A Vico si è discusso di leucemia e donazione di midollo

Programma informativo fuori dagli schermi televisivi, ieri sera a Vico del Gargano. Fondamentalmente due le parole su cui si è sviluppato il convegno. Leucemia, da un lato. Donazione di midollo osseo, dall’altro.

Una malattia più che nota. Una terapia salva-vita, quando altre modalità terapeutiche si rivelano fallimentari. Ogni intervento puntato verso un obiettivo: informare e sensibilizzare.

Ma ciò che avviene in circa due ore tra termini tecnici e termini comuni crea e spande nell’auditorium comunale un’atmosfera particolare. C’è silenzio e attenzione. Si è in tanti e tanti giovani. Di sicuro, dall’inizio alla fine, dalla prima all’ultima parola, c’è un filo emotivo che accomuna. Nasce soprattutto dai “casi reali”. Dalle testimonianze di chi ha ricevuto midollo osseo, e da chi, invece, lo ha donato. Un “passaggio di cellule”. In realtà, Vita allo stato puro. Possibile attraverso una medicina che non è prescrivibile, che non si trova in farmacia, che non ha prezzo. Questa medicina si chiama generosità. Una generosità che affonda radici nella sensibilità. E ieri sera, ogni parola udita si è fatta archetto per vibrare sulle corde della sensibilità. Ci si è arricchiti. Si è capito cos’è una donazione di midollo osseo, come si effettua e a che cosa serve, al di là del “sentito dire”, che fornisce, spesso, scorrette informazioni.

E ci si è emozionati. Ascoltare dal vivo la storia di chi ha visto spalancarsi la finestra della propria vita, destinata a chiudersi del tutto, grazie a una mano sconosciuta, è stato di indescrivibile effetto. Ascoltare la storia di chi è stata mano sconosciuta nell’aprire una finestra destinata a chiudersi ha ribaltato la “gioia” del dono.

Donare coniuga il verbo amare è stato detto. Questa frase ha fatto sintesi.

Un programma informativo fuori dagli schermi televisivi, ieri sera a Vico del Gargano. Dovrebbe sostituire i tanti aberranti programmi trasmessi negli schermi. Almeno di tanto in tanto. Perché il mondo non si condensa solo in essi e nel solito TG cui si è abituati a sentire. Il mondo, per fortuna, s’infiltra di notizie di altro genere e di cui si dovrebbe dire di più. Quelle che producono orgoglio. Quelle che cuciono l’abito della solidarietà. Quelle che dicono che, nel bisogno dettato da gravi malattie, c’è chi, senza vincolo di sangue, senza rapporti di amicizia e di conoscenza, è disposto a darsi. E questo nel nome di quel magico sentimento che accende gli animi e apre i cuori.

Grazia D’Altilia

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