Superstrada Gargano, Parco chiede a Regione di reinserirla tra le priorità del PRT

ssv-garganoIl Parco nazionale del Gargano chiederà alla Regione Puglia di reinserire tra le priorità del PRT (Piano Regionale Trasporti) il completamento della SS 89 del Gargano nel tratto Vico del Gargano – Peschici – Vieste – Mattinatella. Una precondizione necessaria per l’inserimento della stessa tra le grandi opere infrastrutturali da inserire nel Patto per la Puglia in vista della definizione del Master Plan per il Sud. La decisione è stata presa nel corso della Giunta esecutiva dell’Ente alla quale hanno partecipato il Presidente Stefano Pecorella, e i due componenti Rocco Ruo e Pasquale Coccia.

“Ogni progetto infrastrutturale e modificativo dell’ambiente nell’area protetta -spiega il Presidente del Parco del Gargano Stefano Pecorella- deve scontare tutte le necessarie valutazioni perché possa essere coerente con lo strumento di piano e le logiche di sostenibilità ambientale e paesaggistica. Altrettanto vero è che il completamento della SS 89 rappresenta un’esigenza storica del Gargano che, anche alla luce della dotazione infrastrutturale complessiva del promontorio, appare fondamentale per assicurare, consolidare e sviluppare la vocazione turistica di questa zona della Puglia. Ho fatto mie, con i componenti della Giunta -avendo sentito molti sindaci interessati dal progetto, assieme alle organizzazioni di categoria turistiche- le valutazioni serie di sviluppo del territorio e della economie legate al turismo sostenibile, la più importante ricchezza di tanta parte del Gargano.”.

Il territorio interessato dalla superstrada conta 190.000 residenti e 450 strutture ricettive, censite con oltre 81.000 posti letto, che nel 2014 hanno generato più di 393.000 arrivi, pari a quasi 3 milioni di presenze e di queste quasi il 90% tra Peschici e Vieste, i due comuni più lontani dalle principali arterie di trasporto e quindi difficilmente raggiungibili per i turisti. Il Gargano ha rappresentato nel 2014 oltre il 31% degli arrivi dell’intera Regione Puglia, pur con le note difficoltà da un punto di vista infrastrutturale, che conseguentemente si riversano sulla difficoltà di destagionalizzare i flussi e l’offerta turistica. Per tutte queste ragioni il Parco, come già sottoscritto in precedenti incontri con le istituzioni provinciali e le organizzazioni di categoria, ribadisce la non contrarietà all’inclusione del progetto di massima nel piano strategico infrastrutturale che interessa la Capitanata ed il Gargano.

4 commenti

  1. Alessandro Mastrodomenico

    speriamo che qualcuno si svegli !!! Lo sviluppo ed il turismo passano INEVITABILMENTE dal completamento della superstrada del Gargano !!!!!

  2. Maurizio Marrese

    Come dicevano negli anni settanta, uguale.

  3. Max Conte

    NEL SEGNO DELLA RENZITE . Un altro scempio ambientale si profila nel territorio del Gargano. Una piccola TAV. Utile a chi ? agli appetiti delle organizzazioni criminali che vuoi o non vuoi cercheranno (e ci riusciranno) ad infiltrarsi per spartire il malloppo. Non leggo e non vedo un rapporto costo benefici nè in termini di miglioramento della viabilità nè in termini di risultati economici per il Gargano che non siano la spartizione degli appalti. Solo la distruzìone -come è già avvenuto nell’attraversamento del territorio di Vico – di un’altra fetta di boschi, vallate, ambienti naturali unici. Direte che ne sai tu ? Conosco e vedo il passato e non c’è nulla che deponga in senso contrario. SOLO il PROSSIMO MAGNA MAGNA

  4. Sono pienamente d’accordo con quello che scrive il sig. Max, abbiamo bisogno di grandi infrastrutture come aeroporti e porti e non di viabilità interna al Gargano per deturpare ancora il territorio. Chi arriva grazie alla già esistente strada a scorrimento veloce alle porte del Gargano fa bene a percorrere l’attuale statale per apprezzare ancora di più i nostri panorami. In quanto al Parco Nazionale del Gargano il suo presidente farebbe bene a interessarsi più di flora e fauna e meno di superstrade e sentierini, farebbe bene a investire le risorse che amministra in ricerca e capire perché è in atto una desertificazione in quanto a fauna dei due laghi sottoposti a inquinamenti vari, ad attivare le colture a perdere nei territori abbandonati del parco, foraggio indispensabile per il capriolo garganico e favorire il ripopolamento di altra fauna. Decenni di immobilismo, mi chiedo quale turismo è stato capace di portarci il nostro parco in tanti anni e quali progetti finalizzati alla fauna, priorità assoluta per un parco, e quali risultati ha ottenuto. Farebbe inoltre bene a stanziare risorse per la raccolta delle immondizie sparse ovunque nel territorio del parco e a spronare gli organi di controllo a vigilare. Invito l’Ente Parco a riflettere bene su quanto detto e cambiare politica di gestione affinché tutti possano apprezzare l’importanza di un parco.

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