La Consulta dichiara incostituzionale l’ecotassa regionale sui rifiuti

A stabilirlo una sentenza di pochi giorni fa della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la legge pugliese sull’ecotassa accogliendo un ricorso di un gruppo di comuni leccesi 

Gridano vittoria 70 Comuni del Salento, che avevano proposto ricorso fin dal 2014 e ora potranno chiedere la restituzione di 10 milioni di tributi pagati negli ultimi quattro anni. Ed esultano anche i restanti Comuni pugliesi, che beneficeranno dell’effetto domino della sentenza. Secondo la Corte costituzionale, a rendere inefficace la legge 38 del 2011 è il meccanismo utilizzato dalla Regione Puglia per stabilire a quali Comuni spetta la riduzione del tributo, utilizzando la raccolta differenziata (all’atto in cui essa avviene) come parametro.

La Corte suprema ha accolto la tesi dell’avvocato Luigi Quinto e chiarito che non si può dare rilievo solo al momento iniziale della raccolta ma, per capire quanto i Comuni siano virtuosi, bisogna valutare la fase del trattamento della spazzatura e ciò che, alla fine, arriva in discarica. Tale sentenza rimette in discussione il sistema di tassazione sui rifiuti utilizzato nell’intera Puglia, obbligando gli uffici regionali a rivedere l’imposizione tributaria a città e paesi.

La vicenda è nata nel 2014, quando molti sindaci del Salento hanno deciso di trascinare la Regione davanti ai giudici amministrativi, contestando l’ecotassa a 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuto in discarica. Tale cifra rappresentava l’aliquota massima per i Comuni che non avevano raggiunto i livelli di raccolta differenziata indicati, ai quali non veniva applicata la riduzione del 20 per cento prevista per i “virtuosi”.

“La Regione ha ritenuto che la riduzione del tributo operasse esclusivamente in relazione alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta da ciascun Comune – ha precisato l’avvocato Quinto – sia in valore assoluto sia come incremento rispetto all’anno precedente. In tal modo ha disapplicato la legge statale risalente al 1995, che invece valorizza il trattamento cui i rifiuti sono sottoposti prima del loro definitivo smaltimento”.

Nel ricorso presentato al Tar, è stato evidenziato come il sistema impiantistico per trattare i rifiuti della provincia di Lecce determini lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta di ciò che viene raccolto, nella misura del 30 per cento, la più bassa della Puglia. “Non si può dare rilievo esclusivamente al momento iniziale del sistema di raccolta, ma è ugualmente significativa la successiva fase di trattamento – aveva scritto il legale – poiché quello che rileva è il quantitativo finale che viene conferito in discarica”.

Tale tesi nel 2015 fu condivisa dal Tar Lecce, che chiese alla Corte costituzionale di verificare la legittimità dell’intera norma regionale. Dalla Consulta, è arrivata la decisione che dà ragione ai Comuni: la legge pugliese è in contrasto con quella statale, perché non riconosce premialità a chi differenzia bene i rifiuti nella parte finale del trattamento ma soltanto in quella iniziale.

“Della sentenza della Corte Costituzionale beneficeranno tutti i Comuni della Regione Puglia – ha spiegato ancora l’avvocato Quinto -. La sentenza varrà per le annualità future, a partire dal 2018, per l’intera provincia di Lecce, indipendentemente dal fatto che gli enti abbiano proposto ricorso. Ma varrà anche per le altre province pugliesi nelle quali i rifiuti vengono sottoposti a trattamenti altrettanto efficienti prima del loro conferimento in discarica. Per quanto riguarda le annualità pregresse i benefici riguarderanno i soli comuni che hanno proposto i ricorsi davanti al giudice amministrativo”.

I Comuni che si sono appellati al Tar risparmieranno circa 3 milioni all’anno e potranno chiedere alla Regione il rimborso delle somme maggiorate pagate negli ultimi quattro anni, ovvero circa 10 milioni di euro.

Di seguito la sentenza integrale n. 85/2017 della Corte Costituzionale.

1 Commento

  1. Giannangelo Pecorelli

    io i rifiuti…li frantumerei per fare le fontamenta in calcestruzzo miscelando in parte

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