Vico: Palazzo Della Bella. Da Costantino a Sementino, il gioco dell’oca

Siamo al gioco dell’oca. Ieri, all’ora del the, con il solito sorriso stampato sulla faccia, ci hanno rifilato per trent’anni il palazzo Della Bella. Non l’hanno fatto per cattiveria, no, ma distratti come sono, l’hanno fatto a loro insaputa facendoci ritornare alla casella iniziale, quella degli idioti. La notizia è stata diffusa trionfalisticamente, un racconto terapeutico come un mantra Sanscrito, per guarire tutti i mali del paese. Qualcuno, anche fra amici miei, ha persino intravisto un nuovo ciclo di apparizioni della madonna di Medjugorje. La storia è interessante, sul filo della memoria e perché non si dimentichi, qualcosa va raccontato.

Prima rifilato alla “ingenua” Comunità Montana del Gargano, nel 1989, alla irrilevante cifra di un miliardo e cento milioni. L’ingenua Comunità Montana del Gargano riesce, dopo una estenuante trattativa, a rifilarlo al Consorzio Gargano dell’ingegnere Fernando Costantino, attraverso la sottoscrizione di una intesa della durata di 30 anni, con obbligo di: “ristrutturazione, manutenzione, gestione dell’immobile da adibirsi a struttura alberghiera, di ristorazione e congressuale”. Correva l’anno 1996. Esauriti in fretta i fondi della prima tranche, finanziato dalla Comunità Europea attraverso il progetto “ Leader 1” si fermarono anche i lavori di ristrutturazione e si ruppero i rapporti con la Comunità Montana. Inizia una lunga causa fra le parti innanzi al Tribunale Civile di Foggia, sezione di Manfredonia, che si chiude con la condanna del Consorzio Gargano e la restituzione del palazzo all’Ente Montano. Con la soppressione della Comunità Montana tutti i beni patrimoniali passano nelle mani di un liquidatore che dovrà, questa volta per legge, rifilarli alla Regione Puglia, compreso il palazzo Della Bella.

Intorno a questo immobile, nel corso degli anni si sono sviluppate le più ardite fantasie: prima un ostello per turismo sociale e giovanile; poi si cambia idea e diventa Istituto Internazionale di ricerca per la flora mediterranea come sede distaccata del Dipartimento di scienze forestali dell’Università di Bari; dopo la manifestazione per celebrare i vent’anni dalla morte di Andrea Pazienza, nell’estate del 2008, il palazzo sarebbe dovuto diventare sede degli Impazienti – vita piuttosto vivace di uomini e donne celebri. Oggi si dovrebbe mettere fine al rifilare e si dona il palazzo al Comune di Vico del Gargano, sperando che non lo rifili ad altri, con le medesime condizioni imposte all’ingegnere Costantino: “La cessione, dice un comunicato della Regione Puglia, ha una durata trentennale ed è legata a una attività di valorizzazione finalizzata al mantenimento delle funzioni di struttura alberghiera, di ristorazione e congressuale”.

Con poca fantasia, insomma, quello che non è riuscito a Costantino, vent’anni prima, dovrebbe riuscire a Sementino e alla pentammucchiata. Dispiace vedere, a Vico e intorno Vico del Gargano, allungarsi l’elenco delle cose inutili, inutilizzate e cadenti. Il palazzo Della Bella si somma al Villaggio turistico Macchia di Mare, alla zona archeologica di Monte Pucci, alla struttura di recupero fra gli ulivi di Calenella, alla Colonia Postiglione, all’asilo Nido, all’Anfiteatro Hintermann (si starà rivoltando nella tomba), all’albergo Rifugio in Foresta Umbra, alla caserma Sansone e a tante altre cose, l’elenco è lungo. C’è poco da celebrare. Chiediamoci, piuttosto, il perché di tanta generosità da parte della Regione Puglia. La vita e le ragioni della comunità vichese non sono il gioco dell’oca, e non si torna alla casella iniziale vecchia di vent’anni.

Michele Angelicchio

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