Mafie foggiane, Bindi: «Situazione allarmante»

Il 26 aprile 2017 nel Salone di rappresentanza del Palazzo del Governo si è tenuto il preannunciato incontro di una delegazione della Commissione parlamentare Antimafia, presieduta dalla Presidente On. Rosy Bindi, composta dal Vice Presidente Sen. Luigi Gaetti, dagli Onorevoli, Davide Mattiello, Giulia Sarti, Riccardo Nuti, Gaetano Piepoli, e dal Sen. Salvatore Tito Di Maggio, per un aggiornamento sulla criminalità organizzata in provincia e sulle evoluzioni delle consorterie locali. La Commissione aveva effettuato una precedente visita in Capitanata nel 2014 circa due anni fa.

I lavori sono iniziati alle ore 11.30 con l’audizione del Prefetto, Maria Tirone, del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del Capo Centro DIA di Bari e del Prefetto di Barletta, Andria e Trani e sono proseguiti nel pomeriggio con le audizioni del Sostituto Procuratore distrettuale della Procura della Repubblica di Bari, del Procuratore Reggente di Foggia e del Presidente della Commissione antimafia regionale della Puglia.

Il quadro emerso dall’approfondito, proficuo confronto con le Istituzioni appare preoccupante; una criminalità mafiosa che si è sviluppata negli anni operando un salto di qualità, ampliando gli ambiti di interesse; che oltre ad intimidire e sopraffare con la violenza, cerca il consenso, inserendosi in attività legali ed estendendo le proprie mire sull’intero territorio provinciale.

Alla capacità delle organizzazioni criminali mafiose di rinnovarsi, si contrappone l’attività posta in essere dalla squadra Stato per l’affermazione della legalità, ai diversi livelli istituzionali, mediante una costante azione di prevenzione e controllo del territorio da parte delle Forze di Polizia, di supporto, sostegno e monitoraggio delle Amministrazioni locali a cura della Prefettura, di repressione dei reati da parte dell’Autorità giudiziaria.

Il Presidente della Commissione, nel dare atto dell’attività svolta sul territorio dalla Prefettura, dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura, che ha istituito un nucleo presso la D.D.A. di Bari dedicato alla criminalità organizzata della Capitanata, ha evidenziato che il fenomeno mafioso e la sua capacità di penetrazione nei settori economici, politici e sociali, si contrastano anche con una responsabilizzazione della società civile, con le denunce, con la negazione della sopraffazione, nonché con concreti investimenti nella formazione della pubblica Amministrazione e di quanti concorrono a costituire il sistema sicurezza.

” Le mafie hanno potuto insediarsi e crescere perché nel passato c’è stata per troppo tempo una sottovalutazione da parte di tutti. Non dico in questo momento, dove c’è l’attenzione del Governo, delle forze di polizia e della magistratura. Si fa ancora fatica ad ammettere che questa è una terra in cui le mafie hanno avuto la possibilità di svilupparsi ”

Un tangibile segno dell’attenzione dello Stato a questo territorio sono la recente istituzione del Ros in una provincia teatro di gravi ed efferate forme di criminalità organizzata e comune.

1 Commento

  1. Max Conte

    roba da ridere. ci voleva la Bindi ed i professionisti dell’antimafia per scoprire che Foggiq ha un enclave delinquenziale unico ed impenetrabile dall’800. Quando gli altri balbettavano, i mercati generali di allora erano notoriamente controllati e così il pizzo e l’usura. Poi l’evoluzione progressiva e naturale ha fatto il resto: In tutti i settori vige una pax spartitoria per regolarità. A ciascuno il suo. Direi mali endemici. Ma questi scoprono l’acqua calda ed i Politici locali dove vivono ? La Bindi lo sa ? Scarfarotto lo sa ? Dalema lo la ? Pensate a farci vivere. Dateci le risorse che servono: aeroporto, Ferrovie, Strade, Promozione Turistica, investimenti in agricoltura e nella ricerca. Ma lasciate stare le MAFIE CHE SONO UN’ALTRA COSA.

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