Il mare di Rodi Garganico è sempre più blu

rodi-garganicoPubblicato dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente il bollettino periodico con i dati dei campionamenti effettuati nel mese di Luglio 2016 

È un mare particolarmente pulito quello che emerge dal monitoraggio periodico delle acque di balneazione condotto dall’ARPA, l’Agenzia Regionale pugliese per la salvaguardia dell’ambiente. Da Bagno Romagna a Lido del Sole fino alla foce del canale Asciatizza sulla strada statale 89 verso San Menaio, lungo tutto il litorale di Rodi Garganico sono in totale dieci i punti di campionamento presi in esame lo scorso 13 Luglio 2016 dai tecnici regionali e nei quali i valori rilevati di Enterococchi intestinali e Escherichia coli sono risultati pari a zero, segno inequivocabile dell’ottima qualità delle acque di balneazione esaminate e massima garanzia per i tanti bagnanti che durante la stagione estiva affollano le spiagge.

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La normativa – A decorrere dalla stagione balneare 2010, con il Decreto legislativo 30 maggio 2008 n. 116 e con la successiva pubblicazione del Decreto Ministeriale 30/3/2010 (G. U. del 24 maggio 2010 S.O. 97), l’Italia ha recepito la Direttiva europea 2006/7/CE sulle Acque di Balneazione. Diversi sono gli aspetti innovativi introdotti dalla nuova normativa, tra i quali:

  • la definizione delle acque di balneazione, intese come aree destinate a tale uso e non precluse a priori (aree portuali, aree marine protette – Zona A, aree direttamente interessate dagli scarichi, ecc.);
  • la determinazione di soli 2 parametri microbiologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali;
  • la frequenza di campionamento mensile nell’arco della stagione balneare (ad iniziare da aprile sino alla fine di settembre) secondo un calendario prestabilito;
  • il punto di monitoraggio fissato all’interno di ciascuna acqua di balneazione;
  • la definizione dei Profili delle acque di balneazione;
  • la classificazione delle acque sulla base degli esiti di quattro anni di monitoraggio, secondo la scala di qualità: “scarsa, sufficiente, buona , eccellente” (entro il 2015);
  • la regolamentazione degli episodi caratterizzati da “inquinamento di breve durata“ o da “situazioni anomale”.

Il Ministero della Salute ha attivato il Portale Acque per la raccolta dei dati e la relativa informazione al pubblico a partire dalla stagione balneare 2010. Per quanto riguarda la Regione Puglia è comunque disponibile un bollettino pubblicato in rete con cadenza mensile a partire da maggio sino ad ottobre di ogni anno. Nel bollettino, reperibile dal Portale ARPA Puglia, sono riportati i risultati analitici prodotti dai Dipartimenti Provinciali ARPA Puglia, e relativi alle acque marino-costiere destinate alla balneazione nelle sei provincie pugliesi (sono escluse le zone precluse a priori, quali quelle portuali, quelle protette – Zona A, quelle direttamente interessate dagli scarichi, ecc.).

Nel bollettino sono indicati:
a) le date di monitoraggio;
b) i punti di campionamento;
c) i risultati analitici per ciascuna delle acque di balneazione designate, con l’indicazione di eventuali superamenti rispetto ai limiti di legge (200 UFC – Unità Formanti Colonie – per gli Enterococchi intestinali e 500 UFC per Escherichia coli).

4 commenti

  1. Vincenzo Campobasso

    1°. UNA DOMANDA: CANALE ASCIATAZZA o ASCIATIZZA; 2°: UN’ALTRA DOMANDA (ma non la rivolgo a te, Marco): 50 mt dalla riva, che senso ha? Dallo scarico di Rodi, al largo della BAIA DI SANTA BARBARA, è sicuro che non vengono spinte acque sufficientemente disinquinate fino alla riva?

  2. Marco Sciarra

    Ritengo che l’errata trascrizione del nome del canale nel bollettino regionale sia frutto di un refuso. In merito alle tecniche di rilevazione, derivano da norme standardizzate che sono quindi costanti per tutti i prelievi e comunque riferite alle acque in cui normalmente la gente fa il bagno

  3. Vincenzo Campobasso

    Marco Sciarra Grazie, Marco: ASCIATIZZA (in rodiano, ricordo che mio padre diceva A DDASCIATìZZ [cioé, AD ASCIATìZZ], per indicare una fonte molto lontrana da Rodi, dove si supponeva che fossi andato ad attingere l’acqua, atteso che avevo impiegato troppo tempo rispetto a quello che avrei immpiegato andando ALLA FUNDèN’). Quanto al secondo punto, ti avevo detto che la domanda non era rivolta a te, nel senso che tu non sei responsabile delle norme dettate dal Ministero della Salute (o dalla Regione). La conseguenza è che uno, per la propria sicurezza, non dovrebbe andare oltre i 50 m, dalla battigia. E l’informazione dovrebbe essere resa pubblica (e magari lo è), con buona pace di chi emana le norme.

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