Sequestro GranApulia: i reati contestati al gruppo Sarni

sequestro-grandapulia_1È tuttora in corso la vasta operazione che dalle prime luci dell’alba vede in campo un imponente spiegamento di uomini e mezzi del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri per porre sotto sequestro GranApulia, il più grande centro commerciale del Mezzogiorno, esteso su un terreno di circa settanta ettari riconducibile a FINSUD srl, società del Gruppo SARNI e che avrebbe dovuto accogliere i visitatori a partire dal prossimo 30 Novembre 2016.

Le lunghe e complesse indagini condotte dal Corpo Forestale dello Stato e dal Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia su delega della Procura di Foggia che si è avvalsa anche del contributo di due consulenze tecniche rispettivamente in materia ambientale ed in materia edilizia-urbanistica, hanno consentito di accertare l’omessa bonifica dell’ex sito industriale potenzialmente contaminato nonostante le evidenti risultanze derivanti dalle analisi delle acque sotterranee – tutte non conformi alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione per parametri di riferimento quali nitriti, fluoruri, solfati, triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene ecc. – e le fuorvianti e carenti risultanze derivanti dalle analisi dei terreni contenute nel piano di caratterizzazione del 2009.

Accertata anche la realizzazione di una discarica abusiva di rifiuti speciali in corrispondenza delle ex vasche di lagunaggio del sito industriale riempite e livellate attraverso miscelazione e successivo tombamento del materiale derivante dalla demolizione di 107 immobili presenti sullo stesso sito industriale (inerti) e dalla demolizione degli argini delle suddette vasche, dai rifiuti solidi e liquidi presenti all’interno delle predette vasche derivanti dai processi di decantazione nel tempo effettuati dall’ex zuccherificio oltreché dalla movimentazione delle terre da scavo prodotte in situ in concomitanza dei predetti lavori; materiale che in assenza dei trattamenti e dei controlli previsti dalla normativa ambientale vigente, era da ritenere, anche secondo l’ARPA intervenuta sul posto in più occasioni, del tutto inidoneo all’impiego per ripristino ambientale.

Infine, accertata la realizzazione di un’imponente lottizzazione abusiva a fini edificatori commerciali a partire dal 2010 scientemente portata avanti negli anni da FINSUD srl mediante la frammentazione dell’area in più comparti e la parcellizzazione dei titoli edilizi con l’obiettivo di occultare l’unicità e l’inscindibilità dell’intervento edilizio e, di conseguenza, di eludere i numerosi vincoli insistenti sui terreni oggetto di edificazione e gli oneri procedimentali connessi agli stessi (parere dell’Autorità di Bacino, nulla osta della Soprintendenza, Valutazione di Impatto Ambientale).

Secondo la procura l’apposizione dei sigilli si è resa necessaria in ragione della gravita dei reati contestati (implicanti, in caso di condanna, la confisca dei terreni e degli immobili ivi insistenti e/o la riduzione in pristino dello stato dei luoghi), della rilevante compromissione dei beni ambientali, paesaggistici ed urbanistici tutelati dalle norme incriminatrici oltreché del pericolo potenziale per la salute pubblica generato dalla contaminazione delle estese matrici ambientali coinvolte.

Otto gli indagati: Antonio Sarni, legale rappresentante della società “Finsud”; Claudio De Bellis legale rappresentante “Fideco Foggia; Saverino Creta ex direttore zuccherificio Sfir; Gianpiero Ridolfi, legale ex rappresentante Sfir; Michele Ciotti, direttore lavori demolizione fabbricato ex Sfir; Mauro Tininini, legale rappresentante “Corbat” impresa edile; Oronzo Gesmundo, legale rappresentante ditta demolizione ex zuccherificio Sfir; Alberto Arvalli, progettista e direttore lavori “Finsud”.

7 commenti

  1. Carmine d

    E’ semplicemente ridicolo! Come si fa a bloccare il futuro di una provincia intera a poche ore dall’apertura? Eppure hanno avuto anni a disposizione per verificare tutte le procedure. Spero che sia un errore rimediabile.

  2. Federica Piccolo

    Due anni di indagini, e mettono i sigilli a soli cinque giorni dall’inaugurazione….semplicemente assurdo!

  3. Carmine d

    veramente gli anni sono 6!

  4. Federica Piccolo

    Al tg regionale hanno parlato di due, cmq che siano due o sei, il tempo per fare tutte le verifiche l’hanno avuto…

  5. Max Conte

    deja vu !!!!! Natale fa gola a tutti. Se aprivano a natale non ce n’era per nessuno. Tra promozioni e NOVITA’ sbancavano

  6. Di Fazio Claudio Domenico

    …….possibile trattarsi di solito intervento ad orologeria??????

  7. Emanuele Russo

    sicuramente ce la mazzetta di mezzo, se no non ce spiegazione, chi incassa e chi subisce, questa e l’Italia

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