San Michele, una processione da dimenticare

Ancora una volta a spaccare il popolo di Rodi Garganico è sufficiente una processione. Se poco più di un anno fa a balzare agli onori della cronaca fu l’interruzione della processione del 2 Luglio in onore dei Santi Patroni per la presunta mancata autorizzazione all’accensione dei fuochi pirotecnici, questa volta l’occasione è stata la processione che da tempo immemore a Rodi viene svolta nel giorno dedicato a San Michele Arcangelo.

Ad accompagnare la statua del Santo al termine della messa celebrata nella parrocchia di San Nicola di Mira, fuori la chiesa madre era presente la statua della Madonna Addolorata, le autorità civili e militari e uno gruppetto di fedeli che hanno dato vita al corteo religioso che come sempre si è sviluppato nel centro storico per poi affacciarsi sul corso principale per raggiungere i restanti quartieri cittadini. Nel piazzale antistante la parrocchia Maria SS. della Libera, ad attendere la processione vi erano ulteriori fedeli e la banda cittadina la quale ha cominciato a suonare in concomitanza con l’uscita dalla chiesa della statua di San Pio che nel frattempo si è posizionata in testa al corteo. In pochi attimi è montata la protesta di alcuni fedeli che hanno inteso quanto stava accadendo come un vero e proprio affronto a San Michele. Malumori che hanno indotto il parroco don Michele Pio Cardone a chiedere ai portatori il rientro della statua di San Michele nella chiesa madre. A quel punto la processione si è praticamente divisa in due e, mentre la statua di San Michele accompagnata dall’Arciconfraternita dell’Adorazione e della Morte si è diretta verso la chiesa di San Nicola, il resto del corteo ha proseguito il suo tragitto.

Momenti di tensione si sono registrati una volta che la statua di San Michele Arcangelo ha fatto rientro nella chiesa madre di San Nicola di Mira. Un paio di persone hanno duramente contestato i componenti dell’Arciconfraternita e il parroco, minacciandoli di informare dei fatti l’Arcivescovo Castoro. A sedare gli animi ci ha pensato lo stesso parroco don Michele Pio Cardone che è prontamente intervenuto ricordando che la chiesa è un luogo di preghiera e invitando tutti ad uscire per non essere costretto a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Il successivo allontanamento di chi protestava tra gli applausi degli altri fedeli presenti e l’immediata chiusura della chiesa ha impedito che la situazione potesse ulteriormente degenerare.

Restano ora da capire le motivazioni che hanno indotto gli organizzatori dei festeggiamenti in onore di San Michele a non far presenziare la processione fin da subito dalla statua di San Pio e dalla banda cittadina ma, in ogni caso, quella che doveva essere l’ultima occasione per i due parroci di salutare la cittadinanza prima di lasciare il loro incarico si è trasformata in una serata tutta da dimenticare.

27 commenti

  1. ….non ho ricevuto nessuna richiesta di verifica nè via email ne altro……cos’è un tentativo per bannarmi?

  2. se non altro dopo questo secondo episodio qualcuno capirà che il tutto dipende dalla nota e profonda ignoranza dei Rodiani e non dall’amministrazione….

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