La storia di «Santa Rosa»

Al centro Rosa Valente detta Rosalbin’ (Rodi Garganico 1892 – 1989)

La storia di Rosa Valente è una storia vera, accaduta a Rodi durante la seconda guerra mondiale. «Rosalbin’», Santa Rosa, proveniva da una famiglia povera e onesta e fin da piccola aveva sempre frequentato la parrocchia e aiutato tutti i bisognosi, i poveri e gli ammalati.

Rosa dunque era cresciuta con la fede nel cuore e oltre a partecipare a tutte le messe giornaliere, si recava in ritiro spirituale presso San Giovanni Rotondo per devozione a Padre Pio circa una volta al mese. A diciassette anni decise di andare ad abitare da sola e prese casa in Via San Pietro, «’nnanz’ Sampétr’». Passato qualche anno, andò a convivere con l’amica Angela Ognissanti, chiamata da tutti «Angiulin’»: le due ragazze presero una casa modesta, dove vi era un altarino con Cristo e la Madonna e un inginocchiatoio per pregare.

Testimonianze di conoscenti e amici affermavano che la ragazza avesse dei poteri, addirittura l’amica affermava che durante la notte la sentiva parlare con Gesù e con la Madonna, ma Rosa era così umile che non si esponeva mai. Pare che una notte Gesù andò in sogno a Rosa per dirle che il 14 maggio del 1941, precisamente a mezzanotte, sarebbe morta e la sua morte avrebbe fatto cessare la guerra. Il Signore avrebbe detto a Rosa di non rivelare niente, ma la fanciulla non seppe mantenere il segreto e rivelò tutto alla sua cara amica, che a sua volta diffuse il sogno.

La notizia fece il giro di tutta l’Italia e iniziò da ogni parte un pellegrinaggio verso Rodi per aspettare l’evento. Ognuno portava qualcosa da regalare a Rosa, ma la ragazza accettava solo i fiori che le piacevano molto e preferiva che il resto venisse dato ai poveri. I pellegrini trovarono sistemazione anche presso le famiglie più povere e alcuni addirittura si accamparono nelle chiese o fuori dal portone delle case. Molti erano i malati che accorrevano per avere una grazia: tutti arrivavano in processione e si soffermavano sotto la casa di Rosa per essere benedetti o ricevere una parola di conforto. La donna di tanto in tanto si affacciava dal balcone, benediceva la folla e la invitava a recitare il Santo Rosario.

Lo zio Matteo De Felice, nato a Rodi Garganico il 13 agosto 1915 e morto il 10 febbraio 1997, soprannomi nato «Mattéy Sagr’tariy», mi ha raccontato che nel 1941 era a Taranto come militare di marina, quando il suo ammiraglio gli disse: «De Felice, ti mando al tuo paese in licenza, perché ho saputo che sta per accadere un miracolo: Rosa Valente il 14 agosto a mezzanotte morirà per far ristabilire la pace nel mondo».

Lo zio Matteo non ne sapeva nulla, ma incuriosito, partì per Rodi. Arrivò a San Severo e prese il treno per il Gargano, dove non aveva mai visto così tanta gente da non trovare neanche un posto per sedersi. Arrivato in paese, volle passare subito davanti alla casa di Rosa, ma la folla gli impediva di avvicinarsi alla porta. Rimase così intrappolato, finchè Rosa non gridò: «Paysèn’ d’ ogn’ part’, facit’ passà ‘u m’l’tèr’ De Felice Matteo» (Paesani da ogni parte fate passare il militare De Felice Matteo). La folla meravigliata lo lasciò passare e gli permise di arrivare proprio sotto il balcone della donna. Rosa allora lo tranquillizzò sul fatto che la guerra sarebbe presto finita e infine gli disse: «Matté, ‘e pr’yèt’ tant’ p’ te!» (Matteo io prego tanto per te!). Zio Matteo la ringraziò e rimase lì con gli altri a pregare.

Poco prima del giorno atteso, giunse da Vico del Gargano per chiedere aiuto una donna molto malata, povera e madre di sette figli. La malata volle donare a Rosa una collanina d’oro che portava al collo, ma Rosa non accettò e disse alla signora di donarla a un Santo, tornare al suo paese e pregare, perché la sua vita sarebbe cambiata. Dopo qualche giorno la poveretta fece ritorno da Rosa per ringraziarla: infatti non era più ammalata e la sua vita era cambiata in meglio. Strano particolare fu che, nonostante avesse donato il gioiello al Santo, aveva la famosa collana impressa sulla pelle del collo.

Arrivò la sera dell’evento e tutta la folla era raccolta in preghiera ad aspettare l’ora: si sentivano strani rumori nell’aria e dal cielo cadde una nebbia così fitta che non si riusciva neanche a vedere il mare. L’aria profumava di rose e la folla pareva aver raggiunto uno stato di serenità e di pace. Anche i marinai aspettavano la mezzanotte sui loro trabaccoli, «i trabackul’» con le barche illuminate.

Intanto Rosa, inginocchiata davanti a un quadro di Gesù e della Madonna, pregava intensamente, perché credeva nel sogno che aveva fatto ed era sicura che a mezzanotte sarebbe morta. Arrivarono perfino i «carbunir’» (i carabinieri) a sorvegliare Rosalbin’ per essere sicuri che non prendesse qualche dose di veleno.

Finalmente arrivò la mezzanotte, ma non successe nulla: Rosa vide svanire il sogno, i carabinieri la arrestarono insieme alla compagna Angiulin’ e le trasportarono verso il carcere di Lucera. Nei pressi di Lucera si fermò la macchina e gli uomini in divisa tentarono invano di spingerla, finchè Rosa non invitò le guardie a rientrare in macchina perché l’auto sarebbe ripartita da sola e infatti così fu.

Le due donne furono comunque arrestate per falsità e rimasero per parecchio tempo in carcere. Rosa si mise subito a disposizione dei credenti che avevano bisogno di un sostegno morale, spirituale o materiale. Riuscì a convertire chi ancora non credeva: ad esempio una donna soffriva di forti mal di testa, ma per orgoglio e mancanza di fede disprezzava Rosa, finché non fu costretta a chiamarla e i dolori scomparvero.

Angiulin’ morì in carcere, mentre Rosa riuscì a tornare nella vecchia casa, dove continuò a credere nel Signore, a partecipare ogni giorno alla messa e fare del bene al prossimo, quindi è rimasta per tutti Santa Rosa di Rodi. Ancora oggi ci chiediamo se avremmo avuto un’altra Santa nel nostro Gargano, se Rosa non avesse svelato il suo segreto.

Tratto da “Storie e personaggi di Rodi Garganico” di Pietro Agostinelli, Ed. Parnaso

8 commenti

  1. Santa Picazio

    L’ho conosciuta…la vedevo passare, ma non le ho mai parlato. La chiamavano Santa Rosa!

  2. Mimma Mariani

    All’epoca ero appena nata,ma ricordo che da bambina ho sentito parlare di lei. Grazie per aver ricordato questa storia!!!

  3. Liliana Carnevale

    Me la ricordo benissimo abitava vicino la chiesa di San Pietro

  4. Felicetta Mancini

    Anche io la so questa storia .mia madre sempre me la raccontava…

  5. La Nò

    Io me la ricordo bene perché abitavamo vicino io la chiamavo Rosalbina

  6. Costantina Ciavarrella Murano

    Mamma mi raccontava sempre di lei e diceva che era una donna santa

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