Non rimanete con il cerino in mano!

comune-rodi-garganicoQuando un comune dichiara il dissesto finanziario la sua capacità decisionale passa di mano, dal sindaco (e dai consiglieri) al commissario governativo; le tasse e le tariffe comunali sono elevate, le assunzioni bloccate e la pianta organica del Comune deve essere rivista al ribasso con la possibilità di una mobilità obbligatoria per i dipendenti; i servizi non indispensabili non più elargiti.

Lo dice la legge e il sindaco che con le sue delibere è contro la legge mente sapendo recidivamente di mentire!

Il sindaco del comune dissestato sarà tenuto ad approvare un bilancio basato principalmente sull’aumento delle entrate al livello massimo consentito; vale a dire che egli dovrà applicare per i tributi le aliquote più alte, introducendo nel caso di Rodi l’imposta di soggiorno che aveva soppresso, e dovrà combattere l’evasione fiscale sepolta negli armadi.

La dichiarazione di dissesto è sempre apparsa a tutti i politici di questo mondo una negatività da evitare per non essere poi costretti ad emanare provvedimenti pesanti; ma non qui, a Rodi Garganico, in un altro mondo, dove nulla si è fatto per scongiurare il dissesto, pur potendo contare gli amministratori locali sulla ragionevolezza di un piano di riequilibro di bilancio, saggiamente loro offerto, progressivamente utile ad estinguere passività straordinarie provocate in massa da sentenze – passate in giudicato – di condanna di un passato senza regole veraci.

I provvedimenti da adottare oggi, ad esempio in materia di personale e di tributi locali, sono sempre stati ritenuti talmente pesanti che gli enti sono arrivati alla dichiarazione di dissesto solo quando non è stato più possibile per loro pagare neppure gli stipendi ai dipendenti.

Ma ancora così non è stato per i governanti rodiani al punto che dalla dichiarazione di dissesto in poi essi, da veri dissennati piuttosto che disastrati in finanza, hanno deciso di darsi uno stipendio, il primo in tutta la storia locale.

Stipendio che, ne sono convinto, dovranno restituire presto, perché assolutamente incompatibile con lo scenario finanziario da essi costruito in mala fede, nascondendo anche la presenza dell’anticipazione quasi tri-milionaria ottenuta dallo Stato proprio per pagare i debiti arretrati.

La dichiarazione di dissesto dunque ha rappresentato un punto negativo di svolta politica del presente, ma a pagarne il prezzo sarà la cittadinanza, che d’ora in avanti, lo spero, dovrà essere più attenta al suo futuro per non farsi … impallinare dalla politica degli sprovveduti.

Sento e vedo che sono ricominciate le finte moine, le promesse di lungo corso, i convegni leziosi e ingannevoli nel fine ultimo; osservo che si è dato via agli abboccamenti più o meno subdoli, alle imboscate più insidiose, e temo che così sarà per lunghi mesi di raggirante attesa elettorale.

Ne avverto la presenza in ogni dove, pari alla certezza che le strategie via via saranno sempre più prive di ritegno, sempre più imprudenti, sempre più sfrontate e, ahimè, prevaricatrici del buon senso.

Son convinto che il canto ammaliante delle sirene farà dimenticare ai singoli che ne saranno attratti il bisogno collettivamente avvertito in questi ultimi mesi e gridato di sbarazzarsi di immondi predicatori, solo perché in cambio si è ricevuta la promessa effimera del posto, o di una garantita clandestina soprelevazione, o del condono sicuramente improcedibile, o dell’affranco abusato dal pagamento dei tributi, insomma quella stramaledetta buona parola sussurrata in camera caritatis che dovrebbe allungarti la vita, ma accresce spietatamente solo l’agonia di chi è nel bisogno vero o l’ingordigia bulimica di chi pretende per sé sempre di più.

Attenti, però, perché la politica di bilancio dei prossimi anni dovrà legarsi alla dichiarazione di dissesto ed essere costruita in base: all’aumento delle imposte, delle tasse, dei canoni nella misura massima di legge; all’immediato recupero della base tributaria evasa; alla riscossione con la massima speditezza dei proventi derivanti dal rilascio delle concessioni edilizie; alla copertura integrale dei costi di gestione del servizio per lo smaltimento dei rifiuti; all’eliminazione dei servizi non indispensabili; al contenimento dei livelli di spesa entro limiti di prudenza; alla copertura obbligatoria dei costi (minimo 36%) di tutti i servizi a domanda individuale (vedi mensa scolastica e trasporto scuolabus) e, quindi, applicazione di tariffe massime per tutti.

E questo accadrà non sotto la regia del sindaco, ma sotto il controllo dell’Ufficio Risanamento Enti Dissestati istituito presso il Ministero dell’Interno, e non si sfugge!

E a tutto questo bisognerà poi aggiungere il quadro locale di riferimento, abbastanza lacero, la difficilissima ricostruzione di un patrimonio di beni, valori e di immagine disperso in poco tempo ai quattro venti, calpestato dalla calata dei barbari che l’hanno vilipeso, interrompendo la straordinaria scalata di Rodi sui mercati del turismo, la sua riconquistata competitività,  il suo rinato enorme appeal complessivo.

La consapevolezza di quello che purtroppo è accaduto concorre inesorabilmente a rendere lo scenario davvero preoccupante per tutti, per la città ma soprattutto per tutti quelli che avranno voglia di proporsi, di misurarsi, di cimentarsi con e per il futuro prossimo delle giovani generazioni, ma con un giocattolo guasto che potrebbe anche non funzionare più.

E allora, amici, non bisogna farsi ingannare dai falsi profeti, occorrerà essere assai prudenti nella scelta di uomini o donne e apparentamenti cui accompagnarsi in questo nuovo viaggio  perché si rischia di rimanere ancora una volta con il cerino in mano e bruciare colpevolmente un’altra occasione di vita.

Tino Petrosino

2 commenti

  1. ma i nostri cari amministratori sanno che saranno sotanto c…i loro?

  2. il problema e sempre il solito, per risolvere l’agonia di questo paese bisogna effettuare un vero Controllo Sociale su come spendono i soldi dei contribuenti finchè non facciamo questo sarà solo un’oceano di parole al vento, tesi, pettegolezzi e quant’altro che naturalmente non portano a nulla di buono, ma solo alla depressione, smarrimento e sfiducia in tutto.
    Vogliamo cambiare approccio e mentalità ?

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