Puglia, impennata di lavoratori irregolari e maxi sanzioni

La metà lavora in nero nei Servizi di alloggio e ristorazione 

“Importanti spunti ed osservazioni emergono dal rapporto annuale presentato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro in materia di Lavoro e Legislazione Sociale. L’elevato numero di infrazioni riscontrate che quest’anno registrano impennate significative rispetto al 2015, rappresentano gli effetti incoraggianti di un’attività ispettiva e d’intelligence mirata e durevole”. E’ il commento del Segretario provinciale dell’Ugl Foggia, Gabriele Taranto, a margine della pubblicazione del rapporto sull’attività di vigilanza del Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail nel 2016. Considerando la particolare diffusione del lavoro sommerso in diversi ambiti territoriali, la Direzione generale per l’attività ispettiva ha programmato e realizzato specifiche campagne “straordinarie” mediante la costituzione di task force ispettive a livello interprovinciale e interregionale che hanno consentito di presidiare adeguatamente, in periodi dell’anno particolarmente esposti al fenomeno in discussione, determinati territori considerati maggiormente ‘a rischio’. Da una prima estrapolazione dei dati locali disponibili, il sindacalista rileva come la Puglia abbia “scalato la vetta” della classifica regionale con 7.424 lavoratori irregolari accertati in occasione delle verifiche ispettive effettuate al 31 dicembre 2016, “di questi – prosegue Taranto -, più della metà è risultato lavorare in nero soprattutto nei Servizi di alloggio e ristorazione. Anche in agricoltura aumentano irregolarità e maxi sanzioni applicate. 5.164 in Puglia preceduta dalla sola regione Campania”.

Si parla di 8.042 ispezioni focalizzate in ambiti particolari della Puglia, tra cui Foggia, la piana del Tavoliere delle Puglie, Taranto, Bari ed in particolare i Comuni di Rutigliano e Noicattaro, della Campania e del Lazio. L’esito dei controlli è sostanzialmente in linea con il precedente anno. Sono stati infatti riscontrati n. 5.512 lavoratori irregolari di cui n. 3.997 sono risultati in ‘nero’ e, tra questi, n. 217 cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno, con un tasso di irregolarità superiore al 51 percento e sono stati adottati n. 349 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Sono state altresì deferite all’A.G. n. 12 persone, di cui n. 9 per la violazione dell’art. 603 bis c.p. (Intermediazione illecita della manodopera con sfruttamento del lavoro, il cosiddetto ‘caporalato’) e n. 3 per la violazione dell’art. 600 c.p. (Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù). Per il Segretario, “più contenuto sembrerebbe invece l’aumento registrato nel settore manifatturiero, nel commercio e nell’edilizia. Per questi comparti produttivi, fanno probabilmente gioco forza tutta una serie di incertezze di tipo previdenziale e normativo, attualmente, al vaglio del Governo. In questa direzione, diventa necessario fare scelte comuni per rimettere in discussione il bisogno di chiarezza, trasparenza e semplificazione in materia, perché non si confondano i benefici diretti ed indiretti della lotta al lavoro sommerso, con una sterile campagna di caccia alle streghe, spesso usata – puntualizza in Segretario – come discussione strumentale tra parti politiche. Occorre ricordare quanto ancora si consumi sulla pelle di lavoratori ed aziende sane che continuano a pagare il prezzo della crisi economica e di scelte nazionali e locali poco lungimiranti. Per questo motivo – conclude Gabriele Taranto – bisogna confrontarsi e combattere insieme per un obiettivo comune, perché ormai la disperazione nei lavoratori e cittadini per la precarietà occupazionale e l’invisibilità previdenziale sta raggiungendo livelli inaccettabili e non degni di un Paese civile”.

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