D’Anelli svela i guai giudiziari di Pinto

Pesanti le accuse e il quadro probatorio a carico del dott. Nicola Pinto per delitti contro la libertà individuale della persona e reati contro la Pubblica Amministrazione 

Un passaggio di pochi minuti ma talmente grave da far scatenare un vero e proprio terremoto politico e mediatico. A informare i cittadini delle vicende giudiziarie del dott. Nicola Pinto, è stato il candidato sindaco Carmine d’Anelli in occasione del comizio che ieri sera ha sancito la conclusione della campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di domenica 11 giugno 2017.

Dal palco di piazza Padre Pio, d’Anelli ha evidentemente inteso dare una risposta a quanti hanno additato lui e la compagine di minoranza dopo le clamorose dimissioni di massa rassegnate da Consiglieri comunali nel marzo 2013. Come si ricorderà, pochi giorni prima del plateale gesto di protesta, una finestra dell’abitazione del d’Anelli venne colpita da una raffica di pallettoni calibro 12 che fortunatamente non arrecarono danni fisici importanti ai suoi congiunti. L’ennesimo gesto di violenza in un clima di tensione e a tratti di terrore che per mesi ha interessato Rodi Garganico con atti ignobili diretti a esponenti politici della maggioranza e dell’opposizione ma anche a comuni cittadini, reati per i quali ancora oggi resta ignoto il movente e restano sconosciuti i mandanti e gli esecutori, ma che si spera non restino impuniti ancora a lungo.

Secondo quanto è dato sapere, il giudizio penale per fatti risalenti a maggio del 2012 quando a Rodi si era appena votato per rinnovare il Consiglio comunale, vede sul banco degli imputati il dott. Nicola Pinto per un’azione punitiva mirata a picchiare o far tacere politicamente il suo avversario. In gergo tecnico si tratta del reato di minaccia aggravata nei confronti di Carmine d’Anelli che, qualora definitivamente accertato, potrebbe comportare per il sindaco uscente una condanna fino ad un anno di reclusione. Al delitto contro la libertà individuale della persona, si aggiunge anche l’imputazione per reati contro la Pubblica Amministrazione, un ulteriore aggravamento del già pesante quadro accusatorio nei confronti del sindaco uscente di Rodi Garganico, che se dovesse essere riconosciuto colpevole lo esporrebbe alla condanna aggiuntiva fino a tre anni di reclusione. Infatti, oltre che per la presunta minaccia alla persona del d’Anelli, Pinto nell’agosto del 2013 si sarebbe anche macchiato in qualità di pubblico ufficiale di un reato contro lo Stato, rivelando a soggetti terzi un’indagine in corso da parte della Procura della Repubblica nonché l’acquisizione di alcuni fascicoli da parte dell’Arma dei Carabinieri.

Sarà certamente il dibattimento giudiziario in corso davanti ai magistrati penali di Foggia a esaminare la veridicità di capi di accusa così gravi per qualsiasi cittadino e a maggior ragione per chi è deputato a rappresentare le istituzioni, ma evidentemente il quadro probatorio è talmente importante e solido che anche il giudice per l’udienza preliminare non ha potuto fare a meno di rinviare a giudizio il sindaco che tra poco più di ventiquattro ore lascerà il massimo scanno di Rodi Garganico.

1 Commento

  1. Pietro Carnevale

    Bisognerebbe ricordare alla gente che il candidato sindaco era stato vittima, alla fine del suo precedente mandato, di atto delinquenziale che avrebbe potuto compromettere la incolumità delle persone della sua famiglia. E si è continuato ad insinuare, anche con ripetuti manifesti pubblici, essere il mandante di atti vandalici, che condanno, perpetrati ai danni dei successivi amministratori. Sono sicuro che come per gli eventi ai danni del nuovo Sindaco anche per quelli lamentati dalla uscente amministrazione le Forze dell’Ordine e la Magistratura hanno fatto le dovute indagini. Quello denunciato da D’Anelli nell’ultimo comizio è supportato da documentazione, non più coperta da segreto istruttorio e per questo ormai a diretta conoscenza di tutti, ed è un dato incontrovertibile che è già in corso un procedimento penale. Bene ha fatto a rivelarlo visto che durante questa campagna elettorale si è ripetutamente fatto cenno ai vili atti delinquenziali solo di qualcuno e non anche quelli perpetrati al danno del sindaco e di un assessore della ancor precedente amministrazione. Giusto per dovere di cronaca.

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