Cosa sta succedendo al Gargano?

Dieci anni fa, un grosso incendio devastò Peschici, una meta turistica che attraeva e attrae ancora tantissimi turisti, di tutte le nazionalità. Un rigoroso paese, una rigorosa città, in qualsiasi modo voi la vogliate chiamare: una grande attrazione per i turisti. Cosa succede? Ignoti, o meglio non ricordo se furono acchiappati i colpevoli, ma comunque sia, determinata gente, appiccò fuoco a delle sterpaglie, che alimentate dal vento, bruciò ettari e ettari di vegetazione. Vegetazione che viene classificata come il polmone del Gargano. Non si sa per quale motivo, ma tralasciamo tutto.

Cosa succede dopo 10 anni esatti? Ci risiamo di nuovo. Un altro incendio a Peschici. Per quale motivo? Non si sa ancora. Voci di piazza, voci di gente, voci di bar, dicono che questi incendi vengono applicati come “ricatto” o come “estorsione”. In che senso? “Non mi metti a lavorare?” Bene: “Appicco fuoco e poco mi interessa. Imparerai la lezione” È questione di burocrazia? Chi lo sa. Questione di “fame”? Non si sa. Come si suol dire, la gente deve “mangiare”.

Facendo cosi, non mangi niente, anzi… mangi il turismo. Porti alla gente quel sentimento di terrore, di paura alla gente che spende, che investe nel turismo; e lo sappiamo tutti che queste località vivono di turismo. Tolto il turismo, sono località morte.

Caro responsabile di tutto ciò: un esame di coscienza. Hai una determinata età e credo figli a me coetanei. Sai che tutto ciò è una catena? Cosi come la catena alimentare? Sai cos’è l’economia? Se non girano i soldi, se non si spende, se non si guadagna, si “muore”. Non ti danno il posto di lavoro? Inventatelo, cercarlo. Cosi facendo crei solo danno.

Al presidente Emiliano, al Presidente della Repubblica e a tutti gli organi annessi: la vostra solidarietà non potrà mai attenuare il danno. Rinforzate il personale, i mezzi, le modalità di intervento. Cosi come si può soffocare la candela con un bicchere, cosi si può domare un incendio. Non è facile, sicuramente, ma investite, investite e investite.

Non bastano 10 operai ARIF e 10 vigili del fuoco (numero prettamente casuale). Servono almeno tante volte tanto il numero indicato, soprattutto nelle località a rischio. Non servono fondi della comunità Europea: basta creare un conto bancario in cui ognuno versa la soglia massima di 1 € e, moltiplicato per tutta l’Italia intera, credetemi, si può fare di tutto.

Termino qua il mio sfogo e vorrei tanto che ciò venga pubblicato e reso noto a tutta l’Italia.

In bocca al lupo a tutte le persone impiegate. Grazie per ciò che fate. Grazie per il cuore che ci mettete. Grazie per la vita che mettete a rischio, sapendo che qualcuno a casa vi sta aspettando. Grazie. La storia insegna.

Lettera firmata

4 commenti

  1. Sposa Beautifulmy

    Vorrei capire secondo te chi sarebbe la gente cogliona? Fammi capire..

  2. Menomale che è arrivato il Presidente della Regione michele emiliano, che risolverà tutto; i responsabili saranno condannati con pene esemplari e obbligati al risarcimento dei danni. Residenti e turisti saranno rimborsati e risarciti. Gli operatori turistici riceveranno incentivi statali/regionali per rialzarsi; il Comune riceverà fondi per la messa in sicurezza delle aree e piani di prevenzione e ad ogni cittadino sarà data una candela per l’immancabile fiaccolata alla quale ci si affida negli ultimi anni dopo qualsiasi fatto di cronaca

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