Vico del Gargano, uniti dal richiamo del dialetto

Quello che non è riuscito alla politica, agli uomini come Filippo Fiorentino e alla sua idea di “Città Gargano”; dove i comuni sarebbero diventati quartieri di una forte identità culturale, quello che ancora oggi non è riuscito al Parco Nazionale del Gargano, con le sue mille anime sparse e spesso in conflitto, è riuscito ai poeti del dialetto e alla loro poesia. Questo richiamo ancestrale, possente, che viene dalla madre terra e racconta con gli antichi idiomi delle nostre nonne e dei nostri nonni vizi e virtù, luoghi comuni e fatti di vita, il volto autentico, senza macchia, senza paratie di quel Gargano che non vuole essere dimenticato ma, invece, riacquista nuova linfa, nuova vita proprio dal dialetto.

Nicola Angelicchio, con la collaborazione della Proloco, li ha riuniti in Largo Terra, uno dei quartieri simbolo di quel Centro Storico da difendere da ogni attacco estemporaneo e offensivo, per una grande performance tutta dialettale. Sotto la guida di Angelo Capozzi, i poeti: Giuseppe Trombetta da Carpino; Filippo D’Errico da Vieste; Franco Ferrara da Apricena; Mario Iannacci da Rignano Garganico; Michela Di Perna da Vico del Gargano; Saverio Sciancalepre da Vieste; Raffaele Pennelli da Apricena; Silvia Graziano da Ischitella; Pietro Salcuni da Monte Sant’Angelo e Nicola Angelicchio da Vico del Gargano, ci regaleranno “Dialetto… che Poesia”.

“Dialetto… che Poesia”, Sabato 22 luglio, ore: 21.00, Largo Terra, Centro Storico di Vico del Gargano.

Michele Angelicchio

1 Commento

  1. Il mio primo incontro con i dialetti di Gargano è stato con i miei nonni a parlare con i miei genitori. Stavo prendendo l’italiano in scuole superiori. Pensavo di capire quello che si diceva, ma naturalmente non potrei. I dialetti del Gargano sono molto interessanti

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