24 Luglio 2007, il Gargano affronta l’apocalisse (video)

incendio-peschici_3Sono trascorsi 9 anni da quel tragico 24 Luglio del 2007 ma il ricordo resta ancora vivo nella mente dei cittadini di Peschici e delle migliaia di turisti che affollavano le baie di una delle località più conosciute del Gargano 

Le fiamme partite da un piccolo uliveto si allargarono a dismisura in seguito all’esplosione delle bombole di gpl di un deposito della zona, interessando la zona 167 di Peschici per poi distruggere alcune strutture turistiche e giungere anche sulle spiagge mettendo in fuga i villeggiati terrorizzati dal fumo e dalle fiamme. Un paesaggio lunare quello che venne descritto dai soccorritori e da chi si trovò a transitare subito dopo l’incendio lungo la litoranea tra Peschici e Vieste.

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Le testimonianze – Una “vera apocalisse”, lasciati “in balia di noi stessi”, “soccorsi quando il peggio era ormai passato”: stanchi, distrutti, increduli per quanto successo, i turisti di Peschici raccontano le scene dell’incubo, inferociti per i soccorsi che a loro dire sarebbero stati intempestivi. “Abbiamo cominciato a vedere un fumo denso arrivare dalla parte alta della collina. Sulle prime ci siamo preoccupati, perché era piuttosto vicino e di grandi dimensioni, ma siamo stati tranquillizzati. Ci hanno detto che non era nulla di particolarmente grave, che non sarebbe successo nulla. Qualcuno ci ha consigliato di prendere un mezzo e di uscire da quella strada, ma era ormai impraticabile. Intanto il fumo aumentava e rendeva irrespirabile l’aria. Abbiamo cercato un varco attraverso il quale fuggire, ma non lo abbiamo trovato, non c’era. Non abbiamo visto uno straccio di soccorsi. In preda alla disperazione ci siamo nascosti in acqua, tra gli scogli e così ci siamo salvati. Sulla baia non c’era più alcuna via di fuga. I soccorsi sono arrivati quando ormai eravamo salvi, le fiamme erano basse e non c’era più alcun pericolo. Scene da apocalisse. La cenere ci finiva addosso, mio figlio che urlava e io mi sentivo impotente. Un incubo a occhi aperti.”

 

I danni e le vittime – Il Comune di Peschici, sulla base dei dati forniti dall’ufficio tecnico comunale e dai Vigili del Fuoco, accertò la completa distruzione di due strutture turistiche costituite per lo più da campeggi e il danneggiamento di altre 26. In cenere migliaia di ettari di macchia mediterranea con ingenti danni all’ambiente sia nel territorio di Peschici, dove le fiamme sono giunte fino alla spiaggia, che a Vieste. L’incendio costò la vita a tre persone, i fratelli Carmela e Romano Fasanella avvolti dalle fiamme mentre erano a bordo della loro autovettura e Domenico De Nittis, un venditore ambulante gravemente ustionato mentre cercava di salvare la sua bancarella, deceduto qualche giorno più tardi a Genova. In totale si conteranno 1.500 ustionati e 4.000 sfollati.

L’indagine archiviata e le medaglie – Il 5 Gennaio del 2009 il GUP del Tribunale di Lucera accoglie integralmente la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura in merito all’incendio che vedeva imputate 6 persone (il proprietario dell’uliveto da dove ebbe inizio il rogo, un dipendente dell’Anas, tre turisti e un imprenditore peschiciano), tutte accusate a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e incendio boschivo colposo. Un’archiviazione accettata, così come si legge nelle motivazioni, per mancanza di prove che accertino la responsabilità colposa dei 6 indagati e il dolo dell’incendio. Nel 2011 i Comuni di Peschici, Vieste e Vico del Gargano vengono insigniti con la medaglia di bronzo al merito civile dal Presidente della Repubblica con la seguente motivazione: “in occasione del vasto incendio che devastava il promontorio garganico, l’Amministrazione comunale e la popolazione tutta intervenivano immediatamente in soccorso delle numerose persone coinvolte, offrendo loro ospitalità e prodigandosi con alto senso di solidarietà per alleviarne i disagi materiali e morali. Chiaro esempio di elette virtù civiche e grande generosità”.

6 commenti

  1. Bruno Fondacaro

    I bastardi che causano queste sciagure andrebbero messi al rogo senza nessuna pieta’

  2. Gerardo Dibartolomeo

    cero anche io a rodi….uno scenario da piangere….vero adrebbero messi al rogo

  3. Michela Bellantuono

    A parer mio sembra che succedono troppe disgrazie nella nostra amata Puglia alluvioni incendi treni e tutte con troppe Vite Umane come mai ? forse qualcuno dovrebbe chiedersi ma facciamo fino in fondo il nostro dovere … questo e una mia umile riflessione ..

  4. Wanda Yanina Pelaez

    Me acuerdo de ese día pensé que me moría! Era soficante

  5. Giuseppe Montecalvo

    Gli incendi purtroppo sono sempre dolosi

  6. Antonia Blandy

    lode ai cittadini di Peschici…hanno rimboccato le maniche e sono ripartiti alla grande

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