Nuovo ruolo e nuova vita alla Foresta Umbra

laghetto-foresta-umbraLa recente candidatura UNESCO delle faggete della Foresta Umbra, per la costituzione della rete europea Beech Forest – Joint Heritage of Europe – ha rinvigorito un dibattito fra Sindaci e amministratori sopito e sotto la polvere dei ricordi, sul ruolo che la Foresta Umbra potrebbe, e dovrebbe, svolgere nell’Economia di un territorio tanto prezioso e ambito, quanto lento a muoversi e prendere coscienza della sua importanza.

Il contributo socio-economico, ed anche culturale, della Foresta garganica dopo un periodo di grande vivacità e di forte legame con le realtà dei comuni confinanti, quale fonte di ristoro per centinaia di famiglie a basso reddito, si è lentamente rinsecchito, l’attenzione è calata, l’interesse infiacchito a pochi ricordi sui fasti del passato. Così un immenso patrimonio boschivo, 15000 ettari e importanti unità immobiliari, nonostante la nuova configurazione istituzionale del Parco Nazionale del Gargano, stenta a ridisegnare un ruolo dinamico, propositivo, pragmatico, quasi di guida territoriale. Sopratutto non si riesce più a ristabilire, rinsaldare, ricucire con gli Enti Locali un rapporto, forte e serio, per costruire una governance moderna e concreta. Basta saper leggere la vita, il contenuto, il confronto, le diffidenze, gli ostacoli che sorgono, a volte in superficie, a volte covate sotto la cenere e con scontri duri, fra le due più importanti Istituzioni del Parco Nazionale: la Comunità del Parco e la Presidenza. Ognuno si sente attaccato, defraudato, interferito, declassato nelle proprie funzioni.

Come muovere, o meglio smuovere, questa sonnacchiosa e inerte situazione ci ha pensato, ancora una volta, il Sindaco di Peschici, anche nella sua veste di amministratore del Parco.

Francesco Tavaglione, dopo le recenti iniziative sul completamento della superstrada garganica S.S.693 e sulla costituzione del Distretto Turistico del Gargano, interviene per riportare all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti, il futuro ruolo della Foresta Umbra, proprio in conseguenza delle nuove, probabili iniziative intorno al patrimonio forestale.

Una prima considerazione è rivolta al ruolo della Caserma Sansone; una bella, capace e funzionale costruzione, appartenuta al Corpo della Guardia Forestale dello Stato, i cui lavori di ristrutturazione e ammodernamento sono costati oltre tre miliardi di vecchie lire. Munita di una reception, una segreteria, sala riunioni, uffici, una sala attesa. Già nel 1996 la Regione Puglia concedeva la struttura all’Ente Parco e, secondo una idea di Matteo Fusilli, allora Presidente del Parco e Presidente di Federparchi, avrebbe dovuto ospitare Presidenza e Direzione.

Il sindaco di Peschici, spiega che se dovessero esserci resistenze per il trasferimento degli uffici della presidenza, almeno la sede operativa del Parco Nazionale deve trovare sistemazione nella Caserma Sansone, quale luogo ideale per i compiti istituzionali chiamati a svolgere.

Altro argomento da rispolverare è quello del recupero dell’Albergo Rifugio, di proprietà della Proviicia di Foggia, abbandonato e cadente, di cui l’Ente di Palazzo Dogana vuole ad ogni costo disfarsi. Una struttura, una volta blasonata per la presenza di ospiti illustri e luogo di eventi qualificati, molto tempo prima che il Salento scoprisse la taranta. L’organizzazione, in gestazione, del Campionato Mondiale Orienteering, l’auspicato riconoscimento UNESCO delle faggete e la conseguente attenzione del sistema turistico, ambientalistico, religioso, marino e plein air, richiede l’urgente presenza di un luogo decoroso di accoglienza e una rete di servizi minimi. Almeno per prendere un caffè.

La riflessione del Sindaco Tavaglione si conclude con la importane e consolidata presenza sul posto della Protezione Civile, a salvaguardia dell’intero territorio. Auspicando la sistemazione logistca-operativa nell’area di Mandrione, luogo centrale dell’area per gli interventi di emergenza che dovessero presentarsi.

Sono questi gli obiettivi, concreti, da raggiungere per trasformate ” l’sola che non c’è ” della Foresta Umbra, per ridargli un ruolo visibile, per vivere una nuova e diversa stagione di governance, per valorizzare un gioiello della Regione Puglia e trasformarlo in un potente attrattore.

Michele Angelicchio

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