Genitori e insegnanti, ritorno al passato

genitori-insegnantiUn genitore, donna, che aggredisce verbalmente una insegnante davanti la scuola elementare, in presenza di altri genitori e alunni. Sono stato testimone involontario di questo siparietto. A molti genitori sicuramente non piacerà questo articolo ma, con la franchezza di sempre, non sempre piacciono quei genitori che si trasformano a prescindere in acerrimi difensori dei propri figli, nella loro vita quotidiana, nella vita scolastica e, soprattutto, nel complesso e sensibile rapporto fra insegnanti e alunni.

Per quelli della mia generazione l’istituzione “Scuola” era sacra come, e forse più, dei santi e delle madonne nelle nicchie e sugli altari delle chiese. Il “Maestro” era circondato da un alone di mistero e di rispetto che lo metteva al di sopra di ogni dubbio, incertezza, contestazione. Alle frequenti bacchettate del mio maestro, Giovanni Dattoli, amministrate con larghezza e prontezza di esecuzione quando ci beccava impreparati, seguiva puntualmente una seconda passata di mia nonna, Maria Vittoria, o quella di mia madre. Essere accompagnati a scuola dai genitori su richiesta dell’insegnante, voleva dire, quasi sempre, una raddrizzata di schiena secondo gli usi e costumi del tempo. Il maestro entrava in classe e tutti ci alzavamo in piedi per l’appello e il buongiorno, seguiva un religioso silenzio nonostante una classe formata da 42 scapacchioni provenienti da famiglie, ceto, cultura, condizioni sociali, educazione e preparazione molto diverse.

A nessun genitore sarebbe saltato in mente di presentarsi a scuola per contestare, o peggio, per litigare con l’insegnante per una nota o un brutto voto sul registro di classe. A nessun genitore sarebbe passato per il cervello di attaccare, o sminuire davanti agli alunni l’autorevolezza dell’insegnante. I nostri genitori, nella loro semplicità, ma anche nella loro infinita saggezza, non avrebbero mai demolito un pilastro su cui si reggono le dinamiche dell’insegnamento e della costruzione e formazione dei futuri cittadini. Oggi si assiste, purtroppo, con eccessiva leggerezza ed eccessiva tolleranza, ad un capovolgimento dei rapporti fra genitori e insegnanti, ad un eccessivo e ossessivo protezionismo dei figli, ad uno straripante e irrealistico carico di aspettative. In questo modo, spesso anche inconsapevolmente, i moderni genitori si trovano di fronte a delle spiacevoli sorprese, figli con vizi tollerati e consolidati e che non si riesce più ad estirpare.

Si assiste, oggi, sempre più spesso, e in modo sempre più arrogante, ad una difesa a prescindere dalle ragioni o torti, del “mio figlio, o della mia figlia”, senza capire e accettare che il ruolo della scuola, della formazione e della educazione è un continuo richiamo alla realtà, alla vita vera, dura, scomoda, lontana dal protezionismo zuccheroso, mieloso e controproducente della famiglia. Oggi non si insegna quasi più ad accettare una sconfitta, a superare una difficoltà, a misurarsi con l’altro. I genitori sanno benissimo che esistono delle regole, e dove esistono vanno rispettate. La scuola è uno di questi luoghi, con tutti i propri limiti e le difficoltà, ma è anche il luogo dove il rispetto delle regole è materia per formare donne e uomini del domani, insomma, “cittadini”. Un genitore non litiga con l’insegnante, lo ringrazia!

Michele Angelicchio

6 commenti

  1. Marta Ajala

    Verissimo, ma, il MAESTRO non era un mestiere ma una MISSIONE. Ora invece………. P.S. In effetti nella vignetta si legge: DOCENTE, non MAESTRO o PROFESSORE.

  2. Michela Protomastro

    L’estremismo porta non sempre verso il bene…non sarebbe meglio affrontare le cose dialogando? Se non altro…provarci ! Ho 51 anni e provengo sicuramente da “IERI”…quando una “RICERCA” era frutto di interviste,di odore di biblioteca,di riviste e NON certo “Copia ed Incolla”…era frutto di Mente Laboriosa.Bene…per quanto mi concerne,a scuola, non ho sofferto e pur non possedendo la TRECCANI,50 penne,70 astucci e una cartella all’anno…ho affrontato lo studio e l’amore per esso in Buona Forma,ma…sono stata testimone di siparietti NON proprio consoni.Essere un insegnante,non ti autorizza ad essere aggressivo verbalmente e fisicamente sol perchè hai le unghie più lunghe della norma,non ti autorizza a relegare un alunno nelle ultime file sol perchè il suo ceto sociale è più basso rispetto a quello di un altro…La risposta? Lo ha deciso il maestro/a e tutto va bene….Non sarebbe stato meglio chiedere IL PERCHE’ di quelle unghie lunghe? Non avere un reddito alto deve necessariamente rappresentare un fattore negativo? Sicuramente la cosa non interesserà,ma… può essere fondamentale per capire cosa può far decadere la stima che nutri nei confronti di un maestro/a…non ho “Lacrima Facile”e tanto meno la avevo da bambina,per cui,il fatto di andare a scuola una mattina, oltre che in lacrime,ma con un nodo in gola che non mi permetteva neanche di parlare… doveva essere qualcosa di grave e lo era stato per la mia famiglia.Ammetto che speravo in un abbraccio della mia “CARA”maestra…in tutta risposta mi fece il “VERSO” del pianto e per tutto il giorno rimasi relegata in un angolo.E’ educativo? Qualcosa del genere accade anche oggi ed alcune mamme cosa rispondono? “Se Ti Lamenti,Smetti Di Vivere !!!!!! ” Stiamo scherzando? Si è capito che se concedi troppo potere si cade in Eccessiva Presunzione,ci si arroga il diritto di Onnipotenza e questo non giova…Ed allora…perchè non cerchiamo di educarci tutti al confronto,al dialogo,sforziamoci piuttosto di trarre insegnamento dagli errori odierni,ma anche da quelli del passato perchè se oggi non “Tutto è come Sembra”,ieri non “Era tutto Oro ciò che Luccicava”…Per carità…parere umile e personale.

  3. Michele Milone

    vero lory ma i tempi sono cambiati adesso i giovani hanno tutto buona serata

  4. Michela Protomastro

    Michele Milone…oltre che al cognome….”OCCHIO”anche al nome.Buona Giornata.

  5. Mario Luciani

    La vignetta dice TUTTO bon giorn

  6. Donato Petrosino

    Se il bambino piange (in senso lato) non è sempre solo colpa dell’insegnante … potrebbe solo esserlo …. Ecco, la differenza del rapporto tra la scuola di ieri e quella di oggi potrebbe essere questa .. e non è solo questione di forma e di semplici sfumature!

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