Marina di Rodi Garganico: sono solo parole, parole, parole…

La fresca notizia della disponibilità del dirigente del demanio regionale ad occuparsi della continuità dei servizi portuali per il trasporto passeggeri (attracco traghetti) e del ripristino della funzionalità dell’avamporto non mi entusiasma più di tanto, anzi mi preoccupa proprio per la fonte da cui proviene e per i soggetti che hanno partecipato all’incontro in regione dello scorso 22 marzo.

Se sono rose, fioriranno, ma temo che si raccoglieranno solo… spine!

Premetto che la costruzione del porto turistico di Rodi è stata la prima esperienza a livello regionale di un progetto di finanza dopo l’entrata in vigore del codice degli appalti e che tutta l’opera è stata realizzata senza un centesimo di contributo regionale.

Ricordo a chi potrebbe averlo dimenticato che il porto è stato a lungo motivo di decennali campagne elettorali e di inconcludenti cerimonie di posa della prima pietra passate all’oblio il giorno dopo.

E non posso evitare di ricordare che la comunità rodiana ha sperato nel porto per quasi un secolo, senza mai innamorarsene, dopo averlo ricevuto per grazia di qualche irriducibile idealista, e senza mai proteggerlo dagli attacchi ipocriti dell’amministrazione che l’ha avversato per farne oggetto di propaganda, accodandosi al dileggio di altre comunità vicine, che, sperando sempre di poterne avere uno proprio, hanno alimentato il ciarpame politico.

Ma devo anche ricordare per amore di verità che il porto è stato realizzato contro l’ostracismo della burocrazia del demanio regionale, e coloro che hanno partecipato, o semplicemente assistito, al dibattito della conferenza di servizi per approvarne il progetto non possono averlo dimenticato.

Detto ciò, parto dalla notizia secondo cui la dirigenza regionale del demanio si sarebbe ultimamente pronunciata a favore della rinuncia alla concessione demaniale da parte dell’impresa Cidonio, dopo aver lungamente sostenuto in giudizio la tesi della sua irrinunciabilità e dell’obbligo del gestore di proseguire la sua attività per l’intera durata della concessione (trenta anni) anche contro i suoi interessi imprenditoriali.

Premetto di ritenere personalmente questa dirigenza regionale, in procinto, come sembra, di essere estromessa dall’incarico, colpevole della crisi del porto almeno quanto l’amministrazione comunale e di non essere stato per niente sorpreso della sconfitta in Consiglio di Stato e della Regione e del Comune, a causa dell’illogicità e dell’insostenibilità delle posizioni prese contro Cidonio, che hanno scatenato la tempesta giudiziaria perfetta, demolitrice degli equilibri contrattuali.

E neppure mi sorprende come la notizia dell’escussione della polizza da parte della struttura regionale del demanio, iniziata come procedura lo scorso anno (30 maggio 2016, determina dirigenziale n. 228/2016), faccia notizia oggi, proprio in avvio del percorso elettorale per le amministrative 2017 per il rinnovo degli organi comunali, con una regia a tempo che saggia non è, ma solo lusingatrice, spudoratamente ispirata da chi è in ritardo di cinque anni con la sua gente ed in debito con la propria coscienza.

Ebbene la notizia di oggi non mi esalta perché mi preoccupano i suoi effetti in quanto essa è solo figlia dell’ignoranza degli attuali decisori, regionali e locali, atteso che secondo il regolamento prestazionale (art. 23) allegato al contratto “il concessionario consegnerà (n.d.r. alla scadenza del contratto, e dunque anche in caso di anticipata scadenza per rinuncia) il complesso portuale in perfette condizioni, immediatamente accessibile e fruibile”.

Se questo è scritto nel contratto, il dirigente del demanio regionale non può accettare tout court la rinuncia di Cidonio alla concessione e la riconsegna delle aree nello stato di fatto in cui esse si trovano, perché, prima di compiere altri eventuali passi incauti, egli deve subordinarle alla favorevole verifica delle condizioni contrattuali di accessibilità e fruibilità degli impianti, che allo stato non ci sono, e pretendere che tutto sia fatto dal concessionario, senza svincolarlo dai suoi obblighi  contrattuali e mettendolo in mora con un sensato rifiuto.

E così, persistendo il concessionario nella sua posizione,  il demanio regionale e il Comune, magari agendo in sinergia in danno di Cidonio inadempiente, potrebbero procedere al ripristino dell’intero complesso portuale (e non solo dunque dell’attracco traghetti e dell’avamporto per assecondare l’armatore di turno), escutendo sia la fideiussione a garanzia della concessione demaniale (675 mila euro), che quella indennitaria decennale (5 milioni di euro) prestata a tutela del Comune, assai più corposa e adeguata alle necessità di un’operazione a tutto campo, davvero convincente per la salvaguarda del pubblico interesse.

Si legge nella notizia che la Regione Puglia sarebbe disponibile anche a valutare la richiesta del Comune di rientrare nella titolarità della concessione demaniale e i presupposti per l’affidamento delle attività oggetto della concessione a un altro operatore economico, dando facoltà al Comune di attivarsi subito per la sua individuazione.

Dubito in premessa che il Comune in dichiarato dissesto finanziario possa caricarsi degli oneri concessori per rientrare nella titolarità della concessione demaniale, ma soprattutto che possa essere capace di fare tutto questo prima dell’estate e nel rispetto della legge, sempre che chi lo governa non abbia in mente di fermarsi alla prima osteria (magari, questa volta, marchigiana) per completare il suo ambizioso disegno distruttivo.

Temo, però, che anche questa facoltà concessa dal dirigente del demanio al sindaco sia figlia dell’ignoranza perché l’interruzione del rapporto contrattuale di concessione d’opera per legge comporta che il concessionario (Cidonio) debba essere rimborsato del valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti.

Se questo è vero, la ricerca del nuovo gestore, in qualunque modo il Comune voglia condurla, pro o contra legem, non può prescindere dalla verifica preventiva dei bilanci della società Cidonio e dalla quantificazione della quota di investimento non rientrata durante la gestione, onde trasferirla a mezzo degli atti di gara a carico del nuovo operatore.

Ed è questa una verifica seria, che si sarebbe dovuta fare prudentemente – e non è stata fatta – alle prime avvisaglie di contenzioso per essere chiari e convincenti nelle contropartite da offrire alle pretese societarie, magari lavorando ad un’intesa capace di accompagnare in uscita il concessionario, rinunciatario e sfiduciato dagli eventi a tutti ben noti, piuttosto che fargli causa e perdere inappellabilmente il giudizio.

Pensare adesso di estromettere sbrigativamente Cidonio dal contratto senza pagare dazio, pur di soddisfare un puntiglio personale, significa non aver capito nulla della sentenza del Consiglio di Stato ed accrescere l’ammontare del risarcimento danni su cui la battaglia giudiziaria è ancora tutta da giocare… e questa volta niente è scontato.

E allora devo pensare che sono solo parole, parole, parole… e lasciare che lo scorrere del tempo renda tutto un po’ più chiaro.

Tino Petrosino

12 commenti

  1. Maria Voto

    Purtroppo è proprio così che stanno le cose…

  2. Grazia Carrisi

    Nostalgia delle mie origine,

  3. Tommaso Ognissanti

    Nn c erano dubbi…..nn riescono neanche più a prenderci X fessi….. il problema è uno solo che chi ci va di mezzo è sempre L ultima ruota del carro cioè noi

  4. Michele Montecalvo

    Che parassiti che siete in questo paese siete riusciti a far morire anche io porto

  5. Carmine d

    Ma come? Quel poveretto dice che è andato a Bari apposta?

  6. Michele Montecalvo

    Si D andato per cantare un’altra sua filastrocca meno male che questo incubo sta per finire è l’unica cosa che mi viene da dire è che sono propio dei parassiti appatentati 🤘🤘🤘

  7. Maiorano Antonio

    Speriamo solo che tutto questo polverone non accechi qualcuno.

  8. Maiorano Antonio

    Ormai ci siamo mi associo a Michele Montecalvo questo incubo stà per finire, finalmente…..

  9. Mario Mariapia Bufis

    Il porto si trova così x colpa delle amministrazioni come tante altre cose

  10. Mario Mariapia Bufis

    E io vi voglio dire solo una cosa vergognatevi fate andare in rovina delle cose bella solo x ripicche Che state giocato a carte o a bigliardino

  11. ……..ma alla fine di tutti questi discorsi filosofici/ politici…sto verrà reso agibile entro la stagione estiva ormai alle porte? ….o dobbiamo ancora una volta sentire e subire i commenti umilianti dei turisti, che volendo fare escursioni alle Tremiti, devono imbarcarsi a Peschici o Capoiale!!!!….commenti tipo “hanno fatto il “porto turistico” e poi bisogna andare nei porticcioli di altri posti!! …forse lo hanno fatto per allevare cefali ed altre specialità ittiche locali”….e’ questo quello che pensano di questo monumento alla megalomania dei passati, presenti e futuri amministratori!!!

  12. Vergognatevi tutti!!!!
    ….siete solo capaci di buttarvi fango l’uno con l’altro!!!….e intanto Rodi sta’ toccando il fondo….anzi l’ha già toccato!!!

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