Se Vico del Gargano diventa (per così dire) peggio di Monte Sant’Angelo

vico_del_gargano“ …trattasi di una iniziativa avviata dal Sindaco di Peschici ma sposata dalla Camera di Commercio di Foggia per agevolare il raggiungimento delle località turistche del Gargano. Non possiamo dire di nò ad interessi di altri Comuni che vivono sul turismo. Vorrei sapere, però, che pareri darà la Provincia per la realizzazione di questa opera pubblica, visto che non ci è consentito di realizzare le strutture ricettive nella Piana di Calenella.”

Basterebbe questa frase pronunciata dal sindaco Michele Sementino e riportata nella delibera di Consiglio comunale n. 49 del 21 dicembre 2015, per chiedere lo scioglimento immediato dell’Amministrazione di pentammucchiata e salvare il paesello. Trovatemi voi un altro sindaco fra gli 8092 comuni che adopera questo linguaggio. Forse ho calcato un po’ la mano. Forse mi mancano termini di paragone più appropriati, o forse c’azzecchiamo. Il Consiglio comunale di Vico del Gargano va sciolto. Oddio, non siamo allo stesso livello di Monte Sant’Angelo; sotto San Michele le cose sono serie e la lettura degli atti, che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale, rivelano un condizionamento esterno chiaro e forte.

Nel paesello di San Valentino i fatti e le circostanze sono piuttosto fantozziane, di fame, non possiamo parlare, per amore della misura e del peso, di presenze mafiose. Qui il problema si riduce al guinzaglio di alcuni barboncini, tenuto e tirato un po’ di qua un po’ di là, per peccato originale, cioè dalla nascita e dal creatore. Ciò non vuol dire che non danno fastidio, che non creano problemi alla collettività e agli interessi generali, al corretto andamento della pubblica amministrazione. Vi è una lunga sequela di fatti piccoli e meno piccoli che, in modo chiaro e già raccontati dalla stampa, evidenziano come questa maggioranza di pentammucchiata sia eteroguidata e condizionata. Non occorrono atti ufficiali, relazioni di pubblica sicurezza, invio di esposti che intaserebbero solo l’ufficio del PM e del Prefetto, basta l’osservazione quotidiana che ciascun cittadino fa, vede, e subisce.

Il racconto di Vico del Gargano è un racconto stanco, rancoroso, incapace di compiere passi avanti perchè non ha più energia, non ha pensieri. Isolato com’è nella sua sterile e suicida autosufficienza si avvia ad un lungo periodo di respirazione forzata. Il tragicomico tiro alla fune fra gli ultimi residuati del PUG e il resto della maggioranza bloccano ogni iniziativa seria. Le speranze perse di chi aveva puntato tutto sulla rapida e facile approvazione delle dieci lottizzazioni, da Vico del Gargano passando per gli ultimi scampoli di San Menaio e finendo nella Piana di Calenella, sono un macigno sulla strada del paese. Gli interessi in gioco e dormienti nei cassetti, quelli saltati e quelli in incubazione, il silenzio e l’ostracismo sui beni comunali, l’opaca e discrezionale vita dell’Ufficio tecnico, la gestione e l’affidamento degli incarichi agli amici tecnici, la regolare esecuzione dei lavori pubblici, una caricatura di Consiglio comunale disertato dalla metà dei consiglieri, l’Amministrazione retta da un solo voto, l’incapacità di disegnare un percorso, consiglierebbero l’immediato scioglimento del Consiglio comunale.

Ad aggravare lo stato pietoso di questo paesello è l’affanno e lo stato aeriforme dei partiti, meglio dire di quello che resta, dove tutti gli sforzi si fermano all’avvicendamento e alla rotazione dei posti a tavola da distribuire con il bilancino fra un pugno di famiglie affamate. Se l’niziativa è al maschile tutti sperano in nuovo mago Otelma, se invece l’iniziativa è al femminile tutti si augurano che la fanciulla possegga le qualità taumaturgiche di Marietta d’ Ortanova, sommate a quelle di mamma Lucia di San Nicandro con qualche spruzzata di Vanna Marchi. L’individualismo vuoto e ignorante ha ucciso la “buona politica” e sta uccidendo le residue speranze di questo sfortunato paese. Questa pentammucchiata non solo non ha portato nessun risultato, ma ha aggravato i ritardi e i vuoti di governo.

Non ha saputo realizzare nessuna trama di relazioni territoriali come dimostrano le recenti polemiche sul completamento della Strada a Scorrimento Veloce, che non tocca la Piana di Calenella, e l’adesione al Distretto Turistico Garganico, che non è una iniziativa della Camera di Commercio, scatenando ilarità, scetticismo, delusione, feroci e irripetibili battute, polemiche, a Foggia, a Vieste e Peschici.

Sciogliere, quindi, il Consiglio comunale è l’ultima spiaggia di una comunità delusa e annichilita, per liberarci di un sindaco dottore e sostituirlo, nel più breve tempo possibile, con un “sindaco pescatore” come hanno fatto i cittadini di Pollica, nel Cilento.

Michele Angelicchio

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