Lutto a Ferrovie del Gargano: deceduto il presidente Scarcia

Nella notte è deceduto all’età di 89 anni il presidente dell’azienda di trasporti pugliese, l’avv. Vincenzo Scarcia, da sempre a capo della storica società che gestisce il trasporto ferroviario regionale in Puglia e le autolinee in provincia di Foggia, che nel corso del suo lungo mandato ha saputo creare opportunità di occupazione per centinaia di lavoratori nell’intera Capitanata.

La posa dei primi binari nel Gargano ebbe inizio nel 1930 e avverrà utilizzando in parte i resti di un vecchio raccordo ferroviario militare precedentemente a servizio della base di idrovolanti sita in località San Nicola Imbuti, sulle sponde sud-occidentali del lago di Varano, che collegava San Severo alla base. I lavori furono affidati all’impresa Pietro Cidonio e furono portati avanti con solerzia, tanto da concludersi con quasi un anno di anticipo rispetto alle previsioni e permettendo l’inaugurazione ufficiale della ferrovia per il 27 ottobre 1931.

La prima corsa ufficiale partì dalla stazione di Rodi Garganico alla volta di San Severo alla presenza di una delle massime autorità dell’epoca, Costanzo Ciano conte di Cortellazzo in qualità di Ministro delle Comunicazioni. La corsa inaugurale però si svolse con trazione a vapore, in quanto ancora non terminati i collaudi della linea elettrica. Il 15 novembre 1931 la ferrovia venne aperta ufficialmente al pubblico ed esercitata con trazione elettrica.

Le Ferrovie del Gargano hanno inoltre sviluppato negli anni una rete di servizi automobilistici che si estendono su tutto il territorio della Provincia di Foggia e che sono regolati da contratti di servizio regionali, provinciali e comunali. Esiste anche una rete di servizi automobilistici interregionali, che partendo dai centri della Provincia di Foggia si dirigono verso le principali città italiane. Le città servite da questi servizi sono: Roma, Pescara, Ancona, Forlì, Modena, Bologna, Venezia Mestre, Parma, Padova, Milano, Torino e Orbassano.

Alla figura dell’avv. Scarcia sono legati i più importanti momenti della vita delle Ferrovie del Gargano e dei trasporti in provincia di Foggia. Un lavoro incessante, frutto di una lunga programmazione tesa a ridurre distanze e ad eliminare sacche di isolamento in un territorio difficile qual era la provincia di Foggia e il promontorio in particolare. Un percorso paralleleo, come quello di due binari, quei binari che hanno caratterizzato una dei più più mirabili percorsi della provincia di Foggia grazie anche alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali. Durante la sua cinquantennale gestione, sono stati tagliati importanti traguardi come l’ammodernamento della linea S.Severo-Peschici, il nuovo tratto sociale da San Severo ad Apricena, il treno tram Foggia-Lucera e l’inaugurazione della Galleria di Monte Tratturale, opera di straordinaria importanza tecnica e foriera di nuove prospettive per il territorio garganico contribuendo al suo sviluppo turistico. A cui si aggiungono il rinnovamento della flotta rotabili completata con l’acquisto dei moderni elettromotori Flirt e l’attivazione dei servizi statali su gomma con l’ausilio di una flotta di bus. Da non dimenticare il salvataggio dell’ex Ataf di Foggia, che permise di mantenere in vita l’azienda di trasporto pubblico salvando centinaia di posti di lavoro destinati a essere spazzati via dalla crisi della società di gestione.

Nessuno dimentica la sua ultima uscita ufficiale il giorno in cui venne dismessa la vecchia tratta ferroviaria San Severo-Apricena-S.Nicandro circondato dai collaboratori e dalla grande famiglia di Ferrovie del Gargano. Durante il tragitto, iniziò a fissare il paesaggio della Terra che tanto ha amato, assorto nei suoi pensieri, quasi ammaliato dalle lunghe distese di verde, dalle acque del lago di Varano. «Il nostro obiettivo – disse a un giornalista –, oltre a favorire gli spostamenti dei cittadini, è quello di avvicinare le micro economie della provincia di Foggia, quella del Gargano, del Tavoliere e dei Monti Dauni. Finalmente il Gargano, fino ad oggi emarginato dal resto della provincia per via delle lunghe distanze, grazie al nostro progetto può iniziare a dialogare con il resto della Daunia». Questo era il suo fare da imprenditore.

Fare impresa per il presidente era un impegno continuo, senza soste: modello di vita che ha sempre inculcato al suo managment e a tutti i collaboratori. «Una figura di grosso spessore imprenditoriale – commenta il dott. Vincenzo Germano, direttore generale delle Ferrovie del Gargano e nipote dell’avv. Scarcia – che ha coltivato questa Azienda e l’intero Gruppo con il fare del “pater familias” senza perdere di vista i compiti manageriali. Un grande esempio di Uomo, sempre attento alle esigenze di tutti, nessuno escluso, Ma anche un modello di vita e filosofia imprenditoriale di cui ora dobbiamo essere orgogliosi».

L’avv. Scarcia, nato armatore navale, già consigliere della Banca Popolare di Bari e presidente della Confindustria Foggia dal 1996 al 1999, coltivava anche altri sogni industriali. Su tutti il treno tram Rodi-Peschici Calenella, la galleria di Monte Pucci il cui progetto è in itinere e la possibilità di portare il treno a San Giovanni Rotondo, la città di San Pio.

I funerali dell’avv. Vincenzo Scarcia si svolgeranno a Bari oggi pomeriggio alle 16,30 nella chiesa di Sant’Antonio, in via Beatillo n. 5 a Bari, nei pressi della direzione generale delle Ferrovie del Gargano.

9 commenti

  1. Vincenzo Campobasso

    Chissà come finirà per qualche suo leccapiedi!

  2. Domenico Trombetta

    È il primo pensiero che le viene in mente leggendo di uomo che muore?

  3. Vincenzo Campobasso

    Domenico Trombetta Sì, signor Trombetta! Ma, ovviamente, il presidente Scarcia non c’entra nulla (o quasi). Bisognerebbe comunque che mettessimo da parte ogni bonomismo a posteriori. Il signor Scarcia è stato un grande imprenditore, sicuramente; ma, se (ed il SE è sottolineato) fosse stato poco giusto, dovremmo dire, dal momento che è morto, che è stato giusto? RIPETO: il signor SCARCIA non c’entra nulla; la mia allusione era ad altri, che forse nemmeno leggerammo il “pensiero” che mi è venuto per primo.

  4. Vincenzo Campobasso

    Mi scusi: ho detto “signor Trombetta”; DOTTOR TROMBETTA!

  5. Domenico Trombetta

    La sua risposta sostiene pienamente il mio disappunto. Buona vita.

  6. Domenico Trombetta

    Non deve scusarsi. Per me non è un problema. Mi chiami come crede.

  7. Vincenzo Campobasso

    Domenico Trombetta LA MIA E’ BUONA; come la mia, la auguro anche ANCHE A LEI, dottore! Io sono in pace con me stesso, non ho mai leccato il culo a nessuno e non amo chi lo fa (forse amo poco o nulla anche chi se lo fa leccare). Ovviamente, non alludo a lei, che non conosco (anche se il suo cognome mi è familiare, per aver avuto, in 4^ ginnasio, una insegnante di francese, cagnanese, nel lontano 1953-54, e per esserer stato in cordiali rapporti con un suo fratello, in anni successivi).

  8. Libera D

    Vivissime condoglianze alla famiglia.

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