A Rodi tutti con Don Cardone, il comitato: «Scelte fatte per antipatia»

Con la riorganizzazione delle parrocchie ci sarà il trasferimento di un parroco amato. La comunità di Rodi Garganico insorge con una petizione di 2000 adesioni

La comunità di Rodi teme la perdita del proprio punto di riferimento. È partita qualche giorno fa la petizione popolare contro la soppressione di una delle due parrocchie esistenti a Rodi Garganico. La misura sarebbe prevista nella riorganizzazione ad opera di Monsignor Michele Castoro, Arcivescovo della diocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo. Al momento a Rodi sono presenti due parroci. Con la nuova organizzazione uno dei due parroci attualmente in esercizio, don Michele Pio Cardone, parroco della chiesa madre di San Nicola di Mira, verrebbe trasferito mentre l’altro, il parroco del Santuario Madonna della Libera don Michele Carrassi è prossimo alla pensione.

A Rodi arriverebbe un nuovo parroco, che sarebbe parzialmente affiancato anche da don Michele Carrassi. “Non è una vera e propria soppressione della parrocchia, ma di fatto lo sarà” spiega Marco Sciarra, portavoce del comitato cittadino che si è ribellato alla decisione “Resterà soltanto un parroco all’effettivo, e dubitiamo che riesca a farsi carico di tutte le necessità del paese. Tra messe, benedizioni delle case e comunioni, temiamo che nella comunità venga meno quel sostegno necessario. Inoltre ci chiediamo perché trasferire il nostro parroco e far arrivare un nuovo parroco da fuori, quando invece potrebbe restare chi già c’è, che già conosce e vive la comunità”.

Per il nuovo arrivo, si vocifera che potrebbe essere don Antonio De Padova. Per ora sullo spostamento e sulla riorganizzazione delle parrocchie non c’è nulla di ufficiale. Ai cittadini sono giunte voci che probabilmente verranno confermate nelle prossime settimane. Anche sulla motivazione di tali scelte, non è stato ancora spiegato nulla ai cittadini. Nel frattempo il paese si è mobilitato per non far andare via don Michele Pio Cardone. Nel giro di pochi giorni sono state raccolte circa duemila firme per una petizione che gira anche on-line.

“Una partecipazione di massa che ha sorpreso gli stessi coordinatori della petizione” spiega la catechista Maria Ciuffreda” e che dimostra quanto i fedeli siano consapevoli del valore delle loro comunità parrocchiali”. Preoccupato anche il sindaco Nicola Pinto, il quale si dice certo che un solo parroco sia nettamente insufficiente per le esigenze di una cittadina che in estate supera le 50mila presenze. Sul perché della soppressione del parroco, per ora non ci sono motivazioni ufficiali. Il comitato teme in una scelta del tutto personale di Monsignor Castoro. “Siamo purtroppo sicuri -si legge nella petizione inviatagli – che la stessa Sua Eccellenza, nella scelta che dovrà compiere, potrebbe essere negativamente influenzata da pareri interessati e frutto di antipatie personali piuttosto che da giudizi oggettivi ed imparziali o comunque finalizzati al benessere collettivo».

“Non c’è stato nessun confronto, né con la comunità, né tantomeno con l’Amministrazione, seppur richiesto. Per questo aspettiamo che ci siano date spiegazioni e che si tenga in considerazione il nostro punto di vista” spiega Sciarra “Ci hanno assicurato che non cambierà niente, ma così non può essere. Perché con un parroco prossimo alla pensione e un trasferimento si andrà e penalizzare l’attività fatta finora nella parrocchia più attiva che c’è in paese. Non vogliamo correre questo rischio. Per noi quella parrocchia è un punto di riferimento, che non può esserci tolto. Rodi ha già sofferto abbastanza negli ultimi anni. Tra episodi criminosi, auto bruciate, soppressione delle istituzioni, accorpamento delle scuole che ha portato qualche disagio, c’è bisogno di un punto fermo. Non possono toglierci anche la parrocchia più vitale”.

Diverse persone che vivono la parrocchia hanno espresso pubblicamente la propria contrarietà al provvedimento. Il comitato richiede un incontro tra i rappresentanti della diocesi e la cittadinanza o una sua delegazione per avere chiarimenti sulla questione.

Claudia Morelli, l’Attacco

3 commenti

  1. Anna Perna

    Bellissima immagine Felice week-end

  2. Vincenzo Campobasso

    Da chi dipende, il Vescovo? Dallo Stato del Vaticano! Ed allora, perché non pensare che,dietro a quello che il Vescovo Castoro sta per fare, ci sia una RAGION DI STATO? Evidentemente, don Michele Pio Cardone, è stato reso inviso alla S.C.V. (Santa Casa del Vaticano – acronimo reso anche con le parole Sono Ca…voli Vostri!) e, perciò, è l’unico sacrificabile (non potendo essere sacrificato don Michele Carrassi, pensionando e… rodiano).

  3. Vincenzo d

    Lasciarlo andare via è una follia, è una persona di valore.

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