Abusi nel santuario di Padre Pio, i giudici smontano le accuse

Assolto “perché il fatto non sussiste”. A mettere un primo punto fermo sulla vicenda che vede imputato il dipendente del convento dei cappuccini di San Giovanni Rotondo, Matteo Nardella, per i reati di violenza sessuale, lesioni e molestie occorsi all’interno della portineria della struttura religiosa nei confronti della sua collega Anna Verde, è il Tribunale di Foggia che, al termine del dibattimento, giovedì scorso ha emesso la sentenza di assoluzione con formula piena, respingendo la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero di 3 anni e 8 mesi e di un risarcimento di 50mila euro avanzata dalla parte civile, l’avvocato difensore di Anna Verde.

Il processo di primo grado si avviò nel 2012 a seguito della denuncia della donna che si presentò in pronto soccorso dichiarando di aver ricevuto lesioni dopo aver respinto un approccio sessuale del Nardella. Il caso suscitò molto clamore mediatico sia perché coinvolgeva i luoghi in cui visse Padre Pio, il Santo del Gargano che ogni anno attira a San Giovanni Rotondo milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, sia perché nel 2015 divenne oggetto di un servizio televisivo curato da Matteo Viviani per il programma “Le Iene”, durante il quale alcuni frati dichiararono di aver assistito a episodi di molestie nei confronti della signora Verde, testimonianze che i giudici hanno ritenuto non attendibili poiché contrastanti tra loro.

6 commenti

  1. Michele Montecalvo

    Se era un altro poveretto gli avrebbero dato 20 anni sicuro !!!!!

  2. Lucio Spalatino

    l’ho sempre detto,tutta quella gentaglia:preti,cardinali,vescovi e quant’altro dovrebbero andare tutti a lavorare,a scaricare i meloni,sti parassiti

  3. Vero Lucio…verissimo

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