Vocabolario dei Dialetti Garganici

A oltre mezzo secolo dal Vocabolario dei Dialetti Salentini di Gerhard Rohlfs (München 1958), che esplorava il Sud della Puglia, il Vocabolario dei Dialetti Garganici, secondo dizionario pugliese di area, scava nel Nord della regione.

Il Gargano non ha certo la complessità storico-linguistica del Salento, tuttavia, a dispetto della conformazione geografica, non è un’area unitaria o di semplice definizione, delineandosi al contrario come un importante crocevia linguistico. Il vocabolario di Granatiero rappresenta, per ampiezza e profondità di scavo, oltre che per ricchezza di raffronti regionali ed extraregionali, un sorprendente punto di arrivo e insieme un formidabile strumento scientificamente fondato e imprescindibile per chiunque voglia approfondire lo studio di questa meravigliosa terra di Puglia.

Presentato il 27 settembre 2012 presso la sala parrocchiale di Mattinata, il Vocabolario dei Dialetti Garganici del poeta Francesco Granatiero (Claudio Grenzi Editore, Foggia) è un’opera che esplora il variegato panorama linguistico relativo a tutti i sedici comuni del Promontorio, da sempre importante crocevia linguistico della cosiddetta “area meridionale intermedia”. Attraverso le parole del Vocabolario torna a far sentire la sua presenza tutta una società, un mondo con le sue tradizioni legate alla vita quotidiana della famiglia o alle attività lavorative, alle loro fasi, ai caratteristici attrezzi. Quei termini e quella società, altrimenti destinati a svanire nel nulla, rivivono grazie a questo prezioso contributo di Francesco Granatiero, ad iniziare dalla civiltà contadina, il cui tramonto è tale che quasi più nessuno conosce alcuni termini di quel mondo, non solo in dialetto, ma neppure in italiano. È il caso, per esempio, della parola “bica”, che, grazie al Vocabolario dei Dialetti Garganici, sappiamo corrispondere in dialetto alle voci: acchie, ausídde, bbanghe, cavadde, ciavurre, grégne, pegnòune, régghie, regghiòune, rutèdda, mèite, ecc.

La mole dell’opera, costituita da 1024 densissime pagine, ha opportunamente spinto l’Autore a sottolineare che «… si tratta di opera più che pesante, pesata, cioè pensata, misurata, studiata – che corrisponde al dialetto stuscéte, che vuol dire “pulita” – parola per parola, virgola per virgola. Vi posso assicurare che io stesso, quando cerco di abbracciare la mole di questo studio, rimango abbacinato dai risultati ottenuti: altri diranno l’importanza di questo vocabolario, il punto di arrivo della ricerca linguistica del nostro territorio; ma io so che ho conficcato il piantatoio, lu zippe, dove sono arrivato, ossia parecchio avanti rispetto al punto da cui sono partito, il punto da cui altri adesso dovranno partire».

Il vocabolario dei Dialetti Garganici in versione digitale è consultabile e scaricabile a questo link.

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