Estate vichese: il deserto passa dalla Carità Divina alla divina carità

vico-del-garganoSi sarà svegliato di buon umore il Padreterno la mattina del 26 luglio 2016, e guardando dall’alto della pentammicchiata quel pezzo di popolo in preghiera, formato da figlioli, mariti, cognati, amici, questuanti, avrà deciso, ridendo, che bisognava fare un bonifico di 11.600,00 euro dalla Carità Divina alla divina carità. Così, con Determina n. 95, del 26 luglio 2016, si decide di impegnare la somma di 11.600,00 euro, quale contributo a favore della divina carità “…al fine dell’organizzazione dell’Estate vichese 2016…”.

Chi ha avuto lo stomaco d’acciaio per leggersi fino in fondo il cosiddetto Cartellone estivo 2016, avrà certamente intuito che ci voleva una poderosa, e ben oliata, macchina organizzativa per mettere in cantiere il più brillante e fantasmagorico piano di Eventi che, Vico del Gargano, borgo più maltrattato e sgancherato d’Italia, abbia conosciuto dal 1974, Anno primo dell’Era democristiana, targata Domenico Afferrante e amici. Per la buona riuscita di tali Eventi ci voleva, spassosamente e sempre ridendo, la congiunzione astrale fra la Carità Divina e la divina carità; la Carità Divina per leggere e interpretare il peso e il succulento contenuto delle manifestazioni rovesciate sul popolo vichese, e sugli ospiti, annichiliti da tanta grazia, e la divina carità per offrire la poderosa, e ben oliata, assistenza per la buona riuscita del Cartellone dell’Estate vichese. Una cosa, ci hanno assicurato, da macchina da guerra, che nemmeno gli organizzatori del Giubileo e quelli di EXPO 2015 si sognerebbero mai. Molti si sono chiesti: “11.600,00 euro per fare cosa? Contributo elargito attraverso quale regolamento? Con quale criterio di riparto o totale e solitaria discrezionalità? Dove sta il buon e corretto andamento della pubblica amministrazione?”.

Sino ad oggi abbiamo visto due piece teatrali, due lavori ad opera del Laboratorio teatrale “Teatro K“, costate zero euro, e una pettolata e pancotto per una serata organizzata dall’associazione anziani AUSER – Nuova Vita, anche questa costata zero euro. Quindi, dove andranno gli 11.600,00 euro!

Mi racconta il mio amico Peppino, con la pungente sagacia di sempre quando parla di queste cose, che lui spendeva non più di 50 euro al giorno per tutti i servizi di facchinaggio e organizzativi, nella più regolare puntualità ed efficienza. Quindi, come si spiega l’elargizione di un contributo di ben 11.600,00 euro fra la Carità Divina della pentammucchiata e la divina carità?

Il consiglio è di non ridere o arrabbiarsi. Restare inerti e in silenzio, esattamente come il Consiglio comunale, i consiglieri, le maggioranze variabili, le opposizioni, i partiti e tutto il resto di questo borgo sfortunato.

Michele Angelicchio

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