Vico del Gargano, asilo nido: regalo politico o vera necessità per famiglie

asilo-nido-vico-del-garganoLa stampa se n’è accorta da tempo: la proliferazione degli asili nido è un grande ed inutile business di Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale, spalmati, come si dice, e mai termine fu meglio azzeccato, su tanti piccoli e grandi comuni anche quelli a crescita zero. Uno di questi asili nido è stato realizzato a Vico del Gargano, completato, incartato, incellofanato e fa bella mostra in via Traversa della Resistenza. Non sappiamo a cosa servirà, e se servirà, oppure se andrà ad allungare l’elenco delle opere inutili ed inutilizzate per cui Vico del Gargano detiene la maglia nera, come un report de l’ATTACCO ha ampiamente dimostrato.

L’asilo nido costruito con un finanziamento FESR rientrava nella graduatoria per la realizzazione di infrastrutture sociali come recitava la determina della Giunta Regionale di Puglia n. 478 del 31 marzo 2009, per un primo importo di 700.000,00 euro a cui si sarebbero aggiunti altri fondi del Ministero degli Interni. La struttura, secondo le previsioni del Ministero, sarebbe dovuta entrare in piena operatività già dall’inizio del mese di ottobre 2014. Completata da oltre due anni, è inutilizzata per colpevoli ritardi dell’Amministrazione comunale a causa della mancanza di servizi primari. La Regione Puglia si è vista costretta alla revoca di due finanziamenti, uno per l’acquisto di arredi e l’altro per l’avviamento, dopo aver verificato lo stato incompleto della rendicontazione.

Voci, costruttive, fanno sommessamente sapere che la pentammucchiatopoli, targata Sementino, ha provveduto ad attivare altri canali. Resta il mistero sulla futura gestione dell’asilo, chi si dovrà accollare i costi, le competenze, le professionalità e soprattutto l’utenza/bambini, in un paese con un saldo negativo nascite/morti. Molti ritengono che questo asilo nido sia l’ennesimo inutile regalo politico, mentre all’orizzonte si fanno sempre più chiari e netti i contorni dell’emergenza anziani.

Michele Angelicchio

2 commenti

  1. Nino Gervasio

    E’ una cattedrale nel deserto!

  2. Donato Petrosino

    Carpino fece un’esperienza simile, se male non ricordo, conferendo la struttura all’Asl, riconvertita alla fine in un centro socio-sanitario per disabili. Il destino di queste opere è sicuramente legato ai costi della gestione, non sostenibili dal bilancio di esercizio comunale e non trasferibili interamente sulle famiglie perché a forte incidenza sulla loro capacità contributiva. Sarebbe bastata una preliminare analisi del contesto con la verifica della potenziale domanda da soddisfare per capire che senza contribuzione pubblica in conto gestione non era proprio il caso di avviarsi su una strada impraticabile..

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