A caccia di… vittime!

rodi-garganicoCon le prossime amministrative, che si terranno nella primavera del 2017, la ricerca dei candidati al consiglio comunale diventa sempre più ardua, nonostante le smentite dei candidati sindaco, che confermano ai quattro venti la propria lista già pronta da mesi! Contrariamente a quanto questi asseriscono la realtà è ben diversa e a volte il loro comportamento, nell’adescare i candidati, è così evidente che rasenta il ridicolo ma anche pietismo!

Qui di seguito la mia analisi con esiti molto significativi. Prendo ad esempio l’imprenditore turistico, che mai e poi mai candiderebbe se stesso o uno dei suoi congiunti, semmai si studierebbe il candidato sindaco per carpire informazioni utili alla sua struttura, e a conferma del “tacito assenso” di uno o più scheletri nascosti nel proprio armadio! Anche il professionista si guarderebbe bene dal candidarsi e le motivazioni sono molteplici, che vanno da eventuali appalti a livello comunale a incarichi da parte di privati che non lo ritengono… etichettato! Sullo stesso piano metto il commerciante! Allora non mi rimane che passare ai raggi ics i semplici cittadini elettori, che divido in quattro classi: il disoccupato, il lavoratore dipendente, lo studente e la persona per bene, agiata ma ricca anche culturalmente.

Il disoccupato, quello cronico che considero un parassita e vive sulle spalle dei tartassati, è da scartare a priori, in quanto alla mercé di chi offre di più! Anche il disoccupato coatto è da scartare, poiché questi vive con la speranza di un posto fisso che l’amico dell’amico gli ha promesso a dopo elezione! Il lavoratore dipendente, invece, proprio perché salariato fisso e avendo raggiunto la sua serenità familiare, da una candidatura se ne starebbe alla larga! E lo studente come reagirebbe? Sarebbero gli stessi suoi familiari a dissuaderlo e continuare i suoi studi. Invece la persona per bene, istruita, stimata dai suoi concittadini, pronta ad aiutare il prossimo e con forte personalità, è il candidato sindaco a non volerla in lista, proprio perché di forte personalità, che lo metterebbe su un piano conflittuale da oscurare il suo ruolo di… prima donna! Risultato? Un candidato sindaco e quello uscente saranno costretti ob torto collo a ricandidare gli stessi personaggi, molti invisi alla popolazione e alcuni annunceranno il definitivo ritiro dalla politica, e ciò comporta la caccia ai… riempitivi, mentre per gli altri due la ricerca dei dodici apostoli verrebbe ostacolata anche dal Padreterno!

Il titolo di quest’articolo “A caccia di… vittime!” è più che appropriato, poiché chi farà parte del consiglio comunale, non sarà altro che un burattino nelle mani del suo sindaco, e la sua funzione si limiterà solamente ad alzare la mano ogni qualvolta che gli viene richiesta! Chi invece oserà prendere qualche iniziativa nell’interesse della comunità ma in disaccordo col suo sindaco o vorrà dargli qualche consiglio… non avrà vita facile in comune! Teodoro Morettti docet! Gli ultimi allievi della scuola “morettiana” sono allergici a qualsiasi genere di suggerimenti e consolidano il loro potere con la minaccia, l’infamia e il ricatto! Rodi Garganico ha bisogno di un cambiamento drastico sia di uomini di morettiana memoria sia del modo di fare politica.

Mi auguro che quei pochi giovani ancora residenti in loco prendano coscienza dell’attuale situazione politica e coraggio nel formare una lista di persone oneste, disinteressate e dedite alla RINASCITA della nostra RODI GARGANICO. A questi darò il mio appoggio, se lo gradiranno.

Nino Gervasio

7 commenti

  1. Nicola de Felice

    In alcune cose concordo, come il fatto inconfutabile che sono in primis i genitori a lottare contro ogni possibilità che i propri figli possano decidere di farsi carico delle sorti della propria città, prima di tutto perché potrebbe venir fuori qualche altarino di cui sono colpevoli (posso certificare come la rovina della nostra città sono il 90% degli ultra 50enni e non certo i giovani), e poi perché a Rodi un giovane é per bene solo se ottiene con il lecchinaggio più schifoso un posto dietro qualche scrivania, anche se questo dovesse fruttare la.decima parte di quanto frutterebbe un lavoro da artigiano, ad esempio. Non é un giovane per bene, altresí (per usare un termine comune in materia di diritto), quello che scende in piazza, ascolta, decide di combattere e vince le battaglie per se e per tutti, perché costui si mette contro i vertici i quali invece (secondo loro) devono soltanto essere serviti e riveriti, non il contrario visto che sarebbero, almeno sulla carta, semplici rappresentanti di un popolo che li ha scelti appositamente per risolvere i nostri problemi. Io sono un esempio vivente di questa sciagurata mentalità che nasce proprio da quelli più colti ed apparentemente piû intelligenti, ma che basta un minuto per capire quanto siano capre buone neanche alla mungitura. Son d’accordo anche sul fatto che da piu di un decennio a rodi i giovani sono considerati tutti, me compreso, degli sprovveduti senza ne arte e ne parte ma che poi si usa il termine “giovani” per darsi battaglia politica e cercare di persuaderne qualcuno il quale poi resta puntualmente con tanto do naso e con un pugno di mosche in mano. Nel mio caso, giusto per non parlare di terze persone, ho avuto la fortuna di avere una madre con una cultura ed una intelligenza assolutamente fuori portata per l’intera città me compreso ed un padre col cervello di un genio nato nel posto sbagliato, i quali non mi hanno mai limitato nelle mie scelte ma che hanno saputo addirittura fermarsi e e fare un passo indietro in mio favore nella giustizia delle mie decisioni, ed ho avuto, meno di quelle che ritenevo opportune visto il mio impegno ed i risultati, (ma almeno ne ho avute), le possibilità per crescere, fare esperienza, sbagliare e fare non passi ma balzi in avanti a stretto contatto e collaborazione prima con le autorità pubbliche quando erano in carica, e poi con gli amici esponenti politici una volta concluso il mandato, opportunità che non mi sono state concesse da chi é arrivato dopo semplicemente perché in disaccordo ideologico. Le condizioni sociali e morali in cui versano i giovani rodiani non li mettono neanche lontanamente nell’ottica di pensare solo per un secondo alle sorti della propria città, la quale é rea di avergli fregato dalle mani il futuro. Fino a quando i ragazzi, quelli davvero fieri e capaci di certe decisioni, non avranno la possibilità di lavorare ed essere protagonisti in prima persona della rinascita di questa città non ci sarà alcun progresso e non sono gli attuali politici di qualunque fazione siano a dovergliela dare. Tocca al resto della cittadinanza scendere dal piedistallo di ignoranza su cui traballano e penso che sarà molto difficile che accada.

  2. Nicola de Felice ha voluto raccontarci la sua vita che è da stimare, ma il problema posto è: chi avrà il coraggio di candidarsi dopo un’esperienza disastrosa e devastante per l’economia di Rodi che ci ha fatto e ci sta facendo vivere la sciagurata e disastrata squadra di Nicola Pinto?
    Sento dire da più parte che lo stesso nostro illustre sindaco intende ricandidarsi: o questo è uscito di senno o la vecchiaia gli ha offuscato quel lumicino di intelligenza -politica- che forse gli è rimasta…………. anche se continua a essere usata nel peggior modo possibile.
    Altrettanto spero che quei quattro cani randagi che formano l’attuale vertice amministrativo rinuncino a gamba tesa ad eventuali inviti a ricandidarsi perchè, se qualcuno di loro è tanto stupido da accettare, allora questi sono più co….ni di quanto abbiamo creduto fino a oggi.
    Per fortuna il nostro amato sindaco ha creato nuovi posti in direzione con la cittadinanza onoraria alla Ricciarelli, a Peppino Prencipe e da ultimo al Bevilacqua: saranno loro a comporre la lista che il nostro sindaco sta preparando? Magari con qualche new entry dell’ultimo momento. Tanto a Rodi si fanno consigli comunali in media ogni 15 giorni, Pensare che i comuni di Roma e Milano, insieme, non ne fanno tanti quanti se ne fanno a Rodi per stupidaggini e barzellette. Staremo a vedere, intanto….. che Dio ce la mandi buona

  3. Certo che ci vuole molto coraggio ad offendere LR persone dietro un nome fasullo e con una maschera. Tu potresti fare il Sindaco sicuramente!!!!!

  4. Ci vuole anche coraggio a difendere certe persone….

  5. no, amico Giuseppe, il sindaco potresti farlo tu visto che la tua cultura arriva a farti parlare come ti sei espresso.
    Ma se non riesci con i tuoi occhi a vedere quello che l’amministrazione disastrosa dell’amico Pinto ha prodotto in questi anni, mi spiace dirtelo: sei tu a non aver capito nulla di te stesso nè della tua vita che mi auguro si svolga diversamente da queste tue uscite allegoriche. vita:

  6. ….mi sa che l’amico Giuseppe l’intenzione ce l’ha di candidarsi…

  7. mio caro Giuseppe, io non intendo fare nè il sindaco di Rodi nè cimentarmi in politica.
    E mi ha sorpreso il tuo commento del 28 aprile scorso in cui mi accusi di nascondermi dietro l’anonimato: ma, amico mio, tu che nome hai dato per rispondere al mio commento? Giuseppe!!! Giuseppe chi? Anonimo come me! Che ti piaccia o no!
    Non commento sull’articolo di Nicola de Felice perchè chilometrico e sviluppato in un solo accapo non merita neanche di essere considerato (stando in Italia, un minimo di conoscenza delle regole d’italiano dovremmo conoscere… e lì non ci sono!)
    Io penso, amico Giuseppe, che dovresti fare un’attenta revisione delle tue convinzioni; le stesse che ho fatto io quando da convintissimo uomo di sinistra ho abbandonato quella ideologia per approdare all’antica a prescindere:
    Ascoltami, non farti suonare da campane stonate, decidi con la tua intelligenza, se ce l’hai; almeno non lasciarti incantare dalle sirene delle politica:

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