Vico del Gargano: il Crocifisso del Convento viene restaurato

Il miracoloso Crocifisso dello storico Convento “SS. Crocifisso”, venerato nella cappella a sinistra dell’altare, nella Chiesa dei Frati Cappuccini di Vico del Gargano, in questi giorni è sottoposto ad un attento restauro. Il difficile lavoro è stato affidato alle mani di due restauratori che hanno operato diversi interventi sul patrimonio religioso vichese, Fabio D’Angelo, da Frisa, provincia di Chieti e Antonella Scistri, di Vico del Gargano.

Un Comitato cittadino, buona parte proveniente dalla Schola Cantorum “PAX et BONUM”, voluto dal Padre Guardiano del Convento, P. Massimo Montagano, ha raccolto la somma necessaria per coprire le spese del restauro. Il Crocifisso urgeva di un approfondito lavoro conservativo poiché, dicono i due restauratori, “attaccato progressivamente da funghi del legno favoriti da umidità e condizioni climatiche. In particolare, i piedi del Crocifisso, presentano uno sporco diffuso e grasso, accompagnato da abrasione causato dal ripetuto “toccare” devozionale dei fedeli. Il naturale movimento del legno ha aperto due fenditure lungo il costato e sul braccio”. Il lavoro, che si protrarrà per una quarantina di giorni, è reso ancora più complesso a causa di un precedente “restauro”, effettuato, a quanto si sa, fra il 1992/1993.

I lavori restituiranno alla devozione dei fedeli un Crocifisso “guarito” da questi attacchi, con la sua croce di legno di noce e il rinnovato luccichio dei chiodi in argento ritornati al loro antico splendore. Ma il lavoro che suscita forte emozione è quello sul corpo del Cristo. La narrazione attribuisce il manufatto ad un pastore triestino. Gli esperti d’Arte fanno risalire la realizzazione del Crocifisso intorno all’anno 1600. Come sia arrivato nel Convento di Vico del Gargano è raccontato nella cronistoria del Convento che parla di un periglioso viaggio nel mare Adriatico conclusosi miracolosamente a Manfredonia, anziché a San Menaio, dov’era diretto. A dorso di un mulo iniziarono un lento viaggio verso Vico del Gargano, sorpresi da una tormenta di neve ripararono in una casa colonica, si dice nel “Parchetto” e qui dimenticato. La tradizione vuole che il Crocifisso non abbandoni mai la Chiesa e le mura del Convento dei Frati Cappuccini, tranne che per eventi straordinari e di calamità naturali, per esempio, per invocare pioggia dopo un lungo periodo di siccità e minaccia per il raccolto delle campagne.

Anche per questi lavori di restauro si è voluto rispettare la tradizione, organizzando un laboratorio “intra muros“, dove i due esperti operano quasi in semiclausura, in attesa di restituire alla devozione dei fedeli il restaurato Crocifisso che, con il suo volto miracoloso, illuminerà la cappella a sinistra dell’altare.

Michele Angelicchio

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