmine D’Anelli per richiedere l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, ovvero previa adozione di misura cautelare idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione di merito:

  • dell’avviso pubblico prot. n. 7181 dell’11.7.2017, edito in pari data, indetto dal Sindaco del Comune di Rodi Garganico;
  • della nota prot. n. 7841 del 31.07.2017 a firma del Sindaco del Comune di Rodi Garganico, recante “diffida riequilibrio di genere nella composizione della Giunta Comunale, ai sensi della l. n. 56/2014 – Riscontro nota prot. n.56/CPR/2017 del 28.7.2017;
  • in parte qua e nei limiti dell’interesse della ricorrente della delibera di Consiglio Comunale n. 60 del 16.9.2017, recante “modifiche allo Statuto Comunale”;
  • di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o connesso a quelli impugnati principaliter, anche se non ancora conosciuto per il quale si formula espressa riserva di presentare motivi aggiunti, ivi compresi ed ove occorra;
  • dei decreti nn. 1-2-3-4-5 del 13.6.2017 con cui il Sindaco del Comune di Rodi Garganico ha nominato gli assessori chiamati a comporre la Giunta, conferito le rispettive deleghe e designato il Vice-Sindaco;
  • della deliberazione di Consiglio Comunale n. 26 del 17.6.2017 di presa d’atto della compagine giuntale;
  • dello Statuto comunale approvato con delibera di C.C. n. 35 del 15.7.1991 e s.m.i. (artt. 23,24 e 25) nella parte in cui non prevede o sia interpretato nel senso di non prevedere il rispetto degli obblighi internazionali e dei principi comunitari, costituzionali e legislativi di pari opportunità effettiva tra uomo e donna in materia di composizione della Giunta;
  • di tutte le deliberazioni finora adottate dalla Giunta Comunale qualora ne dovesse essere accertata l’illegittima composizione.

Occorrerà ora attendere l’esito del giudizio di merito per poter stabilire se la Giunta comunale di Rodi Garganico rispetta i dettami legislativi, come ha sempre sostenuto il Sindaco Carmine d’Anelli, oppure se la Consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini riuscirà a convincere i giudici del TAR che l’organo esecutivo che siede a Palazzo di Città sia illegittimo, avvalorando quanto dichiarato già nel primo Consiglio comunale dal gruppo di opposizione “Libera…mente con Giovanna”.

Nel caso di Ischitella, invece, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha ritenuto di accogliere l’istanza cautelare, rilevato che la composizione della Giunta in carica del Comune ischitellano non rispetta la predetta percentuale perché il Sindaco ha ritenuto non opportuno nominare la persona – il cui ingresso in Giunta avrebbe consentito di raggiungere la predetta percentuale – che si era dichiarata disponibile ad assumere la carica di assessore. I giudici hanno anche rilevato che è consentito derogare all’art. 1 comma 137 della l. n. 56 del 7 aprile 2014 sulla composizione delle giunte dei comuni solo nel caso di oggettiva impossibilità di rispettare la percentuale di genere ivi prevista, onde le opposte valutazioni politiche del Sindaco appaiono prima facie recessive di fronte all’obbligo di rispettare la percentuale di rappresentanza di entrambi i sessi nella composizione della Giunta.

Per Ischitella, la Consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini, ha citato in giudizio oltre al Comune anche il Sindaco Carlo Guerra, il Vicesindaco Alessandro Nobiletti, gli assessori Giuseppe Merolla, Valeria Disciglio e Vincenzo Basile chiedendo l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, o adozione di misura cautelare idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione di merito:

  • dei decreti n. 1 prot. n. 3614 del 27.06.2017 e n. 2 prot. n.3615 del 27.06.2017 con cui il Sindaco del Comune di Ischitella ha nominato gli assessori chiamati a comporre la Giunta, conferito le rispettive deleghe e designato il Vice-Sindaco;
  • della deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 30.6.2017 di presa d’atto della compagine giuntale;
  • della nota prot. n. 4121 del 20.7.2017 a firma del Sindaco del Comune di Ischitella;
  • di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o connesso a quelli impugnati principaliter, anche se non ancora conosciuto per il quale si formula espressa riserva di presentare motivi aggiunti, ivi comprese tutte le deliberazioni finora adottate dalla Giunta Comunale in illegittima composizione, nonché ove occorra, dello Statuto comunale approvato con delibera di C.C. n.13 del 17.7.2001 e s.m.i. nella parte in cui dovesse essere interpretato nel senso di non prevedere il rispetto del principio costituzionale e legislativo di pari opportunità effettiva tra uomo e donna in materia di composizione della Giunta.

6 commenti

  1. Donato Petrosino

    Per il Comune di Rodi, dunque, tutto é stato ritenuto conforme a legge; unico neo, la compensazione delle spese, che non aiuta il dissesto finanziario e che dovrebbe, come criterio di discrimine, illuminare per il futuro la mente di chi si avventura o istiga azioni legali similari

  2. Il Comune di Rodi si salvato dalla sentenza del TAR perché nel cosiglio comunale del 9 settembre 2017 e stato cambiato lo Statuto e si è dovuto dimettere l’assessore Arturo Fabiani e adesso fino a fine legislatura la giunta sarà composta da quattro assessori e non cinque.Per quanto riguarda le spese si potevano risparmiare io dico di si,bastava che entrava una candidata non eletta oppure si cambiava lo statuto nel primo cosiglio Comunale.Per le prossime volte oltre per illuminare usare i led conumano di meno.

  3. Carmine d'Anelli

    Signor Michele, prima di scrivere idiozie, innanzitutto ci metta la faccia, dichiarando chi è lei. . La disamina che lei ha fatto è ridicola e tipica di chi avrebbe voluto fare il sindaco o il consigliere comunale senza saper ne leggere ne scrivere. Il comune di Rodi non aveva ne ha bisogno di salvarsi perchè amministra e conduce la res pubblica con cognizione di causa, del resto la sentenza del TAr è gli rende ragione. La interpreti come vuole, la verità è che avete fatto una ennesima figura di……..del resto da gente incapace cosa si può ottenere. Stia sereno Michele, e si curi il fegato per almeno altri 10 anni sia lei che i 4 disperati della sua ridicola compagine.

  4. Signor Sindaco Io non ho avuto mai la velleità a certe aspirazione anche se di proposte ne ho avute anche da Lei ma ho sempre rifiutato e il motivo di tale rifiuto e semplice i compromessi sporchi.Lei avrà vinto solo quando farà rientrare in giunta Arturo Fabiani.Stai sereno sennò sarà il Tuo fegato ad ammalarsi.

  5. altri 10 anni???!!! ….cazzarola sig. sindaco! ….vuole battere il record del compianto Moretti??…….ah già dimenticavo……non ci sono avversari politici da (ab)battere…..per il momento….

  6. Certi personaggiuzzi di piccola taglia pur di non dare merito alle grandi capacità del Sindaco e di tutti gli altri amministratori sono capaci di inventare fiabe degne dei fratelli Grimm… RASSEGNATEVI e RILASSATEVI… e godetevi i lunghi giorni e le piacevoli notti che verranno…

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