Mappa provinciale della differenziata, male il Gargano

Maglia nera per Peschici (0,77%) seguito da Rodi Garganico (5,43%), Carpino (6,62%) e Vieste (10,02%). Percentuali incoraggianti per San Giovanni Rotondo (53,12%), Cagnano Varano (48,78%), Monte Sant’Angelo (48,15%) e San Nicandro Garganico (43,83%) 

È andata così la raccolta differenziata in provincia di Foggia secondo i dati più recenti pubblicati sul catasto rifiuti di Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) riferiti al 2015. Dati che hanno consentito al Sole 24 Ore – Infodata di realizzare una mappa interattiva che utilizza una scala di colori tra il rosso e il verde per mostrare graficamente la percentuale di rifiuti differenziati nel corso dell’anno di riferimento. Al netto delle possibili inesattezze causate da qualche mancata comunicazione al catasto rifiuti, il Gargano ne esce malconcio con dati che in alcuni casi sono paragonabili a quelli del terzo mondo in termini di quantitativi di rifiuti differenziati raccolti.

Una mappa impietosa che si affianca nel quadro delle inefficienze a quello fotografato da Legambiente con l’iniziativa “Comuni ricicloni” in cui il Gargano è stato definito un territorio in cui la gestione dei rifiuti è approssimativa e in netta controtendenza con il resto dell’Italia dove invece aumentano i comuni “rifiuti free”, l’eccellenza nell’eccellenza, in cui si supera il 65% di raccolta differenziata e si producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato.

A sentire il parere degli attori principali di questo scempio ambientale che si protrae da anni senza sostanziali differenze sui valori aggregati dei singoli comuni garganici, le responsabilità sono da ricercare sempre in qualcun altro: tra le amministrazioni comunali che gestiscono troppo allegramente la raccolta, tra i cittadini che non conferiscono correttamente i rifiuti, tra le aziende e gli operatori ecologici che non fanno fino in fondo il loro dovere.

Frattanto il tempo scorre inesorabile e arreca danni incalcolabili e forse irreversibili ad un territorio che langue in termini di decoro ambientale, per lo smisurato accumulo di rifiuti nelle poche discariche funzionanti, per le Bandiere Blu che sventolano in lidi balneari lontano da qui. Un rimbalzo di responsabilità in cui come sempre ad avere la peggio è chi nel territorio ci vive ed è costretto a pagare per servizi spesso inefficienti o addirittura inesistenti e, come se già non bastasse, deve anche subire l’onta mediatica generata dall’eco di simili notizie sulla stampa nazionale e locale, cartacea e digitale, da più di una settimana.

2 commenti

  1. Salvatore Iovine

    Terribile !!!! Inconcepibile nel XXI secolo

  2. Nicola Vecera

    Scusate, il problema sussiste nei paesi con moltissime attività commerciali. Peschici ad esempio l’ umido sono 4 volte a settimana, avere materiale organico nei magazzini i nelle cucine per 2 gg sapete cosa si rischia? Il comune ha avuto uno sgravio del 25% sui rifiuti quindi non è così. Aggiungo l’ azienda che ha questo appalto gestisce veramente male la situazione, al punto tale che ogni giorno la gente è arrabbiata e stufa. Io in primis sono uno di quelli. Ad oggi non rischio nel mio locale creazioni di micro batteri e così facendo anche creazione di animali potenzialmente pericolosi nel mio locale.
    Vofgliamo tutti essere civili ma anche chi gestisce questo lo debba fare con noi.

    PS io la prossima tassa sui rifiuti non la pago.

Commenta

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!

Condividi il post con i tuoi amici