Olio d’oliva, produzione più che dimezzata nel 2016

La produzione italiana di olio di oliva è scesa del 58% nel 2016 rispetto all’anno precedente, pari ad appena 200 mila tonnellate. Sono le ultime stime sulla campagna produttiva 2016-2017 in base alle elaborazioni ISMEA su dati Agea. Quella attuale, in attesa dei conteggi definitivi, si sta dunque delineando una delle peggiori annate degli ultimi decenni, peggiore in termini di volumi addirittura a quella del 2014. C’è ora da capire se e quanto la neve, il freddo e le gelate invernali abbiano compromesso la salute degli olivi.

“Con i dati delle dichiarazioni dei frantoi, a tutto gennaio 2017, la situazione della campagna in corso delinea un quadro peggiore rispetto a quello che ISMEA, in collaborazione con Unaprol, aveva previsto a metà novembre quando, peraltro, si parlava già di un dimezzamento produttivo rispetto all’anno prima”. Si tratta dei dati riferibili a gennaio 2017. Sulla base delle indicazioni che arrivano dal mondo produttivo ISMEA, nell’ambito delle attività affidate dal Mipaaf ai fini della trasmissione dei dati alla Commissione europea, stima ora una produzione sulla soglia delle 200 mila tonnellate, il 58% in meno rispetto alla produzione dell’anno prima.

“Le pessime condizioni meteo di dicembre e gennaio, soprattutto, hanno creato ulteriori difficoltà nelle regioni del Sud e del Centro dove – si legge nel dossier di ISMEA – l’olivicoltura, già peraltro particolarmente colpita dalle vicissitudini precedenti, ha subito un altro duro colpo. Sono molte le regioni, peraltro, che hanno subito flessioni oltre il 60%, soprattutto nel Centro-Sud. Anche la Liguria, comunque, sembra particolarmente provata da una pessima annata. Umbria e Toscana pur mostrando delle perdite importanti, hanno contenuto la flessione intorno al 30%, mentre nel Nord si stima una progressione”.

Sul fronte del mercato si stanno consolidando gli aumenti in atto già da mesi. Nelle prime settimane di febbraio il prezzo medio dell’extravergine italiano è di 5,86 euro al chilo, in crescita di 10 centesimi su gennaio e di 2 euro al chilo su settembre quando era già evidente che la campagna in corso sarebbe stata quantitativamente scarsa. Nel Barese si stanno sfiorando i 6 euro al chilo, livello raggiunto solo agli inizi del 2015. Prezzi elevati, in media 5,75 euro al chilo anche in Calabria, mentre in Sicilia le quotazioni non scendono sotto i 6,40 euro al chilo. I prezzi attuali dell’extra risultano in aumento di oltre il 50% se confrontati con lo stesso periodo dello scorso anno, mentre sono sostanzialmente in linea con i primi mesi del 2015 quando la situazione disponibilità era simile a quella attuale. Parlando di produzione e mercato non si può non fare almeno un accenno alla situazione spagnola. Nel Paese iberico, infatti, le previsioni di inizio campagna si stanno rilevando piuttosto ottimistiche. Dai dati forniti da Madrid, a tutto dicembre 2016 l’olio ottenuto era il 25% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

1 Commento

  1. Salve, sono uno studente di statistica, l’articolo è molto interessante, sono particolarmente appassionato al settore dell’olio, potremmo dire che il dimezzamento della produzione, e il rincaro del olio, lo renderà un prodotto di pregio.. per gli extravergini di oliva “davvero” di qualità! Per quanto riguarda i consumi di olio del 2016 è già stato reso pubblico qualcosa? Vi ringrazio!

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