Mafia foggiano: plenum Csm approva risoluzione

Per sconfiggere le mafie che operano nel territorio del foggiano, nel quale lo scorso 9 agosto si è verificato un grave episodio, nelle campagne di San Marco in Lamis, dove sono state uccise quattro persone, occorre “un’azione sinergica di tutte le istituzioni” che devono “muoversi all’unisono nella direzione di lanciare un messaggio di legalità costante, coerente e collettivo”. Lo chiede la risoluzione approvata all’unanimità dal Plenum su proposta della VI Commissione (relatori i Consiglieri Ercole Aprile, Antonio Ardituro e Paola Balducci) per far fronte al fenomeno della criminalità mafiosa ed alle criticità degli uffici giudiziari di Foggia, impegnati quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata.

L’80 per cento dei 300 delitti di sangue che dagli anni Ottanta ad oggi sono ascrivibili alla mafia del foggiano “sono ancora irrisolti” cioè senza un colpevole. Il dato allarmante è nella risoluzione della Sesta Commissione del Csm, che tira le somme di un giro di audizioni di vertici degli uffici giudiziari, delle forze di polizia e dell’avvocatura, fatte in Puglia all’indomani dell’ultimo sanguinoso agguato nel Gargano costato la vita anche a due testimoni. Si tratta di una mafia “feroce e profondamente radicata sul territorio, su cui esercita un vero e proprio controllo militare”. Un radicamento che in alcuni contesti “è così forte, da produrre una generalizzata omertà”, che in alcuni casi diventa “connivenza” se non addirittura “consenso”. Le denunce sono “pressoché inesistenti e i pochi cittadini che le presentano quasi sempre ritrattano”. Dal 2007 non ci sono pentiti e “recenti inchieste hanno dato conto della capacità della mafia foggiana di infiltrarsi nella pubblica amministrazione”.

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