ConfIndustria si presenta agli studenti del «Mauro Del Giudice»

Venerdì 28 Aprile 2017 le classi terze e quarte, frequentanti i corsi di alternanza scuola-lavoro dell’ITCG “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico e dell’I.P.S.I.A. di Ischitella, hanno partecipato all’evento organizzato dalla Confindustria di Foggia, che ci ha dato l’opportunità di confrontarci sul tema “Impresa” con quattro giovani imprenditori e una dottoressa dell’Università di Foggia.

Gli imprenditori hanno deciso di interpretare l’argomento ai ragazzi nella maniera più semplice e suggestiva che esista, cioè raccontando le proprie storie, questo è un modo molto creativo per catturare l’attenzione di un pubblico “giovane”.

Raccontandoci le loro esperienze, hanno cercato di farci capire che nella vita non tutto proviene dallo studio universitario e che si può trovare una posizione, ma soprattutto un lavoro, facendo ciò che ci piace. Perché se facciamo un lavoro che ci piace, lo svolgeremo con passione.

A ribadire fortemente questo concetto è stato il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Foggia, Nicola Altobelli, classe 1979, direttore commerciale di Eceplast, azienda innovativa nella produzione di imballaggi industriali operante a Troia, ma fortemente internazionalizzata.

Un altro intervento che ci ha colpito molto è stato quello del mastro fornaio Pascal Barbato, amministratore unico della Fulgaro Panificatori 1890, che ha saputo resistere alla tentazione del suicidio nonostante avesse €700000 di debiti. Ciò che ci ha colpito è stata la semplicità con cui ci ha raccontato la propria esperienza. Adesso lui è un mastro fornaio importante, cioè è a capo di un forno che gestisce, con successo, con altri fornai.

Un altro intervento che ci è piaciuto molto è stato quello del giovanissimo imprenditore di San Severo che si è cimentato nel campo dei vini e che è riuscito, dopo aver perso del tempo all’università, a creare un’azienda vinicola, nonostante suo padre avesse già una solida azienda di trasporti.

Ciò che in particolare ci hanno spiegato questi imprenditori è che il mondo del lavoro corre rispetto alle nostre aspettative e che noi giovani dobbiamo essere competitivi, cercando di farci valere per la nostra intelligenza.

Si è parlato di nazioni come la Cina che sfornano tantissimi ingegneri ogni anno e quindi non tutti potranno avere un posto assicurato, ma solo i più vogliosi e coloro che hanno le idee ben chiare e già immaginano quello di voler fare, già proiettati sul mondo del lavoro. Quindi ognuno di noi deve concentrarsi al meglio su quello che gli piace e sfruttare tutta la propria intelligenza per raggiungere degli obiettivi concreti. Per poterci far valere bisogna studiare molto, oltre le proprie potenzialità per poter essere posti al gradino più alto nel settore di ingegneria e di qualsiasi altro settore.

Bisogna sviluppare nel migliore dei modi ciò che ci piace e praticarlo, avendo un guadagno che ci permetta di vivere. Inoltre bisogna ricordare che non dobbiamo mai avere dei limiti, ma cercare di migliorare. aggiornandoci anno per anno, così da sviluppare il nostro intelletto e la nostra intelligenza che ci permetterà di immetterci nel mondo del lavoro, cercando di dare il meglio di noi stessi. Infine hanno sottolineato che noi giovani siamo ricchi di opportunità che possono rendere il nostro futuro migliore senza chiedere l’aiuto di nessuno”.

“La maggior parte di quello che state studiando vi servirà a ben poco nella vita” la provocazione lanciata da Altobelli, che ovviamente ha spiegato le motivazioni e il perché di questa frase, ribadendo che comunque studiare resta una cosa importante, però i giovani devono abituarsi ad un mondo che cambia in continuazione. L’Italia sta vivendo una periodo di crisi economica, la percentuale dei laureati in Italia è meno del 7%, ed è stato dunque necessario riparare i danni, e il punto di forza della nostra nazione sono i giovani italiani, quindi è giusto che si cominci da subito a far capire che il lavoro è un diritto, questo è il messaggio che gli imprenditori della Confindustria di Foggia, focalizzando quindi , che il futuro è dei giovani e che il nostro territorio ha bisogno di noi… “Noi siamo il futuro, Non il passato”.

Il discorso che ci è piaciuto è stato quello dell’imprenditore che ha parlato di “consapevolezza” , una parola che ci ha fatto capire che ognuno di noi non deve intraprendere un percorso perché ci è stato consigliato o imposto, ma deve essere consapevole delle sue scelte e di quello a cui sta andando incontro. Ha parlato anche di continuità, in quanto non bisogna studiare solo la lezione scolastica che ci viene assegnata se si vuole diventare qualcuno, ma studiare costantemente senza imporsi dei limiti.

Tutte le parole che più ci hanno rappresentato e che ci serviranno sono infine state scritte su una lavagna con degli “hashtag”, ovvero dei riferimenti. La parola deriva dall’inglese hash (cancelletto) e tag (etichetta), la sua popolarità è legata all’introduzione su Twitter come caratteristica per contrassegnare parole chiave, che richiamano così l’attenzione degli utenti su temi particolari.

Cos’è il successo? Cosa significa avere successo? domanda fatta ai ragazzi, ove alcuni hanno dato la scontata risposta “fare i soldi” oppure “la bella vita”.

Pascal Barbato dice di no, è sbagliata questa mentalità del fare successo, in fondo il successo non è nient’altro che quello che noi vorremmo che succeda, il successo è la realizzazione di un sogno.

Sognare, immaginare, questo può trasformarsi in CREARE, perché qualsiasi oggetto abbiamo tra le mani, ad esempio uno smartphone, è stato creato due volte, la prima volta nell’immaginazione di qualcuno.

Nella vita per raggiungere il successo bisogna sognare, e credere nei propri sogni: come ha detto un imprenditore “sognare è gratuito ed infinito”.

Speriamo che questo incontro si ripeta con altre persone che hanno avuto delle esperienze simili e che possano darci utili informazioni su come muoverci nel mondo del lavoro, cercando così di migliorare il nostro territorio.

Non vogliamo più essere ragazzi che scappano dal Sud per cercare lavoro al Nord o addirittura in altri paesi esteri. Basta con la fuga dei cervelli!

Reportage di Giuseppe Cirelli, Piero del Viscio, Antonio Fabbiano, Aldo Pupillo, studenti della Classe III C CAT dell’IISS “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico

2 commenti

  1. Max Conte

    dovremmo ringraziare la confindustria, preside e docenti che hanno consentito questa boiata propagandistica mascherata da alternanza scuola-lavoro. beh, così qualcuno si è salvato la giornata lavorativa. gli scoiattoli usciti dal bosco hanno ascoltato – e così non hanno fatto un ennesimo cazzo – un po’ di cazzate propinate da “cazzari prezzolati”, vestiti da pinocchio, mandati in giro con i nostri soldi da quel bastardo ignorante-boaro di poletti e del bastardo ladro che presiede la confindustria. Complimenti come sempre. così si fa e si illude la gente. I SOGNI, VOLARE OH. OH, CANTARE OH, OH, OH !

  2. Teresa Rauzino

    Sparare ad alzo zero contro l’iniziativa di Confindustria è un esercizio sterile e in fondo banale. Possiamo dire tutto il male possibile, trincerandoci dietro i nostri ( …. magari legittimi) pregiudizi, ma sinceramente questi giovani imprenditori, che hanno semplicemente raccontato le loro storie di vita, di successo imprenditoriale, ma anche di insuccesso, hanno colto un’attenzione da parte di tutti i presenti ( e non solo da parte degli studenti) che altri illustri relatori non sono mai riusciti a suscitare… Visto che l’ alternanza scuola lavoro, volenti o nolenti, è un obbligo nella scuola italiana, e si sta cercando di interpretarla al meglio anche in assenza di risorse finanziarie congrue, avviare una comunicazione con i giovani imprenditori di Capitanata potrebbe aprire collaborazioni indispensabili che sul Gargano stentano ad avviarsi… Non è facile per le imprese e per i professionisti ospitare i nostri ragazzi in attività di scuola lavoro di 150 ore all’anno (400 ore complessive nel triennio) con un Badget di duemila euro lordi a classe… comprensivi di assicurazioni, pagamento di tutor ed esperti e spostamenti vari… Le Scuole italiane ci stanno provando, al di là di tutte le criticità possibili, che stiamo segnalando ai responsabili regionali e ministeriali, per assicurare ai nostri studenti un’esperienza educativa valida, che in Europa viene portata avanti con successo da anni.

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