Il Foglio: «Strade, sangue, chiese. Il Gargano fa piangere»

Ad esprimere lo sferzante biasimo per la Montagna del Sole è il saggista Camillo Langone che dalle pagine del quotidiano online “prega” che si prenoti in riviera romagnola. 

“Non da oggi, da settimane il Gargano mi ispira un pianto, un lamento, una litania. A causa delle strade, in verità pessime non solo nel promontorio ma nell’intera provincia di Foggia: in luglio saltavo sulle buche dalle parti di Zapponeta e pensavo che migliore dissuasione per il turismo ricco in Ferrari e Lamborghini e Porsche 911 non ci poteva essere. Oltre Margherita di Savoia non c’è più legge? Sicuramente non c’è più asfalto. A causa del sangue: avevano appena ucciso un pizzaiolo a Vieste, in pieno giorno, in pieno centro, e giustamente c’era polizia dappertutto: non avevo bevuto, non trasportavo droga, forse mi ero perfino ricordato di pagare il bollo, ma non è mai piacevole essere fermati a un posto di blocco.

A causa della Chiesa: a Manfredonia, che del Gargano è porta e capoluogo, nemmeno l’antica cattedrale risultava guardabile (massacrata da una superfetazione anni Sessanta), l’unica era andare a Siponto per vedere la basilica in rete zincata che Edoardo Tresoldi ha posato sui resti del tempio paleocristiano. Un capolavoro dell’arte contemporanea, un merletto metallico e gigantesco, soprattutto una metafora del cattolicesimo italiano ridotto a guscio vuoto, osso di seppia, scheletro, fantasma. E siccome non si può, né si deve, piangere sempre, prego che facciate in tempo a prenotare in Riviera Romagnola”.

fonte “Il foglio

13 commenti

  1. Angelo Alessio Guerra

    Il giornalista di quest’articolo de Il Foglio è dotato di una cretinaggine abissale! Nel 2017 dobbiamo sorbirci ancora questi campioni del “luogo comune”. È chiaro che abbiamo problemi rivelanti, lo sappiamo benissimo tutti, esattamente come ce li hanno la maggior parte delle città e paesi italiani, ma arrivare a banalizzare in maniera così idiota non lo sopporto! È come dire che giacchè esiste un cretino come il suddetto giornalista, tutti i giornalisti sono parimenti cretini!
    Rimani in Riviera, IMBECILLE!!!

  2. Pietro Malizia

    Partendo dalla stretta attualità: i fatti di cronaca nera, il nostro Paese, l’Italia non brilla affatto per legalità: criminalità economica e organizzata, intrallazzi sono diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio e non solo in alcuni; certo la prima in misura maggiore da RM in su, la seconda al Sud; ben tollerate da un sistema penale fatto a Roma da parlamenteri di tutta Italia e prevalentemente espressione, in rapporto alla popolazione, del Centro e Nord Italia; ed è questa la prima e più grave tara sul riscatto di tutto il Sud. Leggi penali non sufficientemente efficaci, fatte a RM, che penalizzano le persone oneste e non reprimono come si deve.
    A conferma di ciò la mia lunga esperienza toscana: qui non ho riscontrato una situazione migliore di quella che avevo lasciato e degna di un paese civile quale l’Italia dice di essere .
    Per quanto riguarda il Gargano, io che sono del tarantino, ho riscontrato da turista un situazione buona e accogliente!

  3. Silvana Silva

    No non è così ci sono posti meravigliosi sulla Nostra Montagna Sacra. Tocca a noi preservarli e curarli con amore. Prenotate sul Gargano. Un Viaggio non una vacanza…. #roditiAmo

  4. Giuseppe Bissanti

    A me fa piangere l’articolo…il Gargano è un luogo meraviglioso!!!

  5. Raffaele Barile

    Il giornalista ha perfettamente ragione. Sul gargano mancano i servizi, mancano da sempre, non ci sono mai stati e mai ci saranno per ragioni che tutti quelli del posto conoscono e in primis per mentalità. Anche per scrivere questo messaggio ho notevoli problemi, devo uscire di casa e pregare per la linea anno domini 2017.

  6. Sandro Federici

    Articolo di m..da su un giornale di m..da

  7. Annarita Martella

    Questo è sicuramente di parte!!!! Ma sta diffamando il Gargano, ne hai di coraggio!!!!

  8. Il giornalista Camillo Langone denigra il Gargano e Manfredonia in particolare!

    Prende a pretesto qualche tratto di strada provinciale dalle parti di Zapponeta per sostenere che le strade del Gargano (e dell’intera provincia di Foggia) non sarebbero praticabili.

    In quella zona poteva fermarsi a visitare le zone umide fino all’oasi del Lago Salso, dove nidificano decine di specie di uccelli trampolieri (come in nessuna altra parte d’Italia).

    È chiaro, poi, che vi sono dei limiti di velocità: 50 km in molti tratti delle provinciali, 80-90 km all’ora sulle statali. Per il resto, le strade non sono né meglio, né peggio di altre, provinciali o statali che siano. Non è solo qui che la manutenzione delle strade lascia a desiderare.

    Se l’esterno della Cattedrale di Manfredonia non gli piaceva (e poteva anche non piacergli), poteva almeno visitare l’interno settecentesco e il Museo Diocesano di fianco al sagrato o poteva visitare altre chiese. Ma di tutto questo non parla.

    Magari poteva visitare l’antico Castello con il suo unico Museo Nazionale che ospita le stele daunie, autentici gioielli noti in tutto il mondo. Su questo non dice una sola parola. È evidente che il nostro frettoloso visitatore non è affatto interessato ai paesaggi naturali del Gargano, ai suoi monumenti e alla sua storia.

    A Siponto, oltre all’opera di Tresoldi, poteva visitare Santa Maria Maggiore, di cui non parla affatto, e, a pochi km di distanza, San Leonardo, due autentici capolavori tra le più antiche chiese pugliesi. Ma anche questo il nostro fantomatico visitatore sembra ignorare.

    Langone, che parla di Ferrari, Lamborghini e Porsche 911, sembra un autentico parvenu (arrampicatore sociale con arie da riccastro e con la puzza sotto il naso).

    Alla fine, accenna a un fatto di sangue (doloroso per noi che abitiamo questa terra), quello di Vieste, e lo fa in questa circostanza, in cui si è avuto un altro doloroso fatto di sangue. Lo sappiamo che noi garganici, e con noi altri abitanti della provincia, abbiamo questi problemi di criminalità, che non dipendono dalle popolazioni, che hanno subito e subiscono. Se si fosse agito subito, forse oggi non saremmo a questo punto. Lo diceva un Procuratore della Repubblica.

    Ma, con tutto ciò, sono tanti i turisti che ogni anno visitano il Gargano con le sue spiagge, scogliere, foreste e monumenti, e ci ritornano.

    Seminare zizzania non aiuta questa terra e rivela solo prevenzione e una certa dose di malevolenza, considerato anche l’intento di scoraggiare visitatori e turisti dal venire qui per andare a sfrecciare (dove?) sulla Riviera Romagnola con Porsche 911, Ferrari e Lamborghini.

  9. Anna Altomare

    Questo giornalista è sicuramente di parte, si capisce che pubblicizza la riviera Romagnola

  10. Francesco Tusino

    Su alcune cose ha ragione!ma su altre no… la gente di cuore che seppur non ha niente ti da tutto..i profumi,il mangiare,il mare…

  11. Francesco Tusino

    Venite nel gargano!non ve ne pentirete…

  12. A questo “giornalista” non degno di tale titolo e peraltro di origini lucane, non distanti dalla Puglia, rispondo con le parole di Lucio Dalla:

    “Questa è una delle tante sere ai piedi del Gargano come mille altre volte o a Manfredonia o Mattinata, benedetta dal sole e dalla luce che ti riempie gli occhi ma non li ferisce, ma anche a Monte Sant’Angelo tra il fresco delle rocce e il respiro degli ulivi, fra case medievali della bianca dignità del tempo e della memoria rinnovata tra il gotico romanico e longobardo che vuole dire soprattutto pugliese.

    Pugliese dei miracoli, dei nomi e dei diavoli, del misticismo e della laica allegria del vento sempre complice e al servizio del pastore e dell’ulivo che suda il caldo dell’estate più bella, più blu di cielo e più bianca di luce che c’è. Io sono anni che vengo tra queste terre benedette e uniche, vengo perchè non so o perchè non ne posso fare a meno per quel misterioso gioco della memoria che analizza i ricordi, li trasporta nel presente, li rinnova e li cambia come fossero respiri dagli inizi secolari o che non si chiudono, non si concludono mai e che mantengono croccante il pane che hai tagliato venti anni prima o non seccano mai quel vasetto di olive che la tata preparava e che tu non hai mai avuto il tempo di aprire. Sono appena le ventidue che decido di passare all’azione; prendo la macchina e, come faccio ogni volta, salgo da Manfredonia verso Mattinata fino a Monte, vado a vedere il Silenzio.

    E qui mi devo spiegare: appena passato il paese, prendendo la direzione San Giovanni Rotondo, si supera il bivio per Macchia e si imbocca il lungo rettilineo che porta al paese di Padre Pio, dopo un chilometro scarso, se è notte come questa notte e se il cielo è così pieno di stelle da doversi vergognare, ti trovi davanti a uno degli spettacoli più unici da vivere e più difficili da dimenticare. Lì puoi “ascoltare il buio e vedere il silenzio”.

    Credo di avere portato in questo posto decine di persone, tutti amici fidati e dopo essermi fatto promettere il totale mantenimento del segreto e la massima riservatezza e non prima di avere tranquillizzato i più suggestionabili, enfatizzando con parola giusta questo straordinario spettacolo, ho visto molti di loro piangere o altri addormentarsi alla luce delle stelle e al più impetuoso silenzio mai ascoltato prima.

    Ecco che cosa ha questa terra: è unica, è un ponte per entrare nella tua anima, per godersi spettacoli che non ci sono più o non sono mai esistiti, per sentirsi antropologo di se stesso, per giocare, esplorare, pregare, fare il bagno nel mare della storia o in quello salato tra i più puliti e meglio costeggiati che questo povero Adriatico ancora può permettersi, sperando che Dio, grande e unico profusore di dolci bellezze, ci conservi tutto questo per tanto, tanto tempo ancora.
    E cioè per sempre.”

  13. E invece ciò che leggo in questo post è drammaticamente vero…altro che le chiacchiere

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