Vico, piazzetta del Conte: la replica di Angelicchio

centro-storico-vico-del-garganoCaro Direttore,

con mia grande sorpresa leggo nella corrispondenza all’ l’ATTACCO, di sabato 23 luglio 2016, una lettera di tre professionisti, due Architetti, Sergio Afferrante e Domenico Zezza, un ingegnere Roberto Bonifacio, in risposta al mio arrabbiatissimo intervento sull’intonaco subito dalla torre dell’antica cinta muraria in piazzetta Del Conte, “Vico del Gargano, Amministratori e Soprintendenza, la regola dell’asino gratta asino.”

Il titolo è chiaro, ma non per i tre professionisti, i quali mi chiedono di fare nomi, cognomi, indirizzo e fatti, cioè un lavoro da spia. Sapevo che l’avrebbero buttata su questo versante, è storia vecchia. Mi chiedono di esternare delle scuse e non so a chi. Confermo e ribadisco tutto quello che ho scritto: “Alla luce dei risultati, che tocchiamo con mano tutti i giorni, possiamo tranquillamente affermare, che questi signori sono veramente esperti solo della fettina…”

Non ho mai scritto, e parlato, “di ricettacolo di mazzette”, “di pochi spiccioli”, ed altro. Queste sono Loro affermazioni, farina del Loro sacco. Piuttosto leggo, con grande stupore, quello che Loro affermano:” Il nostro compito è quello di valutare e verificare i progetti dal punto di vista architettonico – paesaggistico e pertanto le assicuriamo che qualora avessimo avuto occasione di esprimere pareri su monumenti e su opere di valore paesaggistico di tale importanza ci avremmo messo tutta la nostra professionalità, la nostra passione ed il nostro attaccamento al territorio…”

Cioè, a Nostra insaputa è stata intonacata l’antica torre di piazzetta Del Conte. In quanto poi alle palle possedute, o no, ribadisco che, chiunque, svolgendo un ruolo di responsabilità, di fronte ad un inquacchio del genere non interviene per impedire lo scempio, ne è privo.

Se poi dovessi spiegare, in qualunque sede scelta, come si diventa esperti della fettina, posso assicurare, Loro, che io ci ho messo 40 anni per distinguere l’arista del maiale dall’osso buco. Esattamente quanto ne occorrono a tanti professionisti per distinguere un ampio e comodo appartamento della 167 dall’antica cinta muraria, colma di segni del tempo e della storia, cancellati in una giornata di lavoro come il cerone di quelle donnine.

Con la stima di sempre,

Michele Angelicchio

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